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martedì 10 febbraio 2015

Presentazione de "I tre giorni di Pompei" di Alberto Angela

Questa volta non posso farmi attendere, il nome citato nel titolo del post dice già tutto.
Attendevo da mesi questo evento, da quando mi è stato regalato il libro (con mia somma sorpresa, ma - si sa - i fidanzati sanno sempre come farci felici!). Ho trascorso settimane ad attendere notizie relative all'incontro e al luogo, ma la pagina di Alberto era sempre ferma con i post. Ormai rassegnata, credevo che avesse annullato tutto. Ieri mattina, ricevo un messaggio su Facebook nel quale mi si conferma che l'evento sarebbe stato nel pomeriggio; di fretta e furia, ci organizziamo con gli spostamenti per poter essere puntuali. 
La coda era lunga, composta da molti anziani ma anche da giovani e bambini. Altro che la cultura non interessa...sebbene non accademica. 
Alberto è arrivato con circa mezz'ora di ritardo per cause non a lui imputabili. Per circa un'ora e mezza ci ha trasportato a in quella che fu Pompei, presentando il libro ma anche aggiungendo nuovi particolari. L'emozione è stata forte: seguo i suoi programmi da quando ero bambina (considerando che ho 28 anni, sono sua fan da più di 20 anni!) ed assistere alla sua spiegazione del vivo è stato davvero piacevole. 

Dopo la presentazione, ci siamo appostati per la firma e la foto. Che dire, penso di aver avuto un mezzo mancamento quando si è complimentato per le nostre foto romane (uno dei suoi argomenti preferiti). Avrei voluto dirgli molto di più, ma il tempo era davvero tiranno (noi abbiamo fatto un'ora di coda per la dedica, ma dietro di noi c'era ancora molta gente). 
Se vi dovesse capitare di poter assistere a una sua presentazione nella vostra città, non perdete l'occasione. Il libro ha un prezzo anche contenuto (sui 15€) e acquistandolo contribuirete al restauro di un affresco a Pompei. Come ha detto Alberto, "ora siete pompeiani anche voi".

Le foto sono un po' scarse ma non avevo minimamente pensato di portare con me la macchina fotografica buona. 




   


Ed eccoci qua! 

Questo è, invece, uno scatto realizzato dopo l'uscita del film "Pompeii" nel 2014. La fotografia e la post produzione sono a cura di Lele.



martedì 31 dicembre 2013

Intervista per Ereticamente.net

Lo scorso sabato è uscita l'intervista realizzata per conto di Ereticamente, sito specializzato nella condivisione e diffusione di idee spesso controcorrente. Vorrei ringraziarli personalmente per l'interesse mostrato nei miei confronti, sia come artista sia come studiosa indipendente.

Potete leggere l'intervista completa qui: http://www.ereticamente.net/2013/12/intervista-danielle-fiore.html



Ad ogni modo, vorrei anche ringraziarvi per le 40.000 visite ormai superate al blog! Grazie! 


sabato 19 ottobre 2013

Benvenuti nel mondo degli eReader!

Oggi cambiamo argomento, dopo tanti post a proposito di storia, libri e abiti :)
Conoscete il mondo degli eReader?

Si tratta di un piccolo dispositivo portatile la cui forma e grandezza ricorda quella di un tablet, che vi permette di leggere comodamente e in qualsiasi situazione i vostri libri preferiti in formato elettronico (eBook). Vi dirò la verità: da amante dei libri cartacei ero molto scettica a riguardo, ma da quando lo possiedo ho cambiato opinione. 
Il primo elemento a favore è la comodità: si ripone in borsa o nello zaino senza occupare troppo spazio, in più l'ampia capacità di memoria vi permette di mettere in storage moltissimi titoli. Inoltre, lo schermo non retroilluminato vi permette di leggere senza fatica, come se aveste una vera pagina davanti agli occhi. Ricordate, però, che ciò vi obbliga a leggere in condizioni di buona illuminazione, non al buio. I titoli possono essere acquistati a prezzi ridotti dai vari siti editoriali, come ad esempio Feltrinelli o Amazon, e se il vostro eReader ha la connessione quando finite un volume potete subito acquistarne un altro. Se, invece, volete rinunciare a questa funzione potete caricare sul vostro dispositivo   quanti più libri possibili, semplicemente attaccandolo alla presa usb del computer.
In commercio ci sono moltissimi modelli con diverse caratteristiche, e con prezzi diversi. Il più famoso è senza dubbio Amazon Kindle, ma potete davvero contare su una scelta ampia. Il mio è un Trekstor Pyrus, non ha alcune funzionalità come la connessione WiFi e via dicendo, ma è ottimo: schermo non retroilluminato, inchiostro elettronico (che vi darà l'impressione di leggere la carta stampata) e display da 8 pollici. Che dire, è stato amore alla prima lettura!

