mercoledì 29 maggio 2013

lunedì 27 maggio 2013

La toeletta delle antiche Romane

Qualche giorno fa, qualcuno mi chiese se conoscessimo i rituali di toelettatura e cosmesi delle antiche Romane. La risposta è ovviamente sì, soprattutto per quel che riguarda i ceti alti e l'aristocrazia. I libri in merito sono moltissimi e i siti web si sprecano, ma la fonte migliore è sempre quella cartacea e rintracciabile (Wikipedia offre molte informazioni, ma non sempre è possibile risalire alla bibliografia); userò quindi diverse fonti, prima tra tutte "La vita quotidiana a Roma all'apogeo dell'impero" di Jérôme Carcopino, un volume vecchio (la prima edizione risale al 1941...) ma, a me mio umile dire, una pietra miliare della storiografia del settore. E' un libro che consiglio vivamente di leggere sebbene possa risultare un po' pesantuccio, si trova comodamente in biblioteca o in edizioni economiche in librerie molto fornite (il mio lo trovai al mercatino dell'usato e lo pagai soltanto 1€, me ne tornai a casa molto felice quel giorno ahah). La seconda sarà un volume molto più recente, ma molto carino, scritto dal famosissimo Alberto Angela. 

Gli antichi Romani sono noti per l'attenzione dedicata alla cura e alla bellezza del corpo, tra terme ed esercizi fisici; la toeletta mattutina delle donne non era così diversa da quella degli uomini, comprendendo, tra l'altro, un'accurata depilazione della padrona. Una patrizia dell'epoca non poteva realizzare una toeletta così accurata da sola e si faceva assistere da delle apposite schiave chiamate ornatrices: dopo aver effettuato delle abluzioni per la propria igiene personale (alle terme o in casa propria  se era abbastanza ricca da potersi permettere una vasca), la signora si vestiva e passava subito ad acconciare i capelli, il che non era compito da poco data la complicata struttura delle acconciature d'età imperiale (Carcopino sottolinea che le donne avessero abbandonato la frugale semplicità del loro aspetto già in età repubblicana), ricorrendo a parrucche e trecce posticce se necessario. Essere una ornatrix non era semplice sia per le mansioni da ricoprire sia  per i caratteri spesso impossibili da soddisfare delle matrone, che non esitavano a batterle se il risultato non era soddisfacente. Dopo l'acconciatura e la depilazione (Carcopino non specifica se con pinzette oppure rasoi, ma si è più propensi a pensare alle pinzette dato che era molto rischioso ricorrere ai rasoi), era la volta del trucco: tutto l'occorrente era riposto in vasetti di vetro, piccole boccette, alabastri, pettini d'osso, tutti collocati in uno scrigno che la matrona riponeva sempre nell'armadio della sua stanza nuziale e lo portava con sé ogni qualvolta si recava al bagno. Il look di queste donne a noi può apparire un po' insolito, ma in fondo i colori erano gli stessi di oggi: nero attorno all'occhio e sulle ciglia (ottenute con la fuliggine o con un composto a base di formiche bruciate), rosso sulle labbra e le gote per enfatizzare gli zigomi e donare un aspetto sano (che poi molto sano non era, dato che l'ingrediente base dei rossetti era il minio), bianco sulla fronte e sulle braccia per ottenere un incarnato marmoreo che tanto piaceva ai contemporanei (più una donna aveva la pelle chiara e più rispecchiava la propria posizione altolocata, non essendo costretta ad esporsi al sole per lavorare). Il problema di questi cosmetici era la loro composizione, dato che molti di essi contenevano piombo, all'epoca molto utilizzato, il che provocava danni permanenti all'epidermide, e il loro profumo spesso repellente all'olfatto maschile. La biacca era utilizzata molto come fondotinta essendo un ottimo pigmento illuminante, ma era davvero dannoso, andando ad ostruire i pori della pelle. Anche i capelli erano spesso schiariti utilizzando impacchi e tinture spesso dannose, che seccavano le chiome. 
La pelle della matrona doveva essere perfetta, senza rughe e senza macchie, e proprio per questo si ricorreva a impacchi spesso fantasiosi, a base di finocchio oppure fave o latte d'asina (noto per le proprietà idratanti). Alcuni di questi impacchi provocavano talmente tanto ribrezzo negli uomini da dover essere applicati da sole, in camera, quando i mariti erano assenti. Dopo tutto questo lungo iter, era giunta l'ora di vestirsi e scegliere i gioielli, come orecchini, anelli, bracciali e cavigliere. L'abbigliamento non era molto diverso da quello maschile nella forma, quanto piuttosto nei colori e nei tessuti: le donne propendevano per tessuti leggeri e sinuosi, che esaltassero le forme del corpo, e dai colori vivaci; di base tutte le donne romane indossavano una tunica lunga fino ai piedi, abbinata ad un mantello molto lungo di forma rettangolare, la palla, che veniva tirato sul capo per proteggersi dal sole o dal freddo. E' importante sottolineare che la palla, come la stola, non era un capo da sfoggiare alla moda, ma un capo di uso quotidiano, che serviva anche a far riconoscere la condizione sociale di una donna: nessuna donna sposata si sarebbe mai mostrata in pubblico senza quella addosso. Alcune portavano anche dei parasoli per proteggersi dalla calura e mantenere la pelle candida, ma tali ombrelli non si chiudevano ed erano inutilizzabili in caso di pioggia.

