domenica 22 maggio 2016

Natale di Roma 2016

Il mese scorso sono (finalmente) riuscita a partecipare alla manifestazione del "Natale di Roma", un evento giunto ormai alla sua 14°esima edizione. Organizzata dal Gruppo Storico Romano, tale manifestazione ha come scopo quello di celebrare il compleanno della nostra Roma, la cui fondazione sarebbe avvenuta il 21 aprile del 753 a.C. 
Per l'occasione ho preparato due nuovi outfit per me e consorte: una tunica in lino marrone per lui, corredata di lacerna di lana e bracae, e una tunica verde con palla in cotone per me. Il meteo non è stato per niente dei migliori, nessuno si aspettava un freddo simile a Roma specialmente a fine Aprile, e ho dovuto indossare una tunica bianca come strato extra per ripararmi un po'; non era inclusa nel design originale dell'abito, ma pazienza, la vostra matrona era davvero al limite dell'ipotermia.



Andiamo con ordine: il pulmino IX Regio è giunto in quel di Roma il sabato mattina, dopo un'intera nottata di viaggio. Ho subito fatto amicizia con un bellissimo micione tigrato, che ha subito colto l'occasione per saltarmi in braccio e farsi fare (o farmi?) un po' di coccole. Potevo forse dirgli di no?



Dato che le nostre stanze non erano ancora pronte, ci siamo dati al turismo recandoci nient'altro che al sito di Ostia Antica, che non avevo mai visitato. Avete presente i film su Roma, con le botteghe degli artigiani e le famose strade lastricate su cui si muove la folla? Ecco, quando passeggiate per Ostia Antica sembra di rivivere esattamente una di quelle scene - senza la calca dei passanti. Il sito è davvero molto grande e non siamo riusciti a visitarlo tutto, ma merita senza dubbio di essere menzionato il piccolo museo adiacente l'area ristoro, nel quale abbiamo ammirato dei busti, dei marmi e tanti dettagli utili per le riproduzioni dei nostri abiti.




Piccola postilla che renderà felice gli altri gattari sparsi per il mondo: il sito ospita una colonia felina di mici! Ovviamente mi sono lasciata monopolizzare dalle loro richieste d'attenzione, elargendo grattini e coccole (segnalo un micione rosso bellissimo e molto affettuoso, un vero "Romeo" da Aristogatti, che purtroppo non sono riuscita a fotografare).  




La mattina dell'evento è iniziata sotto un cielo parzialmente sereno; giunti al Circo Massimo il sole ha fatto capolino tra le nuvole ma il vento - davvero freddo - non ci ha abbandonato. Verso le 11 il meteo è nuovamente peggiorato e la sfilata si è avviata sotto un cielo plumbeo e minaccioso ma la fortuna è stata dalla nostra e siamo riusciti a compiere l'intero tragitto all'asciutto. Non mi dilungo nei dettagli: sfilare accanto al Colosseo è stata un'emozione incredibile.







Come accennato in precedenza, la tunica bianca che ho indossato non era inclusa e, sinceramente, me l'ero anche dimenticata a casa; nel dubbio ho preferito portarla e non ringrazierò mai abbastanza la mia vocina interiore del "non si sa mai". Quello strato in più, per quanto sottile fosse, mi ha riparato e non oso immaginare cosa avrei patito se fossi stata con le braccia nude; il prossimo anno mi procurerò qualcosa di lana, promesso! La palla in cotone è servita molto bene al suo scopo e l'ho indossata sia come scialle sia come velo, proteggendomi dal vento e dal sole (vi assicuro che nei momenti di cielo il sereno il sole era particolarmente forte). Colgo l'occasione per segnalarvi anche un video accelerato riguardante il making of della tunica, caricato sul mio canale Youtube. Gli orli e le rifiniture esterne sono stati realizzati interamente a mano e questo processo mi ha portato via molto tempo, considerando che solo la palla misurava 3 metri di lunghezza.







Con Giulio Sesto Frontino




Il pomeriggio è trascorso in modo tranquillo, con sprazzi di sole e attività rievocative più "classiche", tra cui la rievocazione della conquista della Britannia da parte del Gruppo Storico Romano, con un'agguerrita Boudicca (se siete lettori più o meno frequenti del mio blog forse vi ricorderete qualche post a lei dedicato). Ovviamente non mi sono lasciata scappare lo shopping e ho acquistato un paio di bellissimi orecchini realizzati dall'esperto dottor Dario Tegani, potendo così arricchire il mio guardaroba romano (il prossimo passo saranno degli anelli o - perché no - qualche bell'accessorio per i capelli). Terminato l'evento siamo tornati al nostro camping e con l'imbrunire è giunta anche la pioggia: se questo non è un segno degli dèi...

