lunedì 4 giugno 2012

La Calabria e il suo (triste) passato...e non solo!

Oggi vi scrivo in italiano. Di getto, come la maggior parte dei miei post. Senza pensarci troppo su, forse senza riflettere molto su ciò che scrivo, forse rendendomi pure antipatica. Pazienza.

Qualche giorno fa, ho appreso la notizia di un fantastico ritrovamento archeologico nel pieno centro di Vibo Valentia, città che, come sapete, visito parecchie volte l'anno. Situata a due passi dal corso pedonale e dai negozi, sotto la striscia d'asfalto è emersa una domus romana (della cui datazione non ho notizie in merito), facendo riaffiorare in via Marco Tullio Cicerone (che coincidenza, eh?) reminiscenze del passato romano di questa città antichissima. Fantastico, una notizia eccellente per una cittadina che potrebbe (e dico potrebbe) tranquillamente vivere dei suoi reperti archeologici tra Greci, Romani e Normanni ma che, come nella maggior parte dei casi, è vittima dell'incuria e del tempo che trascorre inesorabile. Sì, perché sembra che il sito sarà nuovamente ricoperto d'asfalto per "consentirne la preservazione per il futuro non essendo oggi le autorità in grado di mantenerne la conservazione a causa della carenza dei fondi" (cito testualmente le parole del giornalista Francesco Ridolfi, autore dell'articolo visionabile qui). 
               


Questa notizia lascia una grande amarezza. Un nuovo colpo all'identità di una regione ricca di passato che si cerca di cancellare (sempre a proposito di Vibo, mi vengono in mente il camminamento lungo le mura greche e quel "parco archeologico" ricoperto di erbacce, senza dimenticare i resti greci sotto il palazzo della Guardia di Finanza, tristemente coperti da una tettoria in eternit). Vibo Valentia dista appena 10 km dal mare, non è una località balneare rinomata, va bene, ma potrebbe diventare una di quelle "mete turistiche" che tanto piacciono ai visitatori stranieri (quando mi sono recata al castello, infatti, eravamo gli unici italiani). Dall'altro lato della regione, sulla costa ionica, spicca invece il ritrovamento della domus di Gioiosa Ionica, dapprima dimenticata e poi riportata alle glorie televisive grazie alla visita bandita dal FAI. In un articolo del 19-11-2011, si denunciava il silenzio assoluto delle istituzioni riguardo agli scavi e il pensiero fisso dei curiosi, che anziché mostrare interesse, domandavano se e quanto gli operai al lavoro fossero pagati. Sono trascorsi i mesi, e i mosaici della villa in contrada Mafalda hanno registrato un boom di visite. 
La gente va invogliata, va spronata, va incuriosita. Basta con queste lagnanze "i giovani sono il futuro". Non possiamo pretendere che i ragazzi provino interesse per ciò che i loro stessi genitori non considerano. Non lamentiamoci poi se il settore "forte" della nostra economica (quello turistico) va a rotoli. Non parlo solo del Sud, in tutta Italia ho letto di siti distrutti o ricoperti perché "di scarso interesse". 
Cerchiamo piuttosto di dare nuovo impulso al turismo storico-culturale anche con l'aiuto di volontari, che non sono per niente risorse da sfruttare al massimo perché non pagate. In tempi di disoccupazione come questi, il volontariato è un bene preziosissimo. La questione dei fondi è un'altra, e purtroppo è molto concreta, ma proviamo prima a superare lo scalino del disinteresse generale. Non tutto gravita attorno al denaro. Si parla sempre di antenati, di avi e via dicendo, peccato che si faccia ben poco per glorificare la loro presenza.

Articoli:

http://www.ilquotidianoweb.it/news/350712/Una-domus-romana-scoperta-ad-un-passo-dal-corso.html

http://www.edicoladipinuccio.it/cultura/beni-culturali-cultura/domus-romana-gli-scavi-proseguono-tra-mille-difficolta-silenzio-delle-istituzioni-disinteresse-delle-associazioni-locali

http://www.edicoladipinuccio.it/cultura/beni-culturali-cultura/giornate-fai-di-primavera-nella-provincia-di-reggio-visitabili-oggi-e-domani-i-mosaici-della-villa-romana-del-naniglio-di-gioiosa-ionica-vedremo-un-parco-archeologico-anche-a-cinquefrondi/


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