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venerdì 26 febbraio 2016

Recensione "Il romanzo delle crociate" di Jan Guillou

Siamo giunti alla fine di Febbraio e si conclude un altro mese di permanenza su questo blog. Sono alla soglia delle 80.000 visite e vorrei ringraziarvi personalmente perché mai mi sarei aspettata un tale risultato! Ho creato questo blog nel 2011, all'alba di uno dei periodi più bui della mia vita. Sono trascorsi cinque anni da quel momento e le cose sono più rosee rispetto al passato. Si sa, le esperienze della vita ci rafforzano...e bisogna sempre reagire. Su questo blog ho raccolto le mie principali passioni (fotografia, découpage, libri e più recentemente il cucito) e sono felice che molti di voi abbiano scelto di condividere le mie esperienze visitando e condividendo i miei articoli. Non discutendo di argomenti "mainstream" quali makeup o moda, francamente ero sicura che il mio blog sarebbe rimasto nell'ombra, uno di quei tanti siti in cui s'incappa solo per caso, magari navigando su Google. E invece eccoci ancora qui, sebbene la mia presenza sia sempre ridotta a causa del tempo.

Oggi vorrei proporvi la recensione di una delle saghe che ho amato di più e che - a distanza di dodici anni - continuo a consigliare. Parlo del "romanzo delle crociate" di Jan Guillou, autore svedese che conosciuto per caso, appena diciottenne, in libreria. In quel periodo ero una grande appassionata di Medioevo (eh già, la Storia Romana è arrivata dopo...) e fui subito attirata dal romanzo "Il Templare", sulla cui copertina troneggiava una spada in bella vista. Me lo regalarono per il compleanno e lo finii nel giro di qualche giorno, scoprendo (con mia estrema gioia!) l'esistenza di altri capitoli della saga. 
La saga si compone di:
- Il Templare
- Il Saladino
- La Badessa
- L'erede del Templare (basato sulla vita del nipote di Arn). 



*Spoiler*
La storia narrata ci riporta indietro nel tempo, nella Svezia del XI e XIII secolo, dilaniata da lotte intestine tra Folkung, Erik e Svear. Qui nasce il protagonista Arn Magnusson, la cui vita sembrerebbe destinata alla carriera ecclesiastica; cresciuto in un monastero cistercense  per un voto dei genitori, Arn è giovane, brillante e intelligente ma il destino ha in riserbo per lui un futuro del tutto diverso. Il giovane conosce la bella Cecilia, di cui s'innamorerà perdutamente - ricambiato. La gelosia della sorella di lei, Katarina, rovinerà la felicità dei ragazzi, denunciando il loro amore e il frutto di esso, la gravidanza di Cecilia avvenuta fuori dal matrimonio. La pena da espiare per i due amanti sarà onerosa: Arn dovrà servire in Terrasanta come Templare e Cecilia sarà destinata al convento, dove metterà al mondo il suo bambino, tra mille difficoltà. Per 20 anni i due resteranno divisi, vivendo le proprie esistenze nell'attesa - un giorno - di potersi rincontrare.
In Terrasanta Arn diventerà un guerriero estremamente abile e rispettato, persino da quello stesso Saladino che sarà suo amico quanto rivale al tempo stesso. Sempre confinata nel monastero, Cecilia subirà le angherie dell'arcigna badessa Rikissa (appartenente alla famiglia rivale) ma con il suo talento di contabile riuscirà a ritagliarsi un posto di rispetto. La sua figura sarà cruciale in quel difficile momento del nascente regno svedese: il suo supporto sarà - infatti - fondamentale per sostenere l'ascesa al trono del re, che sposerà la sua amica Cecilia Blanka, compagna di frustrazioni e sofferenze al convento. 
E' in questo frangente che Arn torna in Svezia, dopo aver espiato la propria colpa: porta con sé un manipolo di veterani, volendo trasformare la propria città natale in un luogo moderno ed efficiente. Qui ritroverà suo figlio, ormai cresciuto, e l'amata Cecilia. La loro felicità però è appesa ad un filo: gli intrighi di Rikissa non hanno ancora avuto fine e Cecilia sarà così involta in un intrigo, per la quale divenire badessa del convento sembrerà l'ultima scelta. Tuttavia, la coppia riuscirà a superare ancora questa difficoltà e potrà finalmente sposarsi, concependo un'altra bambina e godendosi quel poco di felicità che il destino ha loro riservato: Arn morirà poco dopo, cadendo in battaglia, combattendo contro gli invasori Danesi. Morirà poco dopo, ormai sessantenne, con suo figlio ormai in grado di prendere il suo posto.