Siete ancora convinti che questa civiltà sia tanto diversa dalla nostra, così attenta all'apparire ed alla ricerca assoluta della bellezza? ;)

Fonti:
Carcopino, Jérôme "La vita quotidiana a Roma all'apogeo dell'Impero", Laterza, Milano, 1993
Angela, Alberto "Una giornata nell'antica Roma. Vita quotidiana, segreti, curiosità", Mondadori, Milano, 2007




sabato 25 maggio 2013

Shooting: Elysium

Hello there!
I left you last time with a post about my first Roman dress, which I sewed by myself. I hope you found the tutorial quite interesting and easy to be understood :)
Today I'd like to show you pics we managed to take after weeks of rain and cold weather. I was very excited since it was the first "official shooting" with a dress done by myself and I simply love the result! I took the pics just near home, surrounded by this beautiful field of poppies! I got the inspiration for the concept and the title from the classic Roman mythology, I think you heard about Campi Elisi at school or watching "The Gladiator" movie with Russel Crowe ;) The hairstyle of the second picture is inspired by the one of Vestals virgins with a red ribbon all across the head, you can do a braid or a knot to keep your hair up as you prefer; I chose a very soft knot kept up with bobby-pins. The jewellery is always the same of my other Roman shootings, if you have to buy it look for golden-copper tones which look like more authentic and avoid modern shapes. If you wanna do an inspired make-up you can use a black eye-liner (yes, Roman women wore eye-liner but, obviously, this contained other ingredients) or a light blue eye-shadow (historically proved) and a little bit of pink blush on the cheeks. Here I was wearing a not so accurate purple eye-shadow (I had to take other pics after) and a soft touch of blush.

Elysium

Elysium

Elysium



 All pics by Lele Photography www.facebook.com/lelephotos 


mercoledì 15 maggio 2013

Roman Chiton tutorial pt.2

Hello ladies, I finished to sew my Roman chiton finally so I can close my tutorial :) I'm here to show you how I sewed the stola, which will be less historical if compared to the Chiton. I had a very little piece of fabric to set it, so I had to use my own imagination.
You can find the first part of the tutorial clicking here.

First of all, I had to dye the fabric using a chemical colour. I wanted to use a natural method to dye it, but it would have been too expensive. I used a very famous italian brand called "Coloreria Italiana", you just have to put it in your washing machine with one kg of salt and wash the fabric at 40° two times. The colour you'll obtain will depend from the natural fabric tone, so I had a very brilliant red since the fabric was pink.

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The buttons
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I laid the fabric on my right shoulder and then I let it fall all around my body, more or less until my left hip and I did the same on the back; I combined the two sides of the fabric with two small automatic buttons in black, sewing them with a pink thread: they're very simple to be sewed onto the fabric, but you have to fold it a little to make them "hold on" properly.
After that, I sewed two golden buttons with a beautiful lion head, they're not historical but they look great on the fabric!
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I still have to take some pics with the dress, I just put it on for some test shots ;) I decorated my hair with a  braid and a beautiful red ribbon, nine was very wide but you can use the measure you prefer. I choose some golden jewellery for a more "ancient look", I think it looks great with red! Oh, I forgot the leather belt under my chest ! 

