martedì 31 dicembre 2013

Intervista per Ereticamente.net

Lo scorso sabato è uscita l'intervista realizzata per conto di Ereticamente, sito specializzato nella condivisione e diffusione di idee spesso controcorrente. Vorrei ringraziarli personalmente per l'interesse mostrato nei miei confronti, sia come artista sia come studiosa indipendente.

Potete leggere l'intervista completa qui: http://www.ereticamente.net/2013/12/intervista-danielle-fiore.html



Ad ogni modo, vorrei anche ringraziarvi per le 40.000 visite ormai superate al blog! Grazie! 


martedì 24 dicembre 2013

Shooting: Alessandro Cantarella

Alessandro Cantarella


Alessandro Cantarella

Shooting: Mario Bosio



A special shooting for a special Christmas for you all <3 nbsp="">

All pics by Mario Bosio www.mariobosio.com
I'd like to thank the medieval reenactment group Arduino for the medieval blue dress in velvet. The renaissance inspired dress has been sewed by my own and needs some decorations still ;)


Queen of 9 Days


Medieval Princess


sabato 30 novembre 2013

Shooting: Silvano Cph

Hello folks! Today it's a snowy day in Italy! It's the first snow of 2013 and I hope it will be the last ;) I never liked snow, if you live in a big town it means more traffic, more problems to get out and so on, but if you can admire this natural show at home, sitting at your window with a cup of tea... oh well, that's nice then ;)
Anyway, I'd like to show you some pics taken last month in Turin, at the Valentino park. I met for the first time the emergent photographer Silvano Cph to take some gothic and medieval pics, and our meeting has been great!
The pics are really amazing and I hope you'll love them as I do =)

Legend

Silvano Cph


SilvanoCPh

by SilvanoCPh

martedì 26 novembre 2013

Shooting: Il ponte del Diavolo

Qualche domenica fa mi sono recata al famoso "Ponte del Diavolo" sito a Lanzo Torinese, una piccola cittadina poco distante dal capoluogo. Approfitto del fantastico set realizzato con i fotografi milanesi Paola Saia e Marco Busato per parlarvi di questo posto, davvero suggestivo.
Il ponte in pietra si erge sopra la Stura e fu eretto nel 1378 in una posizione strategica, collegando Lanzo a Torino senza passare da cittadine sotto il controllo degli Acaja e dei principi del Monferrato, ostili ai Savoia. La spesa per costruirlo fu ingente e per far fronte alle spese si stabilì una tassa sul vino per i futuri dieci anni: la leggenda vuole che esso fu costruito dal Diavolo in persona, dato che i ponti precedenti continuavano a crollare, e che come pegno egli avesse chiesto l'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. Ci passò un cagnolino e il Diavolo montò su tutte le furie, sbattendo gli zoccoli sulle pietre e lasciando delle impronte che ancora oggi attirano la curiosità dei turisti (il passaggio del cane ricorda moltissimo l'ingresso del lupo nella Cappella Palatina di Aquisgrana ai tempi di Carlo Magno, quando il Diavolo, che aveva prestato denaro per completare l'opera, pretese l'anima del primo che avrebbe varcato la soglia).

Il ponte è, effettivamente, suggestivo: completamente in pietra, ricorda molto l'abilità edilizia romana, capace di ergere ponti e infrastrutture con una facilità impressionante. Al centro sorge un'arcata dove un tempo si ergeva una porta, utilizzata nei periodi di pestilenza per tenere la città al sicuro o per evitare che il contagio si diffondesse al di fuori. Colpisce lo slancio della struttura, esile e sottile, a cavallo della gola scavata dell'erosione dell'acqua in età preistorica.

Il trucco e l'acconciatura presenti negli scatti sono stati realizzati da Paola Saia, mentre l'editing è curato da Marco Busato.

Marco Busato Ph
Marco Busato
Ponte del Diavolo
Paola Saia
Ponte del Diavolo
Paola Saia

Links:




giovedì 14 novembre 2013

La figura femminile nel mondo bizantino (seconda parte)

Le donne avevano, dunque, poche possibilità di uscire dalle pareti domestiche e di migliorare la loro condizione, soprattutto se di umile estrazione. La bellezza poteva, senza dubbio, essere un ottimo alleato ma a patto che rispecchiasse quella interiore, cioè dell'anima: il corpo umano era concepito come un'opera d'arte del divino e abbellirlo con gioielli e cosmetici fino a stravolgerlo avrebbe significato tentare di cambiare ciò he che il Signore aveva creato. 
I cosmetici non erano dunque molto apprezzati, come in età romana: un uso eccessivo stravolgeva la bellezza della donna, il cui trucco migliore e più ambito era il rossore delle guance dato dalla pudicitia, dal pudore; il trucco evocava la figura della prostituta, della donna costretta ad enfatizzare il proprio aspetto per vendersi. Tuttavia, i gioielli non erano così criticati e un uso modesto fungeva da perfetto ornamento. C'è, tuttavia, da segnalare il paradosso di questa concezione della bellezza: la donna che doveva assumere ad una funzione pubblica, come l'imperatrice, e che trascurava il proprio aspetto rifiutando qualsiasi tipo di gioiello e belletto era soggetta a critiche spesso meschine, come nel caso di Berta di Sulzbach. Nata tedesca, fu data in sposa all'imperatore Manuele I Comneno per rinsaldare un'alleanza politica in un periodo in cui, a Bisanzio, l'Occidente non era ben visto; i suoi natali stranieri caratterizzano moltissimo la visione che i bizantini avevano di lei e il suo aspetto trascurato, volutamente pio e pudico, suscitò parecchie critiche, poiché non faceva che allontanare il focoso Manuele. Le nobildonne, dunque, erano tenute a curarsi ed abbellirsi, ovviamente nei limiti del decoro.