Lo porto sempre con me quando so di poter leggere, ad esempio in treno, lo ripongo in borsa e la batteria dura a lungo (ovviamente la durata della batteria dipende da quanto lo tenete acceso). Di sera basta una semplice abat-jour per leggere in tranquillità, con il vantaggio di sfogliare le pagine con un semplice click tenendo il dispositivo con una mano sola, cosa che non si può fare con i libri più voluminosi. Insomma, mi sono davvero  dovuta ricredere. Certo il libro "vero" è un'alta cosa, il suo fascino non si discute e continuo ad acquistarne ancora, ma se viaggiate spesso e non volete rinunciare alla lettura, allora vi consiglio questo acquisto.


lunedì 25 marzo 2013

Frammenti di Roma...

La primavera (almeno a livello di calendario) dovrebbe essere arrivata e, invece, su Torino aleggiano nuvole cariche di pioggia che sanno ancora di inverno...Pensiamo quindi a qualcosa che ci faccia stare bene nell'attesa che il desiderato sole arrivi!
Ogni nuovo post sta iniziando con una carrellata di ringraziamenti, dato che ad ogni mia entrata sul blog c'è sempre qualcosa di nuovo: ho superato le 21.000 visite in poco più di un anno dalla creazione del blog (ottobre 2011) e con immenso piacere ho scoperto che il mio post sul romanzo "Le idi di Marzo" di Manfredi ha superato le 1.020 letture! Sono senza parole, grazie! Il merito è tutto vostro! Vorrei essere più presente su questo blog ma la mia testa è altrove attualmente...complici anche le miriadi di fotografie che devo caricare sul mio DeviantArt (per chi volesse curiosare, mi trovate qui). 

Siamo ormai al 25 Marzo e porto con me delle succose novità. Venerdì 5 aprile terrò a Chieri (TO) la mia prima conferenza in qualità di dottoressa, grazie alla disponibilità dell'associazione Amici della Lucania che mi ha permesso di partecipare. L'evento è gratuito e si terrà in sala della Conceria, via della Conceria 2 (proprio accanto al comune); dalle ore 21.00 si susseguiranno diversi interventi di docenti e poeti, tra cui ci sarò anche io con una relazione sulle origini storiche del popolo lucano, soffermandomi (c'erano dubbi?) sui loro difficili rapporti con le popolazioni vicine quali Brettii e Romani. Sarà un intervento breve ma intenso, come si suol dire, dato che saremo in molti ad esporre e deve esserci spazio per tutti.

Sempre in tema romano, vorrei ringraziare anche tutti quelli che su Facebook mi hanno contattato per sapere come avrei celebrato la giornata delle Idi (per chi non fosse pratico di Storia, vi rammento che è la giornata dell'assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C.). A dire il vero, non mi aspettavo un tale afflusso di domande e non posso che dirmi lusingata per tutto il vostro interesse! Avrei voluto realizzare qualcosa per ricordare l'evento ma il mal tempo non me ne ha dato possibilità. Resta che sì, avrei desiderato riscontrare più interesse sul web per tale avvenimento ma mi rendo conto che non tutti condividono la mia stessa passione.

Dopo tutta questa introduzione, posso ora passare al tema principale del post: il mio ultimo soggiorno a Roma! E' stata un'esperienza bellissima come ogni volta, visitare le rovine trasmette sempre una grande emozione. 
Ho avuto come guida turistica la bravissima illustratrice Florentina Gloria, dopo tanto tempo finalmente ci siamo incontrate!

Traiano photo DSCF0130blog_zpsd0f8bb08.png

Non mi sento di farvi il racconto storico-archeologico di ciò che ho ritratto nelle mie fotografie puramente turistiche, oltre alle classiche mete Colosseo - Circo Massimo - Altare della Patria ho potuto percorrere stradine mai viste prima, spuntando proprio all'altezza di ciò che resta del Teatro di Marcello.