Non potevo resistere! 




Questo bellissimo micio è venuto a presentarsi la sera prima della partenza e, indovinate? La mattina successiva è tornato per salutarmi e farsi accarezzare un'ultima volta :)


In conclusione: l'esperienza è stata davvero piacevole e spero di poterla ripetere il prossimo anno (confidando in un meteo migliore!). Per l'occasione ho in mente un nuovo abito e posso solo anticiparvi che sarà molto più ricco e sontuoso rispetto all'attuale: il perché lo scoprirete in futuro ;)
Ave!

mercoledì 30 marzo 2016

Collaboration with The Gothic Shop


Hi guys, if you follow me on my social networks (Facebook and Instagram mainly - I have a Twitter account but I don't use it so often) my modelling career hit a new reward: some weeks ago I could announce to the world I was going to collaborate with the famous The Gothic Shop from England!

I have been a huge fan of their shop for ages, they are a great resource for every gothic girl/model who wants to improve her closet. I grew up admiring the photos of Lady Amaranth (in my opinion THE authentic gothic model) and so...you can imagine how I felt when Lele Photography told me they were interested in collaborating with us. We have been the first alternative italian artists to get promotional stuff from them - so yeah, I'm kinda proud.

We got a huge parcel containing a cloak, two dresses and a jacket. Some of the stuff are by Sinister, one the most famous gothic brands on the market. The quality of their products is high with a great care to details so give them a visit on their Facebook page or website.
The second dress is the famous "Immortal" dress by Jawbreaker from London, a beautiful black stretch velvet with red lining in satin; it gives a very elegant look and shapes the figure very well, even in case of wide hips like mine (a suggestion: don't purchase this dress if you don't have a generous bust: the neckline has a opening in the middle to show your décolleté and since I'm not a busty lady I had to place a brooch to keep it closed).

Now it's time to show you the photos we took with these products, we will take some outdoor shots in the next days so stay tuned for new images!








The two chokers I'm wearing are by Alchemy Gothic and Nocturne Jewellery.





giovedì 24 marzo 2016

Edwardian white dress revisited (1905-1910)

Last year I sewn an edwardian white dress using Butterick #5970. I wrote an entry about that costume with some photos taken with Lele Photography but after looking at them carefully, I noticed the dress had several issues: the corset was too long around the bust giving the bodice a weird shape, the lace was too heavy, the chiffon yoke was too sheer showing the chemise underneath, the closure wasn't plain. So I took a deep breath and I started to work on the costume again.

First of all, I ripped all the snaps out and I changed them with fabric covered buttons. The yoke was then changed with soft white cotton but - first of all - I had my corset to be shortened by a very skilled seamstress. After getting it back I could finally put the blouse on, and it worked great! I added some gathered white lace to make it richer.

The skirt has been pleated again and closed with some hooks and eyes. 


For this project I sewn some undergarments as well: they might sound useless but I can assure you cannot have a good-looking costume without them! Proper undergarments are the key for your costuming success: think to a late Victorian dress. How can you get the right figure without corset, petticoat and bustle? Simply, you won't. You can try but you would probably fail, that's why underpinnings are the basic foundation for every accurate costume. For my project I sewn a cotton petticoat and a gathered chemise, nothing elaborate 'cause I wanted them simple and functional. I just drafted the petticoat train a little bit shorter then the skirt one and this is a mistake 'cause the petticoat needs to protect the skirt from dust and dirt while walking. I will sew another one. 




The undergarments without corset


The next step has been the hat. You cannot have a good Edwardian look without a hat! I simply covered a old sun hat with fabric, hand sewn the binding and added some lace plus a satin ribbon, The crown has been cut off and changed with a cotton one to allow the hat to sit on my head.

And this is one the costume on, with corset and undergarments: 






Let's give some scandal showing my undergarments to the public! 


We were in Acqui Terme again, near "La Bollente" which has been built in 1879. All photos by Lele Photography. 

