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giovedì 29 marzo 2012

La Calabria e il suo (triste) presente...


Oggi vi scrivo per parlarvi di uno spettacolo a dir poco inglorioso di quella bellissima regione che è la Calabria.  Sapete benissimo che adoro alla follia le cittadine di Pizzo Calabro e Tropea, ma anche loro non sono immuni da una piaga che (purtroppo) il nostro territorio conosce bene: il degrado ambientale. Ho avuto modo di “testare” questa realtà l’estate scorsa a Pennello, una località vicina a Vibo Marina dichiarata nel 2010 uno dei luoghi più inquinati dell’area vibonese (divieto di balneazione emesso a maggio 2011, per altro non segnalato!), e oggi l’ho sperimentata nuovamente con la spiaggetta che accompagna la bellissima chiesa di Piedigrotta.
Andiamo con ordine. La chiesetta di Piedigrotta ha da tempo superato (dicono) i bronzi di Riace per numero di visitatori, ma a noi la visita si preannuncia già storta: dopo aver acquistato il biglietto, scopriamo con rammarico di aver speso inutilmente il denaro. Non c’era nessun custode, la chiesetta è aperta e a entrata libera. Si tratta di un monumento particolare, costruito nel XVII secolo da alcuni naufraghi napoletani sopravvissuti ad una tempesta in mare, durante la quale avevano fatto voto di erigere una cappella votiva se fossero sopravvissuti alle intemperie. Lo fecero, e il risultato è a dir poco stupefacente: il mare la sta lentamente erodendo (in alcuni tratti era un po’ allagata), i colori sono ormai sbiaditi ma le statuette stupiscono per il lavoro paziente degli scalpellini. Da segnalare un piccolo presepe e delle bellissime decorazioni con tematiche  navali sul soffitto. Purtroppo lo stato di conservazione comincia a divenire precario, e se siete claustrofobici potreste sentirvi male (io non lo sono, ma si avverte uno strano senso di oppressione). Merita comunque una visita magari di sera, quando è illuminata a dovere. 

Piedigrotta

Ma veniamo alla parte dolente. La chiesa si affaccia sul mare, il che contribuisce al suo fascino. Il problema è che lo stato della spiaggia è vergognoso! Quella che ho ammirato è una vera discarica a cielo aperto, affacciata su acque cristalline dove, purtroppo, si erge la bandiera rossa.






Bottiglie di plastica, polistirolo, spugne, confezioni di veleno per topi e insetticidi, resti di ciabatte, alghe, carcasse di animali, buste di plastica: questo è ciò che abbiamo avuto modo di vedere e immortalare nelle nostre fotografie.  È questo ciò che vogliamo lasciare ai nostri figli? Sembrerà una frase fatta, ma come disse Severgnini tempo fa su una rivista, dobbiamo metterci in testa che il futuro siamo noi, il miglioramento è possibile ma deve partire da noi e non dalla frase “che ci volete fare, siamo italiani”. Cambiare è possibile, evitare scempi come questo è possibile. Pizzo, la Calabria, ma tutti gli altri luoghi colpiti da questo degrado (spesso provocato da turisti maleducati o da cittadini con poco senso civico e ambientale) possono essere recuperati, e devono essere tutelati. Consiglierei a tutti una passeggiata in questi luoghi anziché riempirsi la testa con show televisivi dal dubbio valore. Quelle sono le spiagge su cui sbarcò Murat. Spero che, almeno lui, ne abbia conservato un ricordo migliore.

giovedì 22 marzo 2012

Shooting: in studio with Kristina Gi.!

Questo è l'ultimo set realizzato con Kristina Gi e la truccatrice Federica Ambrogio. Siamo tutte e tre molto soddisfatte dal risultato, le foto sono grandiose! Che ne pensate di tutto questo pizzo mischiato agli smokey eyes?

*This  is the last shooting I took with Kristina Gi. with the collaboration of the mua Federica Ambrogio.
We're all satisfied, the pics are amazing! What do you think of all this black lace and the smokey eyes?
Hugs!*

Kristina Gi.

Danielle, 11/03/2012


Oh, I completely forgot! I wait for you in my new Facebook fan page! Have a look! www.facebook.com/daniellefiorefotomodella 

giovedì 17 novembre 2011

Aspettando Titanic e i suoi abiti pt.2...