Teatro di Marcello photo DSCF0112blog_zps5e19dfeb.png


Il centro storico di Roma rappresenta un'infinita fonte di reperti e di tracce del nostro passato, ma oltre ai monumenti più imponenti ce ne sono molti altri più piccoli, che spesso passano del tutto inosservati e che aspettano di essere notati da un occhio attento. Parlo di questo arco, nascosto in una viuzza proprio dietro la centralissima via dei Fori Imperiali: l'arco di Giano al Velabro. Il suo nome non fa riferimento al dio Giano ma piuttosto alla parola ianus, che segnalava un passaggio coperto. Accanto potete ammirare la piccola chiesa di San Giorgio e poiché in essa ci sono moltissimi frammenti di un'iscrizione proveniente dall'arco che inneggiano alla sconfitta di un tiranno da parte di un imperatore, alcuni pensano che quest'arco non fosse altro che intitolato a Costantino, per celebrare la sua vittoria sull'usurpatore Massenzio.
Insomma, Roma è sempre fonte di grandi scoperte ma bisogna spesso andare al di là delle "grandi rotte" turistiche.

Giano al Velabro photo IMG_0144blog_zpsfee43380.png


Il nostro giro non si è ovviamente concluso qui, è proseguito fino a Piazza del Popolo dove siamo stati quasi travolti dalla folla di tifosi del Borussia. Dal giorno successivo la zona è stata colpita da piogge molto forti che ci hanno costretto a rimanere tappati in casa almeno fino alla domenica :( Mancano ancora alcune cose al mio "repertorio da turista" che spero di poter vedere al più presto 

martedì 12 marzo 2013

#10cosechenonsaidime

Oggi mi dedico a un tema suggerito dalla mia super amica fotografa Kristina Gi (vi ricorderete senz'altro di lei  se avete seguito i post più vecchi del mio blog), il nuovo tag da lei ideato #10cosechenonsaidime.

Si tratta, in sostanza, di scrivere 10 cose sulla propria vita privata o lavorativa che normalmente non sono di pubblico dominio, a propria scelta e discrezione :)

Quindi, bando alle chiacchiere e pensiamo a qualcosa di carino da raccontarvi :)

1. Sono leggermente miope. Indosso gli occhiali per uscire per comodità e sicurezza. Preferisco apparire meno bella ma non rischiare di sbagliare bus perché non leggo il numero della linea ;)

2. A 16 anni mi tagliai moltissimo i capelli dopo una delusione amorosa. Optai per un taglio appena oltre le spalle, che per i miei standard era (ed è) quasi una rapata a zero. 

3. Ho una vera e propria passione per le mug, le tipiche tazze anglosassoni. Ne ho di diversi tipi e con mille motivi e disegni, alcune soltanto per bellezza :) Una delle mie preferite è quella del Signore degli Anelli, acquistata per un'inezia in Inghilterra!

4. Adoro i draghetti grigi da arredamento! Li trovate soprattutto nei negozi di oggettistica fantasy o medioevale, dai cofanetti ai veri e propri lampadari. Mi piacerebbe molto avere un tavolino o un complemento d'arredo vero e proprio, ma mi devo accontentare dei cofanetti portagioie e degli specchi. 

5. Ho indossato la mia prima minigonna a 21 anni. Non mi erano mai piaciute.

6. Sono molto attaccata ai miei giocattoli di bambina, ho avuto un'infanzia tutto sommato felice.

7. Sono molto disordinata, tranne che nel computer. Lì deve essere tutto suddiviso in cartelle ben rinominate e precise.

8.  Sono mancina anche se alla lavagna scrivevo spesso con la mano destra.

9. La macchia rossa che ho sulla tempia sinistra è una voglia, ce l'ho dalla nascita :) In molti mi chiedono se è un'ematoma oppure un tatuaggio a forma di farfalla.

10. Mia bisnonna era una baronessa e mio bisnonno era di Pamplona. Questo spiega in parte il mio amore per la belle époque e la Navarra, che ho sempre sentito molto vicina. Per strada in moltissimi mi scambiano per una turista spagnola, ed è sempre un complimento ben accetto! Pamplona è, inoltre, città di fondazione romana (Pompaelo) e dunque non può tutto che ricollegarsi al mio immenso amore per Roma antica :3

Se volete stilare anche voi le 10 curiosità che vi riguardano, seguite il mio modello oppure quello di Kristina, che trovate qui! http://kristinagi.style.it/2013/02/28/10cosechenonsaidime/#?refresh_ce

Alla prossima!




lunedì 24 dicembre 2012

17.000 views!

With this post I'd like to thank everyone of you for reading and joining my blog!
I reached more than 17.000 views in a year only and I never thought to be able to reach this number! Thank you soooo much, this means you like what I share with you ^^

I created this blog just to have fun, in a difficult period of my life full of troubles. Now I feel a little bit happier and I'l like to share this reward with you.
Tomorrow is Christmas so if you believe, you have my best wishes for a merry Christmas with your friends and relatives. If you're pagan you should surely now the "Io Saturnalia!" wish ;)

Take care wherever you are.