Una saga avvincente, ricca di dettagli sulla vita comune di un Nord medievale spesso oscuro, e di cui si parla poco. La saga è ricca anche di personaggi realmente esistiti e fondamentali per la Storia svedese, tra cui il re Knut (re Canuto I), sua moglie Cecilia, lo jarl Birger Brosa e, ovviamente, Saladino. L'unica pecca è il quarto volume, che si svolge in un periodo assai posteriore rispetto ai fatti precedenti e dove i nostri amati personaggi sono ormai scomparsi. 

Voto: 9/10


giovedì 14 gennaio 2016

Recensione "Saga dei Tudor" di Philippa Gregory

Sì, lo so, questa saga meriterebbe una recensione apposita per ciascun libro. Sono tutti ottimi, di grande successo, narrati con passione e conoscenza del periodo storico. Certo, non sono libri di storiografia (e questo è bene tenerlo a mente), quindi non pretendono di dare una visione tout court del periodo storico che vanno a narrare. 
La saga di Philippa Gregory dedicata all'età Tudor copre il periodo della storia inglese che va dal regno di Enrico VII a quello di Elisabetta I, incentrandosi su Enrico VIII e - neanche dirlo - sulle sue mogli. Da questi libri è stato tratto il film con Natalie Portman, Eric Bana e Scarlett Johansson "L'altra donna del Re" e, di recente, la serie "Wolfhall", che tuttavia hanno suscitato qualche polemica per la scelta errata dei costumi e di alcune vicende narrate (se pensiamo anche alla serie "I Tudor" gli errori storici/sartoriali sono davvero notevoli); l'ordine cronologico dei volumi è leggermente diverso dall'ordine di uscita dei libri e ve lo riporto di seguito:

1. Caterina, la prima moglie (Caterina d'Aragona)
2. L'altra donna del Re (Anna Bolena)
3. L'eredità della regina (la sfortunata Anna di Clèves e Catherine Howard)
4. Il giullare della regina  (Mary Tudor e un'adolescente Elisabetta)
5. L'amante della regina vergine (un'ormai regina Elisabetta e il suo rapporto con Robert Dudley)
6. L'altra regina (Maria Stuarda)

Personalmente, avendo recuperato i vari volumi della saga solo lo scorso anno, ho potuto leggere i capitoli in ordine cronologico, seguendo così il filo storico degli eventi. Mancano - purtroppo - un volume dedicato a Jane Seymour, ma sono sicura che la Gregory provvederà in futuro. Le figure da lei raccontate sono spesso differenti dalla realtà storica, tra cui proprio Enrico VIII che, secondo le fonti, non era affatto un uomo incline ai rapporti extraconiugali. Nonostante ciò, la Gregory ha un'innegabile maestria nel narrare i dettagli della vita e dell'epoca, descrivendo la corte, gli abiti, gli accessori indossati, le strade e la vita del popolino. 