Come promesso, oggi mi dedico al secondo abito prediletto del film "Titanic", noto come "the jumpdress". Si tratta del vestito che Rose indossa quando tenta il suicidio, esasperata dalla vita monotona che la sua classe sociale le impone. L'abito è stato uno dei più apprezzati della storia del cinema, e riprodurlo può costarvi parecchio per via delle numerosissime perline che compongono il décolleté assieme ai cristalli swaroski. Ma, ovviamente, ci sono taaaaaanti modi alternativi per riprodurlo meno fedelmente ma ottenendo lo stesso un ottimo risultato ;)

Procediamo con ordine. Gli abiti di Rose sono tutti indossati sopra un corsetto, quindi sono molto stretti e... piccoli! Conosciamo tutti le forme morbide della Winslet, che grazie ai bustini è riuscita ad entrare in una taglia... 4! Il sistema di taglie anglosassone non prevede l'uso delle lettere ma dei numeri, se contate che una 8 inglese è una S molto piccola (la taglia 10-12 è la nostra classica S-M), figuriamoci una taglia 4! Ho appreso questa informazione dal web, ma sinceramente mi sembra molto inverosimile che una persona alta almeno 1.70 come Kate e prosperosa possa rientrare in una taglia che equivale alla nostra XXXS. La taglia 4 in questione sarà dunque quella statunitense, che se esaminiamo una qualsiasi tabella di conversione equivale ad una nostra 40, cioè ad una 8 inglese ;) Resta che anche osservando le foto, gli abiti calzano molto stretti e donano una figura estremamente longilinea.
Bozzetto dell'abito e foto della Winslet

Detto ciò, passiamo all'analisi dell'abito. 

- Si tratta di due parti distinte, una di satin rosso e un'altra di pizzo nero, che lo ricopre interamente con uno strascico molto lungo. Il fondo dell'abito è disseminato di perline nere e se prestate attenzione, nel film si sente bene il rumore provocato da esse :)

- Quando Rose inciampa sulla balaustra è possibile intravedere le perline che compongono l'orlo del vestito. Gli strati di pizzo sono almeno tre, come mostrato nel bozzetto: uno più lungo che giunge sino ai piedi, uno che arriva alle caviglie e poi quello finale aperto lungo l'addome che ricade appunto nello strascico.

- Ogni orlo dell'abito è disseminato di queste famigerate perline, dal corpetto allo strascico. Immaginate la pazienza degli stilisti nel realizzarlo (un vero peccato, considerando che l'abito è stato poi letteralmente smantellato dopo il film!).

- La parte superiore è ricoperta anch'essa di pizzo che ricade morbido sulle maniche, che coprono appena la spalla. La parte che ci interessa è il décolleté: si vedono benissimo rose di perle nere disseminate di swaroski, che donano l'aspetto luccicante. Come per lo swimdress, anche questo abito presenta una scollatura a V sulla schiena.

- L'abito era originariamente accompagnato da dei guanti di pizzo neri, che nel film si intravedono appena per qualche secondo. Stesso discorso vale per i bellissimi accessori, e parlo di orecchini e collana. La sequenza originale mostra Rose al tavolo e, appena un fotogramma dopo, la ragazza che corre con i capelli sciolti e, soprattutto, senza la collana. Una svista? Non proprio. Si tratta di una scena tagliata e inserita nella versione estesa, che spiega perché Rose avrebbe deciso di farla finita: tornata nella sua cabina chiama Trudy, la sua inserviente, per spogliarsi. Non trovandola, decide di fare da sé e scopre di non essere capace neppure di svestirsi da sola. Qui si strappa la collana di pietre verdi, molto sobria, che porta al collo: rosso e verde, un gioco di colori contrastante (non ricordo cosa faccia con gli orecchini, ma mi sembra che se li tolga con stizza allo stesso modo).

Le famigerate scarpette!

- J. Peterman nella sua collezione originale di riproduzioni del film, ha presentato anche le scarpe e la borsetta di Rose, in coordinato con l'abito. Purtroppo costano una piccola fortuna, dato che a 13 anni di distanza dal film continuano ad essere vendute per 990 dollari, più o meno 850€. 

- Per nostra fortuna, invece, gli orecchini e la collana si trovano facilmente riprodotte a prezzi contenuti: questi li ho trovati su ebay a circa 15€, cercare per credere ;)



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