L'imperatrice Irene

Le donne comuni potevano anche non seguire questo dettame. Per loro la vita era scandita dal matrimonio, dalla cura della casa e dei figli, e dal lavoro, solitamente quello tessile. Lo studio, la filosofia, l'economia erano destinati agli uomini. La donna bizantina era dunque una donna molto simile a quella occidentale di età medioevale, preclusa allo studio e relegata ad una dimensione prettamente casalinga. Le sue virtù più decantate ed apprezzate erano il silenzio (la donna che parlava poco era descritta come un gran regalo per un marito), il timore di Dio, la castità, l'umiltà, il decoro, il senso della misura. A proposito del pudore e della castità, è bene fare una precisazione: come conciliare l'ideale di donna pura, vergine, con la necessità di figli e della riproduzione? La verginità era l'unica via di libertà per la donna, la vergine non dipende da nessun uomo tranne che il Signore, non sporca il suo corpo: la donna costretta a sposarsi ed a procreare può, però, mantenersi casta e pura conducendo una vita semplice, servendo e guidando il marito verso la retta via. I coniugi sono un unico essere vivente, dove il marito conduce la donna come l'anima guida il corpo. Se Gesù, dunque, aveva descritto uomo e donna come uguali, ciò non si riflette negli scritti dei Padri della Chiesa, che da sempre predicarono la superiorità maschile. 
La donna, in conclusione, risplende di luce e di virtù ma mai quanto la luce del sole, caratteristica dell'uomo. La donna è infatti la luna, che brilla e risplende di luce riflessa, quella appunto del sole.

Fonti: Eva Nardi, "Nè sole, né luna. L'immagine femminile nella Bisanzio dei secoli XI e XII", Olschki, 2002




venerdì 8 novembre 2013

La figura femminile nel mondo bizantino (prima parte)

Tutti, almeno una volta, abbiamo sentito parlare dell'impero bizantino, magari a scuola oppure in qualche documentario. Costantinopoli, l'attuale Istanbul, fa parte della nostra storia comune da secoli, molto più di quanto si pensi. Sorta durante il tardo impero romano per volere dell'imperatore Costantino (da qui il nome Costantinopoli, prima ancora Byzantium in latino, da cui Bisanzio), si mantenne baluardo dell'impero romano d'Oriente per secoli, nonché roccaforte del cristianesimo poi, in un'Oriente sempre più stretto nella morsa islamica. Costantinopoli, infatti, cadde in mani ottomane nel 1453 dopo aver resistito per secoli ai vari assedi e assalti, grazie soprattutto alla posizione geografica strategica e difendibile. Nel 1205 cadde in mani crociate e la conquista latina fu terribile per la città, che tornò in mani di una dinastia bizantina soltanto nel 1261.

Questo mondo, che tanto ci sa di esotico e vicino al mondo greco, fu un ponte tra la civiltà latina e la civiltà greca, una società vicina ma anche distante all'Occidente per molti versi: i bizantini si sentivano "romani" (Romei) a tutti gli effetti, sebbene la loro lingua ufficiale fosse più il greco del latino, e sempre questa città si erse come la "nuova Roma" voluta da Costantino, anche quando dell'impero romano d'Occidente, ormai, non esisteva più nulla, proseguendo uno sviluppo pressoché autonomo. La religiosità dei bizantini era profonda e spirituale, sebbene scossa da tumulti che il cristianesimo romano non conobbe fino allo scoppio della riforma luterana (mi riferisco alla lotta iconoclasta che scosse Bisanzio nel VIII secolo). In tutto questo definire la visione dell'universo femminile non è semplice, in quanto le poche fonti a disposizione sono religiose e distanti dal mondo laico, ma il ritratto che ne emerge è delimitabile a grandi linee: i bizantini propugnavano l'idea di una donna pia, devota al marito e alla vita matrimoniale, con una bassa educazione culturale; la donna era per loro, come per tutti i primi cristiani, un essere peccaminoso che aveva condotto l'uomo alla rovina.

L'imperatrice Teodora 

In una società così misogina (eredità del mondo romano), le donne poco potevano fare per affermarsi e rivalutarsi. Ci furono senza dubbio figure degne di nota (Teodora, Irene, Cassia, Anna Comnena), ma tutte fecero molta fatica a staccarsi dall'ideale maschile che le considerava peccaminose, tendenti all'inganno, buone soltanto per la mera funzione riproduttiva. Il matrimonio era, infatti, considerato come un'imposizione sociale alla quale gli uomini non potevano sottrarsi. Bisanzio, insomma, non fu toccata dall'emancipazione femminile che interessò le donne libere e aristocratiche della Roma imperiale. Le donne dunque ricevevano un'istruzione sommaria, poco più che elementare, improntata alla religiosità e al futuro ruolo di madre; Teodoro Studita, monaco e studioso del IX secolo, scrive che la madre si dedicò agli studi e all'apprendimento del Salterio di notte, alla luce della candela, per non infastidire lo sposo e per non trascurare la cura della casa. Gli studi profani potevano compromettere la purezza dell'animo femminile, così fragile e debole. Figure colte come la principessa Anna Comnena erano ritenute un paradosso, un'eccezione.