Petticoat and chemise are listed on my Etsy shop! Give them a visit!

mercoledì 16 marzo 2016

Titanic Era - Downton Abbey dress revisited

Maybe some of you may remember my first Edwardian outfit ever. It was done using Simplicity #8399, the famous (now out of print) pattern released when "Titanic" came out in 1997. So, I already wrote a lot about the pattern in this previous post and now, after two years, I've been able to work again on this costume to improve it. I worked - and trained - a lot since then, so yeah, now I can consider myself an intermediate sewist; I couldn't stand the view of those mistakes anymore, mistakes committed when I was new to historical costuming. Sewing takes time, and practice. Lot of practice. You can't imagine how much you can learn project after project. 
So I took that costume out of my closet and looked at it carefully. A mess. Totally a mess. Some edges weren't hemmed before putting the lace (whaaat?), the seams weren't serged (I didn't own one at that time) and frayed a lot, the back was gathered and not pleated. 

(Sewists screams out there) Ok, now breath. 

I didn't take photos before the massive restyling, I was too ashamed. I held my seam ripper and starting to remove all that ugliness from my costume. I always wanted something simple with it 'cause I find the fabric really elegant as it is, so I put all my Titanic - Downton Abbey memories together to start figuring how the dress would have been. I went for a very simple satin binding around the edges of the overdress, completely sewn by hand 'cause it had to be perfect. After that and serging the raw edges I worked on the skirt: the Simplicity model looks more a Regency gown than a late Edwardian dress (ok, the Empire Revival was all the rage at that time but we all know the fitted gowns of 1912-1914 with their columnar shapes right?) so I pleated the back of the overdress with deep, very deep box pleats to allow a tighter fit. It worked perfectly, as you can see:



Then I started to work on the dress itself, which I didn't own before. It's made of a pale black - charcoal grey soft and thin cotton, a perfect match with the overdress. I used the same pattern pieces for bodice and skirt but the skirt has been altered according to my underbust to fit tight; I have very large natural hips so the columnar shape doesn't look good on my body and I've been forced to let the skirt falling gently with a wider hem. The bodice neckline and armholes have been faced with some cotton bias tape but - due to the non-stretchy nature of the cotton - I got some ugly wrinkles. Not a great problem since I'd cover that part with the overdress. 





The sash is made of cotton and black bias tape, I wanted to use a more classy satin ribbon (with looot of train) but unfortunately it wasn't wide enough to cover the very high bodice seam. 

The final touch: a fabric flower (do you remember the red flower Rose wears on her belt when she sees Jack for the first time?).

And so this the completed costume. I still have to wear it for a photoshoot but I took some fully dressed photos for my Instagram account. What do you think? It looks definitely a more professional product if you compare it with the first version. 






A thing I learned in these years: never, never throw your old creations away! Re-use what you already have, improve it if you can or what you can, sell them or gift them but never, never throw them away. I know, unstitching is a long process and requires attention, especially when working with sheer or delicate fabrics, but I prefer to give a new life to things than wasting them - especially when you're on a budget. Believe me, sometimes this is the best way to see how much your/our skills improved and to understand where and what you need to do better. 




venerdì 26 febbraio 2016

Recensione "Il romanzo delle crociate" di Jan Guillou

Siamo giunti alla fine di Febbraio e si conclude un altro mese di permanenza su questo blog. Sono alla soglia delle 80.000 visite e vorrei ringraziarvi personalmente perché mai mi sarei aspettata un tale risultato! Ho creato questo blog nel 2011, all'alba di uno dei periodi più bui della mia vita. Sono trascorsi cinque anni da quel momento e le cose sono più rosee rispetto al passato. Si sa, le esperienze della vita ci rafforzano...e bisogna sempre reagire. Su questo blog ho raccolto le mie principali passioni (fotografia, découpage, libri e più recentemente il cucito) e sono felice che molti di voi abbiano scelto di condividere le mie esperienze visitando e condividendo i miei articoli. Non discutendo di argomenti "mainstream" quali makeup o moda, francamente ero sicura che il mio blog sarebbe rimasto nell'ombra, uno di quei tanti siti in cui s'incappa solo per caso, magari navigando su Google. E invece eccoci ancora qui, sebbene la mia presenza sia sempre ridotta a causa del tempo.