Ta-daaaaah! That's the dress on! :)

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Eccomi di ritorno con la seconda parte del tutorial del mio abito romano :) Vorrei mostrarvi in questa sede come preparare la stola, sebbene la mia sia molto meno storica se paragonata all'abito. Avevo a disposizione una quantità di tessuto molto limitata per realizzarla, quindi mi sono dovuta arrangiare e son dovuta ricorrere molto alla mia immaginazione per creare qualcosa di credibile. 
Prima di tutto, ho dovuto tingere la stoffa con un colorante chimico. Volevo farlo in modo naturale usando l'infuso di Karkadé, ma sarebbe risultato il tutto troppo caro. Son quindi ricorsa alla Coloreria Italiana effettuando il lavaggio in lavatrice: è tutto molto semplice, aprire le confezioni e le posate sul fondo del cestello, appoggiate il tessuto bagnato (mi raccomando) e sopra vi buttate un 1 kg di sale grosso da cucina. Dopodiché  fate partire un ciclo di lavaggio a 40° e dopo averlo terminato, senza togliere il capo dalla lavatrice, ne fate partire un successivo alla stessa temperatura per fissare il colore e ripulire la lavatrice. Potete stare tranquilli: subito dopo l'abito ho lavato dei copri sedia arancioni e non c'era la minima traccia di rosso ;) Il risultato della tintura dipenderà dal colore di base dell'abito, il mio essendo rosa mi ha permesso di ottenere un bel rosso brillante.

Ho sistemato la stola sulla spalla destra e da lì ho avvolto tutto il resto del torace fino all'anca sinistra, facendo lo stesso dietro la schiena e cercando di ottenere un bel drappeggio. Ho fermato i due lembi con dei bottoncini automatici a scomparsa, facilissimi da applicare con del filo rosa e che assicurano un bel risultato (ricordatevi di cucirli su due lembi di stoffa, hanno bisogno di spessore su cui "aggrapparsi"). Per decorare il tutto, ho applicato due bottoni dorati raffiguranti l'effige di un leone: non sono affatto storici, ma sono molto scenici e mi piacevano :) 

Non ho ancora avuto modo, causa meteo, di indossare l'abito per immortalarlo nella sua completezza, ma potete vedere alcuni scatti di prova effettuati dopo le cuciture finali. Per l'acconciatura ho realizzato una treccia fermandola sulla nuca con una pinza (meglio se delle forcine), ornando il tutto con un nastro rosso;  il mio era molto spesso ma potete usare tutte le misure che volete. Come gioielli ho optato per della bigiotteria dorata, credo che sia il colore che s'intona meglio con il resto dell'abito. Ah, mi stavo dimenticando la cintura di pelle da sistemare sotto al seno. 
Ora via libera ai commenti, che ne pensate? 

lunedì 6 maggio 2013

Review shampoo Splend'or ai fiori e bacche di ribes

Ciao ragazze! Oggi torno a parlare di cosmetica e prodotti per la cura della vostra bellezza.
Ho finalmente avuto modo di acquistare lo shampoo Splend'or ai fiori e bacche di ribes, riconoscibile dal suo sgargiante tappo viola e specifico per capelli spenti o trattati :) 
Era da tempo che lo vedevo sullo scaffale del supemercato e complice anche l'ottimo prezzo (1,29€) l'ho comprato. Abbinato al balsamo della stessa linea al karitè e fiori di mandorlo (tappo marrone) devo ammettere che il risultato è più che soddisfacente! I capelli sono lucidi e setosi, facili da pettinare e districare,  una meraviglia! Il profumo è davvero ottimo e inebriante, mi sarei passata il prodotto in testa per mezz'ora :3

Sono una vecchia affezionata dei prodotti Mirato, usando da anni l'immortale Splend'or al cocco (tappo giallo) per capelli lunghi e gli altri due balsami, il tappo blu e il tappo rosso (che non trovo più sugli scaffali, forse saranno usciti dalla produzione). Negli anni il prezzo è rimasto pressoché invariato, sarà aumentato forse di una 30ina di centesimi, e la soluzione del prodotto è sempre stata liquida e di facile applicazione (detesto i balsami in crema in stile Fructis, per dire). 


Veniamo ora ai (pochi) lati negativi. L'inci non è proprio il massimo e presenta diversi pallini rossi, in più la soluzione è davvero molto schiumosa e vi consiglio di diluirla prima di applicarla sui capelli. Se non amate gli odori forti e un po' dolci, inoltre, cambiate prodotto perché non è decisamente la soluzione che fa per voi. 
Ecco l'inci:

Esiste anche un balsamo di questa stessa linea, ma non l'ho ancora provato. Posso però elencarvi l'inci:



Ovviamente il mio parere è personale e soggettivo, ognuna di noi ha una cute unica e diversa al tempo stesso quindi prendete le mie righe come un mero suggerimento d'acquisto ^^ Fatemi sapere le vostre opinioni ;)


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