Il matrimonio, dunque, era la massima aspirazione per queste donne. Le fonti sono scarse e quasi sempre relative a donne di ceto elevato; encomi, elogi funebri, discorsi sono le opere dove il mondo femminile bizantino si affaccia, spesso appena. Si trattava di un'ideale pensato da uomini per piacere gli uomini, le donne che non vi si riconoscevano erano viste come pericolose e, spesso per giustificarle se si trattava di figure nobili, le si associava a qualcosa di "speciale", di "inaudito".

(Fine prima parte)

Fonti:
Enrico V. Maltese, "Dimensioni Bizantine. Donne, angeli e demoni nel medioevo greco", Paravia, 2004
Eva Nardi, "Né sole né luna. L'immagine femminile nella Bisanzio dei secoli XI e XII", Olschki, 2002




martedì 29 ottobre 2013

Shooting: Francesco Gerace

New shots for the afternoon! ;)

I'm so happy to show you a preview of my classic shooting with Francesco Gerace. We had a nice walk across Turin last weekend, taking some shots here and there enjoying the beautiful mild weather of these days. It wasn't a fashion shooting but a portrait session wearing casual clothes.
I hope you'll like it!

Links: http://www.flickr.com/photos/live_forever_80



Francesco Gerace

Francesco Gerace

Francesco Gerace

lunedì 28 ottobre 2013

sabato 19 ottobre 2013

Benvenuti nel mondo degli eReader!

Oggi cambiamo argomento, dopo tanti post a proposito di storia, libri e abiti :)
Conoscete il mondo degli eReader?

Si tratta di un piccolo dispositivo portatile la cui forma e grandezza ricorda quella di un tablet, che vi permette di leggere comodamente e in qualsiasi situazione i vostri libri preferiti in formato elettronico (eBook). Vi dirò la verità: da amante dei libri cartacei ero molto scettica a riguardo, ma da quando lo possiedo ho cambiato opinione. 
Il primo elemento a favore è la comodità: si ripone in borsa o nello zaino senza occupare troppo spazio, in più l'ampia capacità di memoria vi permette di mettere in storage moltissimi titoli. Inoltre, lo schermo non retroilluminato vi permette di leggere senza fatica, come se aveste una vera pagina davanti agli occhi. Ricordate, però, che ciò vi obbliga a leggere in condizioni di buona illuminazione, non al buio. I titoli possono essere acquistati a prezzi ridotti dai vari siti editoriali, come ad esempio Feltrinelli o Amazon, e se il vostro eReader ha la connessione quando finite un volume potete subito acquistarne un altro. Se, invece, volete rinunciare a questa funzione potete caricare sul vostro dispositivo   quanti più libri possibili, semplicemente attaccandolo alla presa usb del computer.
In commercio ci sono moltissimi modelli con diverse caratteristiche, e con prezzi diversi. Il più famoso è senza dubbio Amazon Kindle, ma potete davvero contare su una scelta ampia. Il mio è un Trekstor Pyrus, non ha alcune funzionalità come la connessione WiFi e via dicendo, ma è ottimo: schermo non retroilluminato, inchiostro elettronico (che vi darà l'impressione di leggere la carta stampata) e display da 8 pollici. Che dire, è stato amore alla prima lettura!

Lo porto sempre con me quando so di poter leggere, ad esempio in treno, lo ripongo in borsa e la batteria dura a lungo (ovviamente la durata della batteria dipende da quanto lo tenete acceso). Di sera basta una semplice abat-jour per leggere in tranquillità, con il vantaggio di sfogliare le pagine con un semplice click tenendo il dispositivo con una mano sola, cosa che non si può fare con i libri più voluminosi. Insomma, mi sono davvero  dovuta ricredere. Certo il libro "vero" è un'alta cosa, il suo fascino non si discute e continuo ad acquistarne ancora, ma se viaggiate spesso e non volete rinunciare alla lettura, allora vi consiglio questo acquisto.


giovedì 17 ottobre 2013

Recensione "La figlia di Omero" di Robert Graves

Probabilmente, non sono il tipo di persona più adatta a recensire un libro simile. Non ho mai amato i poemi epici come meriterebbero, sebbene io ami il mondo antico, ma se ne siete appassionati questa è la storia che fa per voi. 
Pubblicato nel 1955, il libro di Robert Graves prende spunto da alcune teorie avanzate nel 1896 da Samuel Butler sull'origine probabilmente femminile dell'Odissea; egli era convinto che tale opera non fosse ambientata in Grecia quanto in Sicilia, in particolar modo a Trapani, l'antica Drepana. Le teorie di Butler non ebbero molto successo negli ambienti accademici, sebbene già nell'antichità autori come Strabone avessero avanzato ipotesi circa la composizione per mano femminile dell'Odissea. L'autrice sarebbe la principessa Nausicaa, figlia del re di Scheria (Trapani, appunto). Gli esperti concordano soltanto sul fatto che l'Iliade e l'Odissea non siano figli della stessa mano e che, proprio come scrive Graves, il primo sia un poema scritto da uomini per uomini, al contrario del secondo. 

