martedì 12 giugno 2012

Hennè passion!

Ciao a tutte, come state?

Oggi ho voglia di parlarvi di bellezza, e in particolar modo di capelli. Chi di voi fa l'hennè abitualmente conoscerà probabilmente i prodotti che andrò ad elencare, e le modalità di applicazione. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, vi lascio qualche link da consultare alla fine dell'articolo ;)

Ho scoperto l'hennè qualche anno fa, quando mi iscrissi ad un forum dedicato alla cura dei capelli chiamato CapellidiFata (e su cui sono ancora iscritta, sebbene lo frequenti poco). Dopo qualche reticenza iniziale nei confronti di questa polvere colorante ho deciso di provare, mossa anche da consigli di molte amiche. Il primo step è stato cercare di capire quale prodotto potesse fare a caso mio. Immersa in quel marasma di prodotti pseudo naturali, pseudo bio, pseudo eco e chi più ne ha più ne metta, ho fatto affidamento nient'altro che all'esperienza delle amiche (che un po' come le nonne, aiutano sempre!).

Ho avuto la fortuna di trovare al primo colpo il prodotto migliore per la mia chioma, trattasi dell'hennè Planta Medica in tonalità naturale (rosso rame). Quando scegliete l'hennè dovete tenere presenti alcuni fattori, tra cui: 

- la composizione (il componente principale è la Lawsonia inermis, naturale al 100%, evitate il Sodium Picramate che colora di più, ma dicono sia dannoso per la salute).
- il vostro colore di base (essendo naturale, l'hennè non schiarisce le radici come una tinta, copre perfettamente i capelli bianchi ma non la ricrescita. Di conseguenza, se siete scure lasciate perdere toni ramati e preferite un rosso più forte, poiché l'hennè "scalda" il vostro colore dandogli dei riflessi). - la marca (evitate assolutamente i prodotti da supermercato e, se potete, fatevi consigliare da un'erborista esperta o da un'amica. L'hennè è vendibile anche in polvere sfusa (ma non l'ho mai provato), ma anche da sole è facile capire se un prodotto è naturale o meno leggendo l'inci, cioè la composizione degli ingredienti che trovate sul retro della confezione: più è corta, e meglio è. Semplice, no?)

- la miscelazione (l'hennè va sciolto in acqua molto calda, ma potete scioglierlo anche con succo di limone e qualche goccia di olio essenziale se volete eliminare l'odore di "terriccio" che si potrebbe manifestare dopo il lavaggio).

- l'effetto (l'hennè è un prodotto naturale usato da secoli per migliorare l'aspetto e la salute del capello, ma subito dopo l'applicazione potreste riscontrare un po' di secchezza. State tranquille, è normale! Mentre lo lavate via, usate del balsamo come lo Splend'or al cocco e vedrete che li avrete belli morbidi al tatto!)

- eventuali effetti collaterali (non mi è mai successo, ma l'hennè potrebbe in qualche modo reagire con ossidazione se avete usato in precedenza tinte chimiche. Il mio consiglio è applicare sempre l'hennè dopo le tinte ma lasciando qualche settimana di intervallo, in modo che la tinta si scarichi completamente. Se non volete aspettare o state provando una marca nuova, fate una prova su una ciocca di capelli rimasta nella spazzola, oppure nascosta).

- eventuali pasticci (l'hennè macchia, indossate sempre guanti durante l'applicazione per non macchiarvi le mani e togliete tutte le collane, orecchini e gioiellerie varie che avete addosso. Lavate subito la vasca da bagno o il lavandino appena avete finito, e usate asciugamani o abiti vecchi che potete sporcare. Possibilmente evitate abiti bianchi il giorno dopo l'applicazione, onde evitare aloni giallognoli sul colletto come successo alla sottoscritta -.-)

Il Planta Medica
Detto ciò, passiamo alla mia esperienza :) Uso abitualmente tre tipi di hennè, con cui mi trovo molto bene sebbene uno non sia proprio naturale. Il primo è quello della Planta Medica nella tonalità base, rosso rame, sciolto con acqua molto calda (ho provato anche il succo di limone, ma non mi piace molto il risultato). Il secondo è quello della Tradizione Erboristica nella tonalità rosso forte, che uso con il Planta Medica per avere un colore più caldo. La Tradizione Erboristica non è tra le marche che vi consiglio, in quanto ha una composizione bruttina ed è da supermercato, ma se lo mixate poco poco al prodotto principale vi darà un effetto molto piacevole :) Il terzo è un hennè regalatomi da un'amica, non ricordo se pakistano o marocchino:   il prodotto è ottimo, si stende benissimo sui capelli e si lava via molto bene lasciando pochissimi residui, e offre un bel colore ramato. 