Uno dei volumi della saga
Qualche appunto personale: come già detto, questi sono romanzi e non manuali di Storia, dunque se volete approfondire di più il periodo vi consiglio di ricorrere a un testo accademico. I volumi che ho preferito sono stati quelli dedicati a Caterina e sua figlia, la sfortunata Maria, che non fu affatto quel mostro che spesso le fonti ci propongono: era cattolica, è vero, e fece molto per riportare la sua nazione alla vecchia religione, ma fu in fondo una donna molto provata dalla vita, che desiderava l'amore e dei figli; fu umiliata nella prima adolescenza quando il re conobbe Anna Bolena e lei fu costretta a separarsi dalla madre, servendo la piccola Elisabetta e vedendosi abbandonata dal padre. In seguito le cose migliorarono, ma la vita non le riservò un destino felice: il matrimonio con Filippo II fu infruttuoso e dato dalla convenienza, sebbene lei fosse profondamente legata al coniuge. La figura di Maria Stuart mi è apparsa molto verosimile, specialmente quando la Gregory rimarca le differenze tra lei e la cugina Elisabetta: Maria è ricordata per essere stata una donna di eccezionale bellezza, regale nei modi e nei lineamenti, di alta statura e da un incarnato perfetto, mentre Elisabetta fu invece sfigurata dal vaiolo e dalle fonti si evince che non fosse di modi aggraziati. 
Insomma, una saga che merita senz'altro una lettura se vi piace questo periodo della storia inglese ed europea sempre, tuttavia, con un occhio alla veridicità storica. 

Voto 8/10

lunedì 4 gennaio 2016

Recensione "Excalibur" di Bernard Cornwell

Bernard Cornwell è da sempre uno dei  miei scrittori preferiti. Amo il modo in cui riesce a ricreare le atmosfere storiche più diverse, dall'antica alla storia moderna. Chi non conosce il mito di Artù, Camelot e Merlino? In questa saga Cornwell ci riporta in un mondo ormai scomparso, che noi abbiamo imparato a conoscere attraverso le leggende e le versioni letterarie più disparate. Il ciclo di Cornwell (perché parliamo di tre romanzi, che nella versione italiana sono stati suddivisi in cinque libri) tenta di dare alla leggenda di Artù una visione più storica, più accurata, più verosimile. Quello da lui descritto è un mondo sconvolto da lotte intestine, dalla caduta del paganesimo, dall'invasione sassone, dall'avanzata del cristianesimo. Sì, perché il cristianesimo resta un elemento chiave di questo ciclo, visto spesso come fonte di fanatismo e superstizione. 

Libri del ciclo "Excalibur":

1. Il Re d'Inverno
2. Il Cuore di Derfel
3. La Torre in Fiamme
4. Il Tradimento
5. La Spada Perduta 

L'intera vicenda è narrata dal protagonista principale, Derfel, un giovane sassone che dalla fanciulezza all'età matura accompagnerà Artù nel suo sogno di pacificare la Britannia. Derfel narra le sue memorie da anziano, rinchiuso in un monastero, destinandole alla giovane regina Igraine; ormai cristiano, egli tuttavia non dimentica il proprio passato da guerriero e da pagano, e ricorre alla sua lingua natia per tramandare alla regina le sue memorie. Tra gli altri personaggi, Merlino appare come un personaggio sfuggente, più interessato al recuperare cimeli magici che a seguire le vicende di chi gli sta accanto, Ginevra come una regina arrivista e ferma nella propria religione pagana, Lancillotto come un giovane vanitoso, dal dubbio valore e dal poco coraggio. Insomma, preparatevi a leggere i personaggi che tanto avete amato in chiave del tutto diversa, spesso poco nobile. Sullo sfondo altre figure celebri, come gli sfortunati Tristano e Isotta, il viziato Mordred, la sfigurata sacerdotessa Morgana, la giovane maga Nimue desiderosa solo di vendetta. 

Non c'è nessun pericolo di spoiler nel rivelarvi che tutto finirà nel peggiore dei modi: il sogno di Artù di riunire la Britannia verrà distrutto, scoprirà il tradimento di Ginevra confinandola in esilio nell'Isola di Cristallo,  La ritroverà tempo dopo, ormai pentita, pronta a restare con lui per vedere il loro figlioletto crescere e succedere al trono a Mordred. Merlino rischierà di morire per mano di Nimue. E Derfel? Derfel conoscerà la gioia dell'amore e della famiglia, finendo i suoi giorni come monaco cristiano, sotto il controllo del perfido vescovo Samsun.