Graves, quindi, parte da questi presupposti per sviluppare il suo romanzo che, vi dirò con tutta sincerità, non mi ha entusiasmato granché, salvo poi risollevarsi verso la fine della narrazione. Siamo in Sicilia, nel pieno della colonizzazione greca del nostro meridione, e la giovane principessa Nausicaa s'accinge a vivere un turbolento periodo della propria esistenza: giunta ormai al sedicesimo anno d'età, la sua mano viene promessa al miglior pretendente. Sullo sfondo c'è la scomparsa del fratello maggiore Laodamante, allontanatosi dal palazzo per compiacere la capricciosa moglie Ctimene, la quale voleva come dono una collana d'ambra; da qui gli eventi precipitano in modo rocambolesco, con l'allontanamento del re dal palazzo, la reggenza, i tentativi d'usurpazione del trono portati avanti dai cento e più pretendenti di Nausicaa, le morti e le vendette. 
In tutto questo frangente Nausicaa inizia a comporre un piccolo poema epico, traendo spunto da ciò che i suoi occhi hanno visto: è qui che si ottiene l'identificazione sostenuta da Butler e Graves. Nausicaa  non solo avrebbe adattato le sue vicissitudini personali alla storia di Ulisse (identificato con errore, come lei stessa afferma, con Odisseo) ma avrebbe ambientato tutta la faccenda in Sicilia, sulle Egadi, il territorio che conosceva al meglio. In questo modo ritroviamo Nausicaa alle prese con pretendenti noiosi macchiati di efferati delitti e che s'ingozzano a spese della famiglia reale (ebbene sì, i proci che tanto ambivano a sposare Penelope), un re lontano da casa (Ulisse), una moglie che lo attende al telaio (Penelope) e via dicendo. Il romanzo è pieno di similitudini. Nausicaa, nel suo componimento, apporterà delle modifiche per rendere il suo poema epico piacevole per un pubblico maschile, ma se il suo tocco femminile sia più o meno rintracciabile sarà un giudizio che spetterà ai posteri.

Ho, personalmente, apprezzato questo romanzo verso la fine, per via dei dialoghi spesso frammentati e arcaici, ma la fine del libro è avvincente e vi solleverà dai dubbi accumulati durante la lettura. 

Voto: 7/10




lunedì 30 settembre 2013

Shooting: Davide Scalia Photography

Last week I drove 50 km away from home to take some shots with the talented photographer Davide Scalia. I was really excited since I had to wear a new medieval dress and I was quite embarrassed because I didn't finish it on time. Yes, I sewed it by my own and everyone that day thought it was bought in store ^_^
The day was really warm and nice, we had a nice time shooting together and I hope to meet him again very soon!
I've a picture to show you, I love how he painted the leaves tones in red and brown. He retouched a little my eyes too to obtain the perfect autumn look, you know my eyes are naturally green. I'll post the whole shooting on my Tumblr profile, so check it out during next weeks! ;)


Davide Scalia Ph

Photo, concept and editing: Davide Scalia Photography
Assistant: Alessandro Castro
Location: Pinerolo (TO)

martedì 24 settembre 2013

Una giornata con la Nona Regio

La scorsa domenica ho avuto modo di partecipare a un evento tenutosi nella Cittadella di Alessandria, un luogo che non avevo mai visitato prima d'ora. Sono stata invitata dal gruppo storico romano-ligure Nona Regio a trascorrere con loro una giornata all'insegna della rievocazione storica, quella a 360 gradi: ho partecipato al II raduno multiepocale organizzato dall'associazione locale Aleramica, con un periodo che andava dell'età romana (Nona Regio, appunto) all'età contemporanea. 
A dire il vero avevo già partecipato due volte a un evento simile (ero rievocatrice storica, anni fa) ma mai in qualità di ospite. L'esperienza è stata magnifica e non posso che ringraziare, ancora una volta, la Nona Regio e Walter Siccardi per aver invitato me e consorte a trascorrere un'intera giornata a loro fianco. 
Ma veniamo agli argomenti più femminili ;) Ero un po' dubbiosa riguardo al mio outfit soprattutto a causa del tempo ma, alla fine, ho scelto una tunica rossa con un bordino dorato da abbinare alla stola arancione che ho cucito a mano poco tempo fa, in vista dell'evento. Molto probabilmente il chitone rosso avrebbe riscosso maggior successo per la sua accuratezza storica, ma la temperatura era davvero calda per indossare quel tipo di tessuto. Così mi sono presentata in veste meno filologica e più "fotografica", compensando il tutto con un'acconciatura a tema di cui ho parlato in precedenza proprio su questo blog, ma il risultato è stato apprezzato. Vestita come una sposa (il flammeum era il velo color arancione portato dalle spose romane) ho così accompagnato la Nona Regio anche nel corteo a chiusura della manifestazione, con mio sommo giubilo ;)
E ora passiamo alle fotografie della giornata, sicuramente vi daranno meglio loro l'idea di ciò che abbiamo visto e sentito!








