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giovedì 29 ottobre 2015

Acqui e Sapori 2015

Lo scorso fine settimana mi sono recata ad Acqui Terme per partecipare alla manifestazione "Acqui e Sapori" in veste di ospite per il gruppo storico Nona Regio. Chi mi legge da un po' di tempo sa quanto io sia vicina alle tematiche romane e avrà già notato che le mie presenze in territorio alessandrino cominciano a farsi sempre più frequenti (l'ultima il giorno scorso, per la Notte Bianca Romana di Acqui). Purtroppo per questioni di meteo non ho potuto partecipare al raduno multiepocale di Alessandria, appuntamento annuale fisso da ben tre anni, e così i miei amici romano-liguri ci hanno invitato a trascorrere un week-end acquese, immersi nel cibo e nei prodotti locali. 
La manifestazione giunge ormai alla sua undicesima edizione e vanta come punto di forza l'esposizione del pregiato tartufo locale. I prodotti enogastronomici sono senza dubbio una caratteristica di questo territorio, che a differenza di altre zone del Piemonte, cerca di valorizzare il proprio patrimonio e di far leva sul settore turistico. 

La manifestazione ha ottenuto un buon riscontro da parte nel pubblico specialmente nella mattinata di domenica, forse per il richiamo del tartufo. Nona Regio si è caratterizzata per il suo spiccato approccio divulgativo e colgo l'occasione per ringraziare le loro matrone per tutti gli utilissimi consigli riguardo all'abbigliamento romano! 
Ora, come di consueto, vi lascio con qualche foto: 






Per quanto riguarda i nostri abiti, abbiamo cercato di essere il più accurati possibile con stoffe naturali e rifiniture cucite a mano. La costruzione di un costume simile è molto rapida e richiede conoscenze basi in materia di cucito, più un pizzico di ricerca storica; alcuni film sono purtroppo inaccurati sotto questo punto di vista e non rappresentano una fonte affidabile.  La tunica è nient'altro che un enorme rettangolo di stoffa cucito ai lati, molto lungo per permettere gli sbuffi caratteristici degli abiti romani all'altezza del seno e della vita, e fermata sulle spalle da spille oppure da cuciture (nel mio caso, bottoni decorativi). La palla è sempre un rettangolo molto lungo (deve permettere il giro attorno al corpo) e viene trattenuta sulla spalla da una fibula. 
La tunica maschile è stata realizzata con lo stesso procedimento, i clavi sono stati cuciti con una stoffa contrastante e applicati a mano. Al tempo dei Romani essi erano cuciti direttamente nel tessuto a telaio, ma oggi si può ovviare a questo ostacolo con l'aiuto di strisce in tessuto o nastri in sbieco. La lunghezza della tunica maschile deve essere circa al ginocchio e prevede uno sbuffo attorno alla vita. 






Pianta dell'antica Aquae Statiellae 
Pater familias? 

Non possono mancare, ovviamente, le foto relative ad un meritato ristoro! 



E poiché alle giovani matrone piace tanto leggere, ecco un bell'articolo dedicato alla Nona sulla Stampa di domenica mattina! 



Vorrei ringraziare ancora una volta il gruppo Nona Regio per l'ospitalità, la gentilezza e la simpatia con cui ci accolgono ogni volta. Spero di potervi mostrare nuovi scatti assieme a loro nei prossimi mesi! 







mercoledì 1 luglio 2015

Notte Bianca Roma a Acqui Terme (AL)