La saga va letta nel suo insieme, recensire i libri singolarmente rischierebbe di svelare particolari che a me hanno destato molta sorpresa, togliendovi così il piacere della lettura. La lunghezza di ciascun libro è relativamente lunga ma vi assicuro che non ve ne accorgerete. Dimenticavo: scoprirete un aneddoto su Derfel che vi sorprenderà. 

Voto 10/10



venerdì 1 gennaio 2016

Recensione "Vesuvius" di Marisa Ranieri Panetta

Ho da poco terminato la lettura di questo romanzo, adocchiato sugli scaffali della libreria ben due anni ed entrato in mio possesso lo scorso anno; chi mi segue da un po' sa bene quanto io sia lenta a completare i volumi per via dei miei impegni e questo libro non ha, purtroppo, fatto eccezione. 
La scelta di leggerlo era pressoché doverosa: non solo si tratta di un romanzo storico (la mia grande passione!), ma è un romanzo ambientato nell'antica Roma (e qui, i miei followers più datati non si stupiranno di certo...) e avente come tema principale la tragedia di Pompei del 79 d.C. 
Ho iniziato ad interessarmi a Pompei da bambina, quando mi fu regalato un libro sui vulcani e le eruzioni più disastrose della Storia. Non avevo dei gusti propriamente infantili, lo riconosco, e già all'epoca nutrivo un forte interesse per le enormi tragedie, vedi l'epidemia di peste del 1347-48 e  le devastazioni portate dai terremoti, il che mi ha senz'altro portato ad intraprendere un percorso di studi prettamente storico. Da quel momento la storia di Pompei mi ha affascinato. Non ho mai smesso di pensare a ciò che si è nascosto per anni, per secoli sotto i sedimenti, celato alla vista e alla vita. Ma torniamo al libro. 

Fresca della lettura del libro di Alberto Angela "I tre giorni di Pompei", mi sono procurata il romanzo della Ranieri Panetta ad inizio 2015, ma mi ci è voluto del tempo per cominciarlo. La trama è relativamente semplice, basata sulle vicende della giovane matrona Flavia, una ragazza costretta dalla famiglia ad un matrimonio di convenienza con un uomo molto più vecchio - ma molto ricco. Flavia maturerà nel proprio percorso di donna conoscendo la passione, l'amore e - con sua sorpresa - il rispetto per quell'uomo più anziano che prima ripugnava. Sullo sfondo si alternano le vicende di Pompei, il guazzabuglio delle sue strade e delle sue attività commerciali, le storie degli altri personaggi presi dalle proprie vicissitudini famigliari e personali. Un passato vivace, ricco di brio e vita, su cui fa capolino l'ombra del Vesuvio, ritenuto da tutti - all'epoca - un semplice monte.
La vicenda copre un lungo lasso di tempo, partendo dalla gioventù di Flavia sotto il regno di Nerone siano all'81 d.C, con la morte dell'imperatore Tito. L'autrice approfondisce molti aspetti della vita quotidiana di allora, come i ritmi giornalieri e le strutture sociali, utilizzando un linguaggio molto fluido e per nulla accademico, rendendo così il libro alla portata di tutti. 
I nostri personaggi si muovono tra Roma, i bellissimi paesaggi della Campania, Rieti e la Spagna romana, portando noi lettori a conoscere un mondo ormai scomparso, un mondo assai simile al nostro. La tragedia dell'eruzione porrà fine a tutto ciò, seppellendo le vite, i sogni e le speranze di chi non riuscì, non poté, o non volle scappare. Le vite dei nostri personaggi saranno segnati da essa in maniera indelebile, chi più dolorosamente e chi meno. 
Un romanzo senza dubbio piacevole e di facile lettura, se non fosse per il finale un po' frettoloso, che lascia presupporre un seguito, e i dialoghi talvolta banali, come spesso purtroppo accade nei romanzi ambientati nell'antica Roma. Questo tuttavia non toglie il lustro alla rappresentazione storica della Ranieri Panetta, che dimostra di aver studiato nei dettagli ciò che racconta e descrive.   