Per maggiori informazioni: 


sabato 14 settembre 2013

Shooting: "The River"

Last week me and Lele Photography went out for a nice walk in one of the many natural parks near Turin, where we live. With the help of two friends we managed to take some nice vintage shots. The water was really cold and full of mosquitoes, so it was not the perfect place for swimming eheh
I'd like to thank my friends Lavinia and Maria for their suggestions about my styling, I looked at many pics all around the web to find something nice and to look really...vintage. The dress is from the 70's and I used it last year for the concept dedicated to Flora, called "Madame des Fleurs". The book is "Pride and Prejudice" by Jane Austen, I thought it would be a perfect companion ;)

You can view the whole project on my Tumblr account too!



All pictures and editing by Lele Photography

domenica 1 settembre 2013

Recensione "La morte nera. Storia di un'epidemia che devastò l'Europa nel Trecento" di John Hatcher.

Ho letto questo libro lo scorso anno e soltanto ora mi rendo conto di non averlo ancora recensito. L'argomento non è dei più felici quindi se siete impressionabili tappatevi le orecchie. Oggi si parla di peste, un flagello che ha colpito l'umanità nei secoli addietro con una crudezza silenziosa, ma letale. Il libro di John Hatcher ci riporta indietro nell'Europa del Trecento, un'Europa che si sta avviando verso l'età moderna ma ancora fortemente legata al mondo tipicamente medioevale, un'Europa in transizione, che senza l'epidemia probabilmente non sarebbe diventata ciò che oggi leggiamo nei libri di storia. Il contagio, infatti, distrusse la società d'allora e ne creò una completamente nuova. 
Studiando le vicissitudini di un piccolo paesino di Walsham nel Suffolk, Inghilterra, John Hatcher traccia le linee - locali e mondiali - della portata del contagio, dal 1347 in avanti; la sua indagine viene portata avanti da un personaggio fittizio, Master John, che analizzando svariate figure del villaggio porta questo libro a metà tra il saggio storico e il romanzo. Per quanto l'argomento lo permetta, una lettura stuzzicante e molto piacevole. 

La peste giunse in Europa dall'Asia, e tra il 1346 e il 1353 colpì tutta questa porzione di continente. La popolazione era inerme, povera o ricca, e impreparata. Nessuno si aspettava una nuova epidemia, dato che l'ultima volta la peste si era affacciata in Europa nel V secolo d.C. Il contagio si abbatté sulle coste italiane (precisamente siciliane) portate da dei commercianti genovesi in fuga da Caffa in Crimea e fu favorito dalla crescita demografia avvenuta tra il 900 e il 1300, con l'allargarsi delle città; a dire il vero, gli anni precedenti allo scoppiare dell'epidemia non erano stati dei più felici, tra carestie e malattie di vario tipo. Il batterio Yersinia Pestis giunse cullato dalle navi europee e una volta sceso a bordo, iniziò la sua operazione letale, dirigendosi poi verso Nord: oggi sappiamo che il vettore della peste è il morso della pulce che alberga sui topi, ma all'epoca nessuno riusciva a trovare la causa del contagio. Si accusarono gli ebrei, le streghe, si fecero processioni religiose per invocare l'aiuto divino, ma nulla accadde. Molti furono anche quelli che decisero di vivere la vita minuto per minuto, sperperando denari in taverne e bordelli. 
Le pessime condizioni igieniche delle città (delle vere e proprie fogne a cielo aperto), la cattiva igiene personale e delle abitazioni, il contatto prolungato con gli animali e le arretrate conoscenze mediche favorirono l'epidemia e furono fattori da non sottovalutare. Era un mondo dove ci si lavava poco perché si credeva che il lavaggio potesse veicolare malattie (o, forse, perché la Chiesa degli esordi andò a predicare contro la cura del corpo tipica del mondo romano, definita immorale?), dove le case erano spesso sudicie e dove i topi potevano scorrazzare  liberamente. 

La manifestazione del morbo avveniva, normalmente, tra i 2 e i 7 giorni e non lasciava scampo. Al giorno d'oggi si conoscono tre forme di peste (bubbonica, polmonare  e setticemica) ma fu la prima a mietere vittime: i bubboni non erano altro che linfonodi gonfiati, purulenti e dolorosi, spesso accompagnati da febbre alta e deliri. I medici fuggivano perché incapaci di capire le ragioni del morbo. Le conseguenze furono devastanti: il numero dei morti era talmente alto che non si riusciva a dare a tutti una degna sepoltura, spesso senza estrema unzione, e s'iniziò presto a seppellire i cadaveri in fosse comuni. Il mondo sembrava davvero piombato nel caos. 
Tuttavia, a lungo termine, la peste ebbe degli effetti positivi: il numero degli operai era diminuito, la manodopera era rara e ricercata, e gli uomini ne approfittarono per chiedere salari più alti; in molti divennero proprietari di terreni lasciati incolti o sfitti, qualcosa insomma si mosse in una società immobile da secoli. Chi era sopravvissuto (gli immuni o i superstiti furono molto pochi) dovette aspettare molto tempo prima di riprendere la normale routine quotidiana: era un mondo nuovo, uno scenario diremmo oggi post-apocalittico, un mondo che andava ricostruito da zero. 