L'estate porta con sé feste, sagre di paese, vacanze, eventi e, nel nostro caso, rievocazioni storiche. Lo scorso weekend ci siamo recati in quel di Acqui Terme per la Notte Bianca Romana, non propriamente una rievocazione ma un evento molto particolare, che mischia la movida moderna al passato romano della città. Giunta alla sua seconda edizione, la Notte Bianca di Acqui ha visto come protagonisti i nostri amici della Nona Regio, di cui vi ho già parlato in diverse occasioni (sono ormai tre anni che frequentiamo i loro eventi in qualità di ospiti).
Lo scorso anno non riuscimmo ad esserci per cause di forza maggiore, ma questa volta abbiamo iniziato ad organizzarci per tempo. Dopo quasi tre ore di viaggio, siamo giunti nella cittadina di Acqui Terme, che rievocava le antiche vestigia della Aquae Statiellae romana. Nota agli storici già dal III secolo a.C., Aquae Statiellae fu per lungo tempo una delle mete termali preferite dai romani, tanto da rientrare tra le prime dell'Impero. La prima cosa che mi ha colpito di Acqui è la sua stazione piccolina ma molto ben tenuta, mi è sembrato di tornare indietro nel tempo. Personalmente, abito in una cittadina con molti più abitanti e la nostra stazione è ben diversa, ma è un altro discorso. 

On the way...

Dopo una breve capatina in albergo ci siamo subito diretti verso la nostra postazione in piazza della Bollente, dove fremevano i preparativi. Lì ho scoperto che avrei impersonato Venere durante l'esibizione d'apertura dell'evento, dedicato appunto alle figure mitologiche di Bacco e Venere. Una bella dose di autostima al mio ego, non posso negarlo! 





Per l'occasione ho ri-sfoggiato un vecchio abito che mi ero cucita anni fa, quando muovevo i primi passi nel mondo del cucito (trovate il tutorial tra i post più vecchi). Si tratta di una tunica molto semplice con una cucitura laterale e un'ampia scollatura che lascia aperte le maniche, richiamando il chitone greco. Si trattava di un vecchio tessuto riciclato color rosa antico che - con mio sommo pentimento! - decisi di tingere di rosso, il mio colore preferito. Studiando l'abbigliamento romano appresi poi che quello era il modo di vestire delle spose, ma ormai il danno era fatto e decisi di porvi rimedio con una palla arancione. Se proprio dovevo impersonare una sposa, dovevo farlo con stile! Tutta la scollatura è stata decorata con del nastro color oro in cotone, interamente cucito a mano, e dei bottoni dorati. L'acconciatura da me sfoggiata era relativamente semplice, con due trecce fermate ben alte sulla testa e un nastrino di raso per renderla più vivace. Non avevo orecchini causa rottura dell'ultimo minuto e come gioiello ho optato per una collana sui toni del bronzo. Il novello sposo (nonché mio compagno nella vita reale, Lele Photography) impersonava un quaestor, la prima carica politica ricoperta da chi intraprendeva il cursus honorum. Il suo completo è stato realizzato interamente da me e sono davvero soddisfatta della resa: la toga è stata la parte più ardua, ha richiesto davvero molto metraggio (quasi 6 metri...) e gli orli così come l'applicazione dei clavii (la striscia rossa presente anche sulla tunica) mi hanno portato via quasi tre giorni. Le scarpe sono invece opera sua, il che ha portato la tempistica della realizzazione a circa una settimana. 





La serata è trascorsa piacevolmente ed ho approfittato del tramonto per scattare qualche foto alla Bollente, la cui acqua sgorga a ben 74°! 




La serata si è protratta fino al mattino ma la vostra Venere si è ritirata assai prima, complice la stanchezza del viaggio e il caldo opprimente (o forse sarà il non avere più 20 anni?). La mattina successiva eravamo di nuovo in abito, pronti per l'ultima giornata di rievocazione. Prima, però, ci siamo abbandonati ai piaceri del cibo con un'abbondante colazione, di certo assai poco romana! 




E per pranzo? Cosa meglio di una foto di famiglia? 



Se avete letto la nostra avventura in quel di Acqui fin qui, spero che il post vi sia piaciuto e che abbiate voglia di visitare la prossima edizione dell'evento! Ora mi sembra doveroso ringraziare la Nona Regio per l'ospitalità, l'amicizia, il clima sereno e conviviale con cui ci accolgono ogni volta. 

Al prossimo evento! 

Link utili: 
Nona Regio su Facebook: https://www.facebook.com/NonaRegio






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