Voto: 7/10

martedì 10 febbraio 2015

Presentazione de "I tre giorni di Pompei" di Alberto Angela

Questa volta non posso farmi attendere, il nome citato nel titolo del post dice già tutto.
Attendevo da mesi questo evento, da quando mi è stato regalato il libro (con mia somma sorpresa, ma - si sa - i fidanzati sanno sempre come farci felici!). Ho trascorso settimane ad attendere notizie relative all'incontro e al luogo, ma la pagina di Alberto era sempre ferma con i post. Ormai rassegnata, credevo che avesse annullato tutto. Ieri mattina, ricevo un messaggio su Facebook nel quale mi si conferma che l'evento sarebbe stato nel pomeriggio; di fretta e furia, ci organizziamo con gli spostamenti per poter essere puntuali. 
La coda era lunga, composta da molti anziani ma anche da giovani e bambini. Altro che la cultura non interessa...sebbene non accademica. 
Alberto è arrivato con circa mezz'ora di ritardo per cause non a lui imputabili. Per circa un'ora e mezza ci ha trasportato a in quella che fu Pompei, presentando il libro ma anche aggiungendo nuovi particolari. L'emozione è stata forte: seguo i suoi programmi da quando ero bambina (considerando che ho 28 anni, sono sua fan da più di 20 anni!) ed assistere alla sua spiegazione del vivo è stato davvero piacevole. 

Dopo la presentazione, ci siamo appostati per la firma e la foto. Che dire, penso di aver avuto un mezzo mancamento quando si è complimentato per le nostre foto romane (uno dei suoi argomenti preferiti). Avrei voluto dirgli molto di più, ma il tempo era davvero tiranno (noi abbiamo fatto un'ora di coda per la dedica, ma dietro di noi c'era ancora molta gente). 
Se vi dovesse capitare di poter assistere a una sua presentazione nella vostra città, non perdete l'occasione. Il libro ha un prezzo anche contenuto (sui 15€) e acquistandolo contribuirete al restauro di un affresco a Pompei. Come ha detto Alberto, "ora siete pompeiani anche voi".

Le foto sono un po' scarse ma non avevo minimamente pensato di portare con me la macchina fotografica buona. 




   


Ed eccoci qua! 

Questo è, invece, uno scatto realizzato dopo l'uscita del film "Pompeii" nel 2014. La fotografia e la post produzione sono a cura di Lele.



sabato 3 maggio 2014

Recensione: "L'amante di Pilato" di Gisbert Haefs

Il libro di Haefs ci riporta, come il titolo suggerisce, ai tempi dell'occupazione romana della Giudea. Durante i giorni che portano alla crocifissione di Gesù (chiamato correttamente Geoshua), Gilbert Haefs narra con un'accurata ricostruzione storica le vicende della principessa egizia Cleopatra e delle sue ancelle, in una repentina fuga attraverso l'Oriente in un susseguirsi di carovane, predoni, assalti, morti, assassini misteriosi, traditori e amicizie. Come in un vero libro giallo, niente in questo romanzo è scontato: i personaggi rivelano oscuri dettagli a proposito del proprio passato e dei motivi che li conducono in Palestina, prima tra tutti l'enigmatica Cleopatra e il centurione Rufo, che fino all'ultimo manterrà celati i suoi intendi pro o contro gli stessi romani. Pilato appare troppo occupato ad imporre il controllo romano in una zona travagliata dai litigi civili tra ortodossi e non ortodossi, e poco si cura della sua vecchia amante egizia.
In tutto questo l'esecuzione di Gesù è poco più di un contorno, una scena fugace cui si fa riferimento per un paio di righe, sebbene la sua figura sia più volte dipinta come giusta e onesta, in contrasto ai giudei ortodossi che non pochi problemi crearono agli occupanti romani. Il fulcro del libro è la battaglia di Ao Hidis, una fortezza ostile ai romani in territorio romano, dove la vicenda si snoderà rivelando alcuni particolari prima celati.
La pecca del libro è lo stile narrativo spesso frammentario e i dialoghi poco chiari, uno stile in cui non ci si può perdere alcun dettaglio se non si vuole arrivare impreparati al finale.