Normalmente lo applico con un pennello da parrucchiera e lo lascio agire per qualche ora (uso una cuffia di plastica con sopra un asciugamano, con la condensa interna il colore viene più forte!), lavandolo via prima con acqua tiepida e poi con un goccio di shampoo. Proseguo con il lavaggio abituale e lascio asciugare naturalmente, senza phon.
E voi? Spero di avervi incuriosito un po', fatemi sapere se decidete di provare o come lo fate abitualmente!

Hugs!

Link utili:


http://capellidifata.it/forum/index.php?topic=604.15 (discussione sul Tradizione Erboristica, Goddess of Hate è il mio profilo sul forum)






lunedì 4 giugno 2012

La Calabria e il suo (triste) passato...e non solo!

Oggi vi scrivo in italiano. Di getto, come la maggior parte dei miei post. Senza pensarci troppo su, forse senza riflettere molto su ciò che scrivo, forse rendendomi pure antipatica. Pazienza.

Qualche giorno fa, ho appreso la notizia di un fantastico ritrovamento archeologico nel pieno centro di Vibo Valentia, città che, come sapete, visito parecchie volte l'anno. Situata a due passi dal corso pedonale e dai negozi, sotto la striscia d'asfalto è emersa una domus romana (della cui datazione non ho notizie in merito), facendo riaffiorare in via Marco Tullio Cicerone (che coincidenza, eh?) reminiscenze del passato romano di questa città antichissima. Fantastico, una notizia eccellente per una cittadina che potrebbe (e dico potrebbe) tranquillamente vivere dei suoi reperti archeologici tra Greci, Romani e Normanni ma che, come nella maggior parte dei casi, è vittima dell'incuria e del tempo che trascorre inesorabile. Sì, perché sembra che il sito sarà nuovamente ricoperto d'asfalto per "consentirne la preservazione per il futuro non essendo oggi le autorità in grado di mantenerne la conservazione a causa della carenza dei fondi" (cito testualmente le parole del giornalista Francesco Ridolfi, autore dell'articolo visionabile qui). 
               


Questa notizia lascia una grande amarezza. Un nuovo colpo all'identità di una regione ricca di passato che si cerca di cancellare (sempre a proposito di Vibo, mi vengono in mente il camminamento lungo le mura greche e quel "parco archeologico" ricoperto di erbacce, senza dimenticare i resti greci sotto il palazzo della Guardia di Finanza, tristemente coperti da una tettoria in eternit). Vibo Valentia dista appena 10 km dal mare, non è una località balneare rinomata, va bene, ma potrebbe diventare una di quelle "mete turistiche" che tanto piacciono ai visitatori stranieri (quando mi sono recata al castello, infatti, eravamo gli unici italiani). Dall'altro lato della regione, sulla costa ionica, spicca invece il ritrovamento della domus di Gioiosa Ionica, dapprima dimenticata e poi riportata alle glorie televisive grazie alla visita bandita dal FAI. In un articolo del 19-11-2011, si denunciava il silenzio assoluto delle istituzioni riguardo agli scavi e il pensiero fisso dei curiosi, che anziché mostrare interesse, domandavano se e quanto gli operai al lavoro fossero pagati. Sono trascorsi i mesi, e i mosaici della villa in contrada Mafalda hanno registrato un boom di visite. 
La gente va invogliata, va spronata, va incuriosita. Basta con queste lagnanze "i giovani sono il futuro". Non possiamo pretendere che i ragazzi provino interesse per ciò che i loro stessi genitori non considerano. Non lamentiamoci poi se il settore "forte" della nostra economica (quello turistico) va a rotoli. Non parlo solo del Sud, in tutta Italia ho letto di siti distrutti o ricoperti perché "di scarso interesse". 
Cerchiamo piuttosto di dare nuovo impulso al turismo storico-culturale anche con l'aiuto di volontari, che non sono per niente risorse da sfruttare al massimo perché non pagate. In tempi di disoccupazione come questi, il volontariato è un bene preziosissimo. La questione dei fondi è un'altra, e purtroppo è molto concreta, ma proviamo prima a superare lo scalino del disinteresse generale. Non tutto gravita attorno al denaro. Si parla sempre di antenati, di avi e via dicendo, peccato che si faccia ben poco per glorificare la loro presenza.

Articoli:

http://www.ilquotidianoweb.it/news/350712/Una-domus-romana-scoperta-ad-un-passo-dal-corso.html

http://www.edicoladipinuccio.it/cultura/beni-culturali-cultura/domus-romana-gli-scavi-proseguono-tra-mille-difficolta-silenzio-delle-istituzioni-disinteresse-delle-associazioni-locali

http://www.edicoladipinuccio.it/cultura/beni-culturali-cultura/giornate-fai-di-primavera-nella-provincia-di-reggio-visitabili-oggi-e-domani-i-mosaici-della-villa-romana-del-naniglio-di-gioiosa-ionica-vedremo-un-parco-archeologico-anche-a-cinquefrondi/


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