mercoledì 12 dicembre 2012

Recensione "Il diario segreto di Lucrezia Borgia" di Joachim Bouflet

Oggi vorrei parlarvi di un libro che è rimasto per troppo tempo nella mia libreria, trascurato a causa d'impegni e letture che sono sopraggiunte nel contempo. Ho acquistato "Il diario segreto di Lucrezia Borgia" dello storico Joachim Bouflet nel 2010 come lettura per le vacanze estive, convinta dal formato tascabile e dal contenuto; ho sempre amato, infatti, la figura di Lucrezia Borgia e ho cercato di approfondire le mie conoscenze a riguardo con monografie e altre letture, inclusi i romanzi. Ma passiamo al libro.
La mia edizione credo sia ormai irreperibile, dato che la Newton Compton ha modificato la grafica dei propri volumi di recente, aumentandone di conseguenza il prezzo (6,90€ verso i miei 4,90€). Per un totale di 360 pagine, il romanzo ne occupa ben 349 narrate da Lucrezia in prima persona sotto la forma di un diario segreto, che il lettore vede nascere pagina dopo pagina; a 39 anni e ormai prossima alla morte, stanca e affaticata dal peso dell'ultima gravidanza, Lucrezia guarda al proprio passato narrando gli avvenimenti che hanno segnato la sua vita. Eventi spesso tristi e negativi, come il matrimonio forzato con Giovanni Sforza o l'unione finita in tragedia con Alfonso d'Aragona. 

Lucrezia appare nel Diario come una pedina nelle mani del padre, Alessandro VI, il papa maledetto. Come molte donne dell'epoca, la sua felicità era messa in secondo piano per ottenere alleanze politiche in un'Italia quanto mai frammentata e sotto il continuo giogo dei sovrani francesi; Lucrezia si muove in questo background politico di alleanze e tradimenti, denigrata e infamata già dai suoi contemporanei. A tal merito si erge la figura del primo marito Giovanni Sforza, che la calunniò dopo l'annullamento forzato del loro matrimonio (che fu dichiarato mai consumato), accusandola d'incesto con il padre e il fratello. In realtà Alessandro VI desiderava un genero più influente che uno Sforza ormai in declino, e impugnò l'unica arma possibile per sciogliere un vincolo non più desiderato. 

 Il contenuto del libro è ovviamente a favore di questa donna, demonizzata dalla tradizione storiografica ed ecclesiastica che aveva in odio il dissoluto papa Borgia. Il ritratto che emerge dal Diario è quello di una donna infelice, continuamente in balia degli uomini che la circondano (credo sia superfluo citare il rapporto difficile che ella ebbe con il fratello Cesare, responsabile della morte di Pedrotto e Alfonso d'Aragona, entrambi padri di due dei suoi figli). E' alla corte degli Este, in seguito al matrimonio con Alfonso d'Este, che Lucrezia sembra conoscere una nuova vita, dove grazie alla propria bellezza e alla propria grazia riesce a farsi benvolere dalla popolazione, svolgendo anche attività da mecenate; ella attirò alla sua corte intellettuali quali Pietro Bembo e Ercole Strozzi. 

Una lettura piacevole e molto scorrevole, indicata per qualsiasi tipo di lettore, sebbene ricordare tutti i vari nomi presenti nel testo richieda un minimo di sforzo mnemonico. Forse un libro non proprio indicato per esser letto sotto l'ombrellone e l'afa estiva, ma se vi capita d'incrociarlo su qualche scaffale fateci un pensiero!

Voto: 8/10 


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