Voto: 7/10

sabato 19 ottobre 2013

Benvenuti nel mondo degli eReader!

Oggi cambiamo argomento, dopo tanti post a proposito di storia, libri e abiti :)
Conoscete il mondo degli eReader?

Si tratta di un piccolo dispositivo portatile la cui forma e grandezza ricorda quella di un tablet, che vi permette di leggere comodamente e in qualsiasi situazione i vostri libri preferiti in formato elettronico (eBook). Vi dirò la verità: da amante dei libri cartacei ero molto scettica a riguardo, ma da quando lo possiedo ho cambiato opinione. 
Il primo elemento a favore è la comodità: si ripone in borsa o nello zaino senza occupare troppo spazio, in più l'ampia capacità di memoria vi permette di mettere in storage moltissimi titoli. Inoltre, lo schermo non retroilluminato vi permette di leggere senza fatica, come se aveste una vera pagina davanti agli occhi. Ricordate, però, che ciò vi obbliga a leggere in condizioni di buona illuminazione, non al buio. I titoli possono essere acquistati a prezzi ridotti dai vari siti editoriali, come ad esempio Feltrinelli o Amazon, e se il vostro eReader ha la connessione quando finite un volume potete subito acquistarne un altro. Se, invece, volete rinunciare a questa funzione potete caricare sul vostro dispositivo   quanti più libri possibili, semplicemente attaccandolo alla presa usb del computer.
In commercio ci sono moltissimi modelli con diverse caratteristiche, e con prezzi diversi. Il più famoso è senza dubbio Amazon Kindle, ma potete davvero contare su una scelta ampia. Il mio è un Trekstor Pyrus, non ha alcune funzionalità come la connessione WiFi e via dicendo, ma è ottimo: schermo non retroilluminato, inchiostro elettronico (che vi darà l'impressione di leggere la carta stampata) e display da 8 pollici. Che dire, è stato amore alla prima lettura!

Lo porto sempre con me quando so di poter leggere, ad esempio in treno, lo ripongo in borsa e la batteria dura a lungo (ovviamente la durata della batteria dipende da quanto lo tenete acceso). Di sera basta una semplice abat-jour per leggere in tranquillità, con il vantaggio di sfogliare le pagine con un semplice click tenendo il dispositivo con una mano sola, cosa che non si può fare con i libri più voluminosi. Insomma, mi sono davvero  dovuta ricredere. Certo il libro "vero" è un'alta cosa, il suo fascino non si discute e continuo ad acquistarne ancora, ma se viaggiate spesso e non volete rinunciare alla lettura, allora vi consiglio questo acquisto.


domenica 25 agosto 2013

Recensione "Impero: viaggio nell'impero di Roma seguendo una moneta." di Alberto Angela

La fine di Agosto ormai è alle porte, e con lei anche quella dell'estate. Spero abbiate trascorso delle buone vacanze all'insegna del divertimento e del relax! Le mie sono trascorse sommersa da letture nuove oppure lasciate in arretrato da qualche tempo: per il mio 27esimo compleanno ho ricevuto in dono un eReader, e devo ammettere di essermi ricreduta al riguardo! Ero molto scettica poiché sono un amante folle dei libri cartacei (li accarezzo, li sfoglio, amo l'odore della carta ed accarezzare la copertina soprattutto se con dei caratteri in rilievo) ma mi sbagliavo. Con l'eReader sto leggendo molto di più! E' comodissimo soprattutto se si viaggia molto e non c'è molto spazio in borsa o in valigia, non avendo lo schermo retro illuminato non affatica la vista e potete utilizzarlo in piena luce, in spiaggia oppure sul terrazzo, tenendolo comodamente in grembo oppure con una mano soltanto, il che evita il fardello dei libri voluminosi che spesso ci costringono a posizioni statiche. Il mio modello non è touch screen ed è della marca Trekstor, è molto semplice da usare e ha dei comodi tasti laterali che dovete pigiare per andare avanti o indietro con la lettura; ho finalmente potuto leggere dei file pdf in tutta comodità senza dover restare per ore davanti al computer!