Oggi vorrei proporvi la recensione di una delle saghe che ho amato di più e che - a distanza di dodici anni - continuo a consigliare. Parlo del "romanzo delle crociate" di Jan Guillou, autore svedese che conosciuto per caso, appena diciottenne, in libreria. In quel periodo ero una grande appassionata di Medioevo (eh già, la Storia Romana è arrivata dopo...) e fui subito attirata dal romanzo "Il Templare", sulla cui copertina troneggiava una spada in bella vista. Me lo regalarono per il compleanno e lo finii nel giro di qualche giorno, scoprendo (con mia estrema gioia!) l'esistenza di altri capitoli della saga. 
La saga si compone di:
- Il Templare
- Il Saladino
- La Badessa
- L'erede del Templare (basato sulla vita del nipote di Arn). 



*Spoiler*
La storia narrata ci riporta indietro nel tempo, nella Svezia del XI e XIII secolo, dilaniata da lotte intestine tra Folkung, Erik e Svear. Qui nasce il protagonista Arn Magnusson, la cui vita sembrerebbe destinata alla carriera ecclesiastica; cresciuto in un monastero cistercense  per un voto dei genitori, Arn è giovane, brillante e intelligente ma il destino ha in riserbo per lui un futuro del tutto diverso. Il giovane conosce la bella Cecilia, di cui s'innamorerà perdutamente - ricambiato. La gelosia della sorella di lei, Katarina, rovinerà la felicità dei ragazzi, denunciando il loro amore e il frutto di esso, la gravidanza di Cecilia avvenuta fuori dal matrimonio. La pena da espiare per i due amanti sarà onerosa: Arn dovrà servire in Terrasanta come Templare e Cecilia sarà destinata al convento, dove metterà al mondo il suo bambino, tra mille difficoltà. Per 20 anni i due resteranno divisi, vivendo le proprie esistenze nell'attesa - un giorno - di potersi rincontrare.
In Terrasanta Arn diventerà un guerriero estremamente abile e rispettato, persino da quello stesso Saladino che sarà suo amico quanto rivale al tempo stesso. Sempre confinata nel monastero, Cecilia subirà le angherie dell'arcigna badessa Rikissa (appartenente alla famiglia rivale) ma con il suo talento di contabile riuscirà a ritagliarsi un posto di rispetto. La sua figura sarà cruciale in quel difficile momento del nascente regno svedese: il suo supporto sarà - infatti - fondamentale per sostenere l'ascesa al trono del re, che sposerà la sua amica Cecilia Blanka, compagna di frustrazioni e sofferenze al convento. 
E' in questo frangente che Arn torna in Svezia, dopo aver espiato la propria colpa: porta con sé un manipolo di veterani, volendo trasformare la propria città natale in un luogo moderno ed efficiente. Qui ritroverà suo figlio, ormai cresciuto, e l'amata Cecilia. La loro felicità però è appesa ad un filo: gli intrighi di Rikissa non hanno ancora avuto fine e Cecilia sarà così involta in un intrigo, per la quale divenire badessa del convento sembrerà l'ultima scelta. Tuttavia, la coppia riuscirà a superare ancora questa difficoltà e potrà finalmente sposarsi, concependo un'altra bambina e godendosi quel poco di felicità che il destino ha loro riservato: Arn morirà poco dopo, cadendo in battaglia, combattendo contro gli invasori Danesi. Morirà poco dopo, ormai sessantenne, con suo figlio ormai in grado di prendere il suo posto.

Una saga avvincente, ricca di dettagli sulla vita comune di un Nord medievale spesso oscuro, e di cui si parla poco. La saga è ricca anche di personaggi realmente esistiti e fondamentali per la Storia svedese, tra cui il re Knut (re Canuto I), sua moglie Cecilia, lo jarl Birger Brosa e, ovviamente, Saladino. L'unica pecca è il quarto volume, che si svolge in un periodo assai posteriore rispetto ai fatti precedenti e dove i nostri amati personaggi sono ormai scomparsi. 

Voto: 9/10


giovedì 11 febbraio 2016

Taglia e cuci Singer 14SH654: domande e risposte

La taglia e cuci. Chi, appassionata o meno di cucito, non ne ha mai sentito parlare? Quel macchinario con tutti quei fili, la lama, che corre veloce...a prima vista può spaventare ma vi assicuro che la taglia e cuci non è quel mostro che sembra. In questo video tutorial sul mio canale Youtube ho cercato di spiegare le basi di questo macchinario, partendo dall'infilatura a tre fili. Personalmente non utilizzo quasi mai i quattro fili (di conseguenza i due aghi) perché preferisco effettuare la prima cucitura a macchina e poi rifinire in un secondo momento. Perché? Perché la cucitura a macchina mi permette un certo margine di errore, che con la TC non c'è. Ma andiamo con ordine. 