Se volete conoscere le radici dell'Europa moderna, non potete ignorare la peste. Non potete ignorare neppure le sue manifestazioni successive, basti pensare alla famosa epidemia del 1630 che colpì l'Italia e che è stata immortalata per sempre dal nostro Manzoni. 

giovedì 29 agosto 2013

Boudicca, queen of the Iceni

Hi guys, today I'd like to show you some new pics I took inspired by the figure of queen Boudicca. That's my personal tribute to an historical figure I loved so much through these years and I've been compared to her many times due to my appearance; years ago an Irish girl used some pagan pics of mine for an article dedicate to Boudicca (or Boadicea, there are many different versions of her name). You can read the whole article here: http://writerofman.hubpages.com/hub/Queen-Boudiccas-Revolt.

A little bit of History: the action of Boudicca took place in the ancient Britain of I century AD, during the reign of Nero. At that time the isle was still called Britannia and it was under the Roman army control. The story of the revolt is really sad: Boudicca's daughters have been raped by roman soldiers and, in the end, she lost the war and poisoned herself to avoid capture. This is what historians told us. Tacitus is the main source we can use to track a portrait of this woman: she was fierce, red haired, with an impressive guttural voice. Her revolt started when the reign of Iceni, after her husband's death, was annexed to the Roman empire. Romans didn't recognize feminine heritage so the reign was considered as conquered. Boudicca protested and she was flogged while her daughters were raped. But she didn't stop. We are in 60 or 61 AD, while the roman troops led by Gaius Suetonius Paulinus were marching against the Trinovantes; the Britons marched and destroyed Camulodunum (Colchester) and Paulinus hurried to Londinium (London) to evacuate the town. When the armies of Boudicca arrived in Londinium, the town was destroyed and burned and the Legio IX Hispanica couldn't do nothing to avoid the defeat. However, Paulinus managed to regroup his forces and defeated the rebels in the battle of Watling Street (location unknown). Britan was again under Nero's control.

So, let's talk about the pics now. I always liked her figure but, as you know, my heart beats for Rome. To get a "Briton look" I used my roman cotton red dress as tunic, hiding the typical mediterranean sleeves with a long black cape. The makeup on the cheeks is black lipstick painted with fingers. I also wore a golden bracelet to get a more "royal" figure. I hope you'll like these shots as I do, I'm planning to embody other historical figures soon ;)

Pics by Lele Photography

Full size pictures on my Tumblr account!









domenica 25 agosto 2013

Recensione "Impero: viaggio nell'impero di Roma seguendo una moneta." di Alberto Angela

La fine di Agosto ormai è alle porte, e con lei anche quella dell'estate. Spero abbiate trascorso delle buone vacanze all'insegna del divertimento e del relax! Le mie sono trascorse sommersa da letture nuove oppure lasciate in arretrato da qualche tempo: per il mio 27esimo compleanno ho ricevuto in dono un eReader, e devo ammettere di essermi ricreduta al riguardo! Ero molto scettica poiché sono un amante folle dei libri cartacei (li accarezzo, li sfoglio, amo l'odore della carta ed accarezzare la copertina soprattutto se con dei caratteri in rilievo) ma mi sbagliavo. Con l'eReader sto leggendo molto di più! E' comodissimo soprattutto se si viaggia molto e non c'è molto spazio in borsa o in valigia, non avendo lo schermo retro illuminato non affatica la vista e potete utilizzarlo in piena luce, in spiaggia oppure sul terrazzo, tenendolo comodamente in grembo oppure con una mano soltanto, il che evita il fardello dei libri voluminosi che spesso ci costringono a posizioni statiche. Il mio modello non è touch screen ed è della marca Trekstor, è molto semplice da usare e ha dei comodi tasti laterali che dovete pigiare per andare avanti o indietro con la lettura; ho finalmente potuto leggere dei file pdf in tutta comodità senza dover restare per ore davanti al computer!

Uno dei vantaggi dell'eReader è anche l'acquisto di eBook a prezzo modico. Uno di quelli è proprio il libro di Alberto Angela "Impero: viaggio nell'impero di Roma seguendo una moneta". Lo volevo leggere da tempo ma il prezzo continuava ad aggirarsi attorno ai 20€ se non oltre. Amo follemente Alberto sia per il modo calmo di descrivere le cose sia per il suo (famosissimo) gesticolare: seguivo le sue trasmissioni già quand'ero bambina e lo faccio tuttora con grande interesse. Il volume è il seguito di "Una giornata nell'antica Roma" e segue i movimenti di un sesterzio coniato sotto il regno di Traiano, appassionando il lettore con spiegazioni dettagliate (in puro stile Angela) sui paesaggi e i differenti proprietari della moneta; i nomi e le situazioni raccontante sono reali e quasi sempre munite di riscontro archeologico. Una delle poche pecche del libro è lo stile narrativo, un po' troppo televisivo, ma Alberto...è Alberto. Leggere i suoi libri equivale ad ascoltare una sua trasmissione, senza dirigere gli occhi sulla televisione. Personalmente amo immaginare nella mente la sua voce, è un modo per rendere l'autore più vicino a noi. 
Il viaggio della moneta parte dal conio a Roma e tocca i vari angoli dell'impero, dalla Britannia alle legioni d'istanza in Germania, passando anche per Parigi, cambiando di volta in volta proprietari e raccontando attimi di vita differenti, dal legionario, agli schiavi, ai messaggeri. Il tutto è accompagnato da scene di vita quotidiana, descritte nel dettaglio. 