Uno dei vantaggi dell'eReader è anche l'acquisto di eBook a prezzo modico. Uno di quelli è proprio il libro di Alberto Angela "Impero: viaggio nell'impero di Roma seguendo una moneta". Lo volevo leggere da tempo ma il prezzo continuava ad aggirarsi attorno ai 20€ se non oltre. Amo follemente Alberto sia per il modo calmo di descrivere le cose sia per il suo (famosissimo) gesticolare: seguivo le sue trasmissioni già quand'ero bambina e lo faccio tuttora con grande interesse. Il volume è il seguito di "Una giornata nell'antica Roma" e segue i movimenti di un sesterzio coniato sotto il regno di Traiano, appassionando il lettore con spiegazioni dettagliate (in puro stile Angela) sui paesaggi e i differenti proprietari della moneta; i nomi e le situazioni raccontante sono reali e quasi sempre munite di riscontro archeologico. Una delle poche pecche del libro è lo stile narrativo, un po' troppo televisivo, ma Alberto...è Alberto. Leggere i suoi libri equivale ad ascoltare una sua trasmissione, senza dirigere gli occhi sulla televisione. Personalmente amo immaginare nella mente la sua voce, è un modo per rendere l'autore più vicino a noi. 
Il viaggio della moneta parte dal conio a Roma e tocca i vari angoli dell'impero, dalla Britannia alle legioni d'istanza in Germania, passando anche per Parigi, cambiando di volta in volta proprietari e raccontando attimi di vita differenti, dal legionario, agli schiavi, ai messaggeri. Il tutto è accompagnato da scene di vita quotidiana, descritte nel dettaglio. 

Un libro da leggere se amate l'argomento e siete alla ricerca di una lettura più leggera di un saggio e più completa di un romanzo storico. Vi avviso: il libro è molto lungo, circa 510 pagine, ma vi assicuro che scorreranno davanti ai vostri occhi in fretta. Capirete quanto il mondo romano sia più vicino a noi di quanto noi stessi riusciamo a concepirlo. 

Voto: 8/10
Edizioni Mondadori, Milano, 2012.

martedì 16 luglio 2013

"Il tiranno di Roma" di Andrea Frediani

Torno alla carica con una recensione fresca fresca, dato che ho terminato il libro pochissimi giorni fa! Ho acquistato questo grazioso volumetto approfittando dell'iniziativa della casa editrice Newton Compton, che offre svariati titoli al prezzo di 0,99€ e che potete trovare tranquillamente al supermercato! Sono una grande fan di Andrea Frediani e quando ho visto il suo titolo disponibile, l'ho ovviamente acquistato. Il volume è di piccole dimensioni, senza copertina rigida, perfettamente tascabile e di lunghezza limitata (128 pagine). 


La trama si svolge nella Roma dell'82 a.C., nel pieno delle lotte civili tra Mario e Silla. Lo schiavo Crisso viene strappato dal lavoro contadino per entrare a far parte delle truppe del generale Mario, leader senza dubbio carismatico ma ormai in declino, complice anche l'età avanzata. Il giovane Crisso si mette subito in luce per le sue doti militari (dimenticandosi, forse, in maniera un po' frettolosa dello sterminio della sua famiglia compiuto proprio dai soldati di Mario...) e Mario ricambia il favore arruolandolo nel corpo dei Bardiei, promettendogli la libertà se avesse combattuto per Roma. Crisso, ovviamente, non se lo fa ripetere. Parallela si svolge la vicenda della protagonista femminile Giunilla, schiava al servizio del console Gaio Ottavio schierato dalla parte di Silla,  che in una spirale di eventi infausti (la perdita del potere e della moglie poi, dovuta all'epidemia che attanagliava la città) giunge a decretare la morte della fanciulla. Crisso e Giunilla s'incontrano così: il loro sentimento sboccia in mezzo alle stragi ordinate da Mario, di cui il suo padrone è vittima, al sangue e alla violenza. Violenza che durerà fino alle ultime pagine. Il finale è il vero colpo di scena: Mario muore senza donare la libertà a Crisso, salvandolo però da una morte certa. La sua sorte si ricollega, dunque, a quella dell'inizio del libro: la schiavitù. 