               

Cos'è una taglia e cuci? 
La taglia e cuci (che abbrevierò TC) è nient'altro che un macchinario che taglia, cuce, e rifinisce in un solo passaggio le nostre creazioni, donando loro un aspetto molto più professionale rispetto alla solita rifinitura a zigzag. Essa è quindi un prodotto essenziale per chi vende online i propri lavori e vi assicuro che una volta provata, non ne potrete fare a meno.
Si tratta di un macchinario complementare alla macchina da cucire (con una TC non potete attaccare cerniere o bottoni) e funziona ad una velocità maggiore...occhio alle mani!

Come funziona? 
Il funzionamento è molto semplice. La lama sistemata accanto al vostro piedino rifinisce i tessuti tagliando l'eccesso, che ricadrà alla nostra destra. Il mio modello non ha un vano raccogli-rifiuti ma in commercio ci sono davvero molte marche che lo forniscono in dotazione: in questo modo non dovrete preoccuparvi di raccogliere i vostri scarti a termine della cucitura.
Per infilare la macchina bisogna seguire il percorso indicato dai colori e le istruzioni riportate sul manuale (nel video vi spiegherò tutto). Regolate le tensioni esattamente come fate con la macchina e siete pronte a partire. Quando avete finito di cucire non tagliate la catenella finale, lasciate un 5-10 cm di avanzo per poterla "incastrare" nella cucitura appena realizzata con un ago dalla cruna molto grossa e possibilmente senza punta.

TC in azione sullo chiffon 

Posso usare i fili della macchina da cucire?
Certo, se di ottima qualità e resistenti. La TC consuma molto più filato rispetto ad una macchina standard quindi è bene munirsi di coni molto grandi (i miei sono pure esagerati  ma li ho trovati in super offerta in merceria...come non approfittarne!) per non restare a secco nel mezzo del nostro lavoro! Si tratta però di filati un po' più cari e all'inizio vi consiglio di accontentarvi della classica combo filo bianco e filo nero; con il tempo potrete ampliare il vostro magazzino di filati ed abbinare i colori. Il bello della TC è anche poter giocare con i fili, realizzando cuciture esterne contrastanti.

Si possono fare gli orli?
La vostra bella TC è perfetta per realizzare orli arrotolati e decorativi. Avete presente quegli orli piccolini che vedete spesso sui capi acquistati in negozio (sciarpe, foulard, gonne molto leggere, abiti in chiffon e/o organza...)? Ecco, quello è l'orlino arrotolato che potete realizzare voi stesse, dando sicuramente un tocco in più ai vostri capi. Lo uso moltissimo, anche sui costumi fantasy: permette di ottenere una bella rifinitura senza dover ricorrere all'orlo normale, risparmiando molto tempo. Attenzione però: l'orlo arrotolato non può essere eseguito sui tessuti pesanti (video tutorial coming soon...)

Un esempio di orlo arrotolato a TC su organza



...E le curve?
Le curve. La TC non  ha molto margine di errore. Una volta tagliato, è tagliato per sempre. Le curve possono rappresentare un problema, specialmente se usiamo la macchina da poco. Bisogna sempre tenere la stoffa dritta, anche in presenza di una curva, ma non è un meccanismo che si spiega bene a parole: è molto più semplice vedere il procedimento dal vivo.

Ne ho davvero bisogno?
Sì, se cucite regolarmente e volete vendere le vostre creazioni. Anche l'occhio vuole la sua parte e l'interno merita di essere curato come l'esterno, soprattutto ad un certo livello della vostra carriera sartoriale :) A breve caricherò un video nel quale vi mostrerò le differenze tra una cucitura a zigzag e una a TC.


E voi? Avete ancora paura di quel mostro-a-quattro fili-due-aghi-mangia-spolette? Ne possedete una o vorreste acquistarla? Fatemi sapere le vostre opinioni!







Post in evidenza

Edwardian skirt and blouse, circa 1900-1905

I've always been fascinated by the style of early Edwardian era, with those lightweight blouses, fabrics, delicate laces and floating s...