Un libro da leggere se amate l'argomento e siete alla ricerca di una lettura più leggera di un saggio e più completa di un romanzo storico. Vi avviso: il libro è molto lungo, circa 510 pagine, ma vi assicuro che scorreranno davanti ai vostri occhi in fretta. Capirete quanto il mondo romano sia più vicino a noi di quanto noi stessi riusciamo a concepirlo. 

Voto: 8/10
Edizioni Mondadori, Milano, 2012.

venerdì 16 agosto 2013

Ancient Roman Inspired Hairstyle Tutorial

Hi folks! I uploaded a new video on my Youtube channel some days ago, it's a very simple tutorial of how I do my Roman inspired hairstyles. Many girls watched and liked it, and found it quite helpful. I hope you'll like it too, even if the quality is not the best (I recorded a new one but I still have to edit it).
Take care and let me know what do you think!



Please, subscribe to my channel: http://www.youtube.com/user/DanielleGothic

lunedì 5 agosto 2013

Shooting: The Lady of Shalott

Hello guys! Last week I went to Milan to take some preraphelites shots with Fanny Photography and Art and I played the role of the Lady of Shallott. Since I simply love how Waterhouse painted her figure, I tried to look very similar to her, wearing my fantasy white dress and a golden headband. We could find the wooden ship but I think the picture is really close to what the painting represents.

The Lady of Shalott

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mercoledì 24 luglio 2013

Le Vie Cave etrusche di Pitigliano

Un luogo poco conosciuto, di una civiltà scomparsa altrettanto poco conosciuta: gli Etruschi. Durante le mie trascorse vacanze in provincia di Grosseto ho potuto visitare le Vie Cave di Pitigliano, un luogo assolutamente magico...e non solo per le cave scavate nel tufo. Pitigliano vi riporterà indietro nel tempo, vi trasporterà in un'atmosfera fantasy, degna del miglior colossal americano. Le Vie Cave costituivano una via di comunicazione che collegava gli attuali comuni di Pitigliano, Sovana e Sorano, diventando una diramazione della via Clodia in età romana. 

Purtroppo la qualità delle mie foto non è delle migliori, all'epoca non possedevo ancora la Reflex e la compattina faceva i capricci. Ad ogni modo, in rete ci sono immagini suggestive ma la sensazione di tornare indietro a quasi 3000 anni fa, prima ancora dell'impero romano, è indescrivibile se pensiamo che  molto del mondo etrusco è ancora da scoprire e decifrare. 











giovedì 18 luglio 2013

18 luglio 64 d.C., l'incendio di Roma

Oggi ricorre l'anniversario di uno degli avvenimenti più noti della storia di Roma antica, l'incendio del 64 d.C. Ne avrete senz'altro sentito parlare almeno una volta, dalla televisione alla scuola, in quanto fu un evento d'immane portata che cambiò il volto della città per sempre. Le fiamme divamparono quasi senza sosta per nove giorni, complici il gran caldo estivo e la struttura degli edifici quasi interamente in legno. Da quel momento il volto di Roma cambiò, s'introdussero nuovi edifici in pietra e si stabilirono regole precise di costruzione con limiti anche d'altezza per tentare d'evitare un altro disastro.
E' Tacito nei suoi "Annales" a fornirci un resoconto dettagliato degli avvenimenti. 

A quel tempo era Nerone l'imperatore "in carica" e poiché egli era particolarmente noto ai più per le sue farneticazioni e, possiamo dire, manie di grandezza, i sospetti ricaddero subito su di lui. In effetti, Nerone aveva in mente di ampliare la sua dimora ma al momento dell'incendio era ad Anzio; si precipitò subito a Roma e aprì i monumenti del Campo Marzio agli sfollati, probabilmente per favorirsi il popolo. Tacito specifica che per quanto Nerone si stesse animando per farsi benvolere, voci insistenti asserivano d'averlo visto salire sul palco della sua domus a cantare di Troia in fiamme (Annales, XV, 38-3). In fondo, tutti conoscevano la passione morbosa di Nerone per il canto e le rappresentazioni.

Le circostanze dell'incendio apparvero subito poco chiare: Tacito scrive che "seguì un disastro, non si sa se dovuto al caso oppure al dolo del principe" (Annales, XV, 38-1) e pare che le stesse fiamme fossero volontariamente alimentate da dei figuri che sostenevano di obbedire a degli "ordini" imprecisati. Sembra che il focolaio si trovasse nel Circo Massimo, la zona delle botteghe, e che le fiamme si fossero propagate senza difficoltà approfittando delle strade anguste, delle case addossate le une alle altre. Dopo sei giorni di fuoco, le fiamme partirono dall'Esquilino, sembra dai giardini di Tigellino, prefetto del pretorio e amico di Nerone, il che avrebbe alimentato la diceria che Nerone stesse architettando la nascita di una nuova Roma. Nerone era, dunque, al centro delle accuse e della bufera. La ricostruzione nacque proprio a partire dalla domus aurea, l'enorme dimora che Nerone progettava, e che oggi sorge nelle vicinanze del Colosseo (chiamato così perché sorge dove doveva essere eretta la statua del colosso di Nerone...).

La storia è nota: per scagionarsi accusò i cristiani, che all'epoca erano una delle tante sette religiose che affollavano i vicoli di Roma;  dove regnava una libertà religiosa pressoché assoluta (purché si riconoscesse il Pantheron romano). I cristiani, tuttavia, già sotto Claudio avevano manifestato la propria insofferenza verso gli dèi pagani. Tacito scrive che essi sarebbero stati perseguitati non tanto per l'incendio, ma perché erano invisi all'opinione pubblica.