In conclusione, consiglio la lettura di questo libro sebbene l'abbia trovato inferiore al resto della produzione di Frediani per avvenimenti, colpi di scena, sentimenti. L'incontro tra Crisso e Giunilla appare un po' frettoloso e scontato, ma chi sono io per rovinare la magia della narrazione?

Voto: 7/10

mercoledì 12 dicembre 2012

Recensione "Il diario segreto di Lucrezia Borgia" di Joachim Bouflet

Oggi vorrei parlarvi di un libro che è rimasto per troppo tempo nella mia libreria, trascurato a causa d'impegni e letture che sono sopraggiunte nel contempo. Ho acquistato "Il diario segreto di Lucrezia Borgia" dello storico Joachim Bouflet nel 2010 come lettura per le vacanze estive, convinta dal formato tascabile e dal contenuto; ho sempre amato, infatti, la figura di Lucrezia Borgia e ho cercato di approfondire le mie conoscenze a riguardo con monografie e altre letture, inclusi i romanzi. Ma passiamo al libro.
La mia edizione credo sia ormai irreperibile, dato che la Newton Compton ha modificato la grafica dei propri volumi di recente, aumentandone di conseguenza il prezzo (6,90€ verso i miei 4,90€). Per un totale di 360 pagine, il romanzo ne occupa ben 349 narrate da Lucrezia in prima persona sotto la forma di un diario segreto, che il lettore vede nascere pagina dopo pagina; a 39 anni e ormai prossima alla morte, stanca e affaticata dal peso dell'ultima gravidanza, Lucrezia guarda al proprio passato narrando gli avvenimenti che hanno segnato la sua vita. Eventi spesso tristi e negativi, come il matrimonio forzato con Giovanni Sforza o l'unione finita in tragedia con Alfonso d'Aragona. 

Lucrezia appare nel Diario come una pedina nelle mani del padre, Alessandro VI, il papa maledetto. Come molte donne dell'epoca, la sua felicità era messa in secondo piano per ottenere alleanze politiche in un'Italia quanto mai frammentata e sotto il continuo giogo dei sovrani francesi; Lucrezia si muove in questo background politico di alleanze e tradimenti, denigrata e infamata già dai suoi contemporanei. A tal merito si erge la figura del primo marito Giovanni Sforza, che la calunniò dopo l'annullamento forzato del loro matrimonio (che fu dichiarato mai consumato), accusandola d'incesto con il padre e il fratello. In realtà Alessandro VI desiderava un genero più influente che uno Sforza ormai in declino, e impugnò l'unica arma possibile per sciogliere un vincolo non più desiderato. 

 Il contenuto del libro è ovviamente a favore di questa donna, demonizzata dalla tradizione storiografica ed ecclesiastica che aveva in odio il dissoluto papa Borgia. Il ritratto che emerge dal Diario è quello di una donna infelice, continuamente in balia degli uomini che la circondano (credo sia superfluo citare il rapporto difficile che ella ebbe con il fratello Cesare, responsabile della morte di Pedrotto e Alfonso d'Aragona, entrambi padri di due dei suoi figli). E' alla corte degli Este, in seguito al matrimonio con Alfonso d'Este, che Lucrezia sembra conoscere una nuova vita, dove grazie alla propria bellezza e alla propria grazia riesce a farsi benvolere dalla popolazione, svolgendo anche attività da mecenate; ella attirò alla sua corte intellettuali quali Pietro Bembo e Ercole Strozzi. 

Una lettura piacevole e molto scorrevole, indicata per qualsiasi tipo di lettore, sebbene ricordare tutti i vari nomi presenti nel testo richieda un minimo di sforzo mnemonico. Forse un libro non proprio indicato per esser letto sotto l'ombrellone e l'afa estiva, ma se vi capita d'incrociarlo su qualche scaffale fateci un pensiero!

Voto: 8/10 


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