Anche altri storici quali Svetonio e Cassio Dione (e non solo loro), forniscono resoconti dell'incendio offuscando la figura di Nerone, attribuendo a lui la colpa del disastro. A noi contemporanei restano solo le fonti. Capire quale sia stato il ruolo di Nerone in tutta la faccenda è difficile, ricordiamoci inoltre che la sua figura è stata volutamente "macchiata" dalla propaganda cristiana nei secoli a venire, quasi per una sorta di pareggio dei conti.


martedì 16 luglio 2013

"Il tiranno di Roma" di Andrea Frediani

Torno alla carica con una recensione fresca fresca, dato che ho terminato il libro pochissimi giorni fa! Ho acquistato questo grazioso volumetto approfittando dell'iniziativa della casa editrice Newton Compton, che offre svariati titoli al prezzo di 0,99€ e che potete trovare tranquillamente al supermercato! Sono una grande fan di Andrea Frediani e quando ho visto il suo titolo disponibile, l'ho ovviamente acquistato. Il volume è di piccole dimensioni, senza copertina rigida, perfettamente tascabile e di lunghezza limitata (128 pagine). 


La trama si svolge nella Roma dell'82 a.C., nel pieno delle lotte civili tra Mario e Silla. Lo schiavo Crisso viene strappato dal lavoro contadino per entrare a far parte delle truppe del generale Mario, leader senza dubbio carismatico ma ormai in declino, complice anche l'età avanzata. Il giovane Crisso si mette subito in luce per le sue doti militari (dimenticandosi, forse, in maniera un po' frettolosa dello sterminio della sua famiglia compiuto proprio dai soldati di Mario...) e Mario ricambia il favore arruolandolo nel corpo dei Bardiei, promettendogli la libertà se avesse combattuto per Roma. Crisso, ovviamente, non se lo fa ripetere. Parallela si svolge la vicenda della protagonista femminile Giunilla, schiava al servizio del console Gaio Ottavio schierato dalla parte di Silla,  che in una spirale di eventi infausti (la perdita del potere e della moglie poi, dovuta all'epidemia che attanagliava la città) giunge a decretare la morte della fanciulla. Crisso e Giunilla s'incontrano così: il loro sentimento sboccia in mezzo alle stragi ordinate da Mario, di cui il suo padrone è vittima, al sangue e alla violenza. Violenza che durerà fino alle ultime pagine. Il finale è il vero colpo di scena: Mario muore senza donare la libertà a Crisso, salvandolo però da una morte certa. La sua sorte si ricollega, dunque, a quella dell'inizio del libro: la schiavitù. 

In conclusione, consiglio la lettura di questo libro sebbene l'abbia trovato inferiore al resto della produzione di Frediani per avvenimenti, colpi di scena, sentimenti. L'incontro tra Crisso e Giunilla appare un po' frettoloso e scontato, ma chi sono io per rovinare la magia della narrazione?

Voto: 7/10

Shooting: Princess of the Eternity

Some weeks ago I wanted to put my Arwen dress on again, so we spent a couple of minutes outside at noon to take some shots :) It was a very hot and sunny day, I was almost fainting inside that velvet dress but the result is simply awesome!
I know the tiara is not part of the character but it's a great gift and I think it fits well :)

Princess of the Eternity


The Light of Minas Tirith


There's always hope




lunedì 1 luglio 2013

Ricetta facile-facile: la torta ai cornflakes e cioccolato!

Inauguriamo questo mese di luglio con un post culinario, del tutto diverso dai miei soliti argomenti (la maggior parte del tempo che trascorro in cucina, lo trascorro pulendo e riordinando ma non cucinando...). Avevo in dispensa un pacco di cereali per la colazione aperto da un po', e che per svariati motivi non riuscivo a consumare; poiché l'idea del "buttalo, tanto ne compri un altro" non mi aggrada molto, ho deciso di cercare sul web qualche ricetta che comprendesse l'uso dei cereali. Ho trovato una torta molto facile e veloce da realizzare, ottima se dovete offrire una merenda agli amici.

Vi servirà soltanto:

- Farina (300 gr)
- Latte (100 ml)
- Burro (100 gr)
- Zucchero (200 gr)
- Tre uova
- Mezza bustina di lievito per dolci
- Cereali a piacere
- Crema spalmabile al cioccolato o nocciola

Iniziate nel solito modo, montando le uova e lo zucchero, aggiungendo poi il burro e il latte. Dopo aver aggiunto anche la farina e il lievito versate metà composto in una teglia (la mia è rotonda e non molto alta) e tenete la restante metà nella ciotola; in questa seconda metà andrete a versare la vostra crema al cioccolato/nocciola (vanno benissimo anche le versioni economiche della Nutella!), raggiungendo la quantità desiderata. Ricordate che troppo cioccolato può risultare nauseante. A questo punto, versate anche questa metà nella teglia e spalmate bene.
Aggiungete i cereali (potete anche aggiungere pepite di cioccolato fondente, perché no) e infornate il tutto per mezz'ora circa a 180°.







Et voilà, il vostro dolce è già pronto!
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