With love,
Danielle

lunedì 10 dicembre 2012

Furio e la sua storia: sos pulci!

Ciao a tutti! E' trascorso un altro mese dall'ultimo post ed è ora di rimediare :)
Oggi vorrei raccontarvi la storia di Furio, un micetto molto (s)fortunato che da poco più di due mesi gironzola per le stanze di casa mia. Era da tempo che meditavo di prendere un secondo gatto, che non fosse il gatto (selvatico e intrattabile) di mia madre; tuttavia ho sempre rimandato, finché una notte di ottobre non ho sentito un miagolio disperato provenire dai giardini sottostanti. A dire il vero pensavo fosse la gatta della mia vicina, alle prese con una cucciolata di circa due mesi, e dunque sulle prime non vi ho dato molto peso.  Dopo diverse ore, però, ho cominciato a preoccuparmi, dato che il miagolio non accennava a diminuire. Giunta ormai la mattina, ho svegliato il mio fidanzato dicendogli che c'era un gatto che miagolava da tutta la notte e che pareva molto spaventato.
Armato di tanta buona volontà è sceso a controllare. E' stato tra i cespugli che ho intravisto, dalla mia postazione di vedetta sul balcone, un esserino nero e bianco aggirarsi furtivo, miagolando e cercando di ritrovare una via credo smarrita. Dopo numerosi tentativi di avvicinarlo con i classici richiami e il rumore della ciotola ho desistito dalla funzione di faro, convinta che quel gatto fosse impossibile da acchiappare (complice anche la vicina che continuava a sostenere di non essere riuscita a prenderlo dopo un'intera mattinata di inseguimenti). Sono rientrata allora in casa, convinta che il mio ragazzo avesse fatto lo stesso. Dopo qualche minuto, non vedendolo rientrare, mi sono di nuovo affacciata al balcone, non scorgendo né lui né il gattino; li ho ritrovati assieme davanti alla porta di casa, lui ancora un po' assonnato e la pallina di pelo spaesata e spaventata in braccio a lui. L'artefice della mia insonnia e di tanta preoccupazione si è rivelato essere un affarino di neppure due mesi (massimo due mesi e mezzo, come confermato dalla veterinaria poco dopo), che stava tranquillamente in una mano (e ho le mani abbastanza piccine). Le sue condizioni sono apparse sin da subito acciaccate: inizio di tracheite, occhi pieni di croste e pus, ernia ombelicale e un mare di pulci. Siamo subito corsi ai ripari con impacchi di camomilla tiepida per risolvere le croste agli occhi (gli occhietti raffreddati sono, purtroppo, molto frequenti nei cuccioli che vivono fuori) ma per le pulci...la faccenda è stata molto più lunga. 

Faccio una premessa. In 26 anni ho sempre avuto gatti, anche che vivevano fuori, ma non ho mai visto una simile infestazione da parassiti. Furio era ricoperto di pulci, e quando lo abbiamo messo a riposare abbiamo ritrovato sulla coperta un mare di palline bianche e piccoli puntini neri, simili a carbone. Dopo una ricerca online, ho scoperto con mio enorme disgusto che quelle palline bianche, di forma ovoidale, simili a chicchi di riso erano le uova delle pulci e che i puntini neri erano le loro feci. Se non avete mai affrontato le pulci, è bene sapere che per debellarle è necessario capire, prima di tutto, il loro ciclo di vita. Dalle uova alla forma adulta passa un po' di tempo, più o meno accelerata a seconda delle condizioni ambientali (il caldo delle nostre case anche d'inverno accelera il processo di nascita) ed è importante intervenire subito per fermare la schiusa e rendere le future uova sterili. Poiché Furio era troppo piccolo per essere sottoposto a trattamento antiparassitario, e quindi abbiamo dovuto ricorrere a diversi bagnetti per eliminare le pulci adulte che albergavano su di lui. Purtroppo tale trattamento elimina sì gli insetti adulti, ma non le uova sparse per l'ambiente. Per rimuoverle (o limitarle) è necessario eseguire un'accurata pulizia della casa, passando l'aspirapolvere alla massima potenza su letti, divani, tappeti e cucce, lavando i pavimenti con ad esempio candeggina insistendo soprattutto in zone nascoste, tipo dietro il letto, e negli spigoli. 
Furio in un momento di relax ;) 
Come prodotti la veterinaria mi ha consigliato il Frontline Combo che oltre ad esercitare la protezione sull'animale agisce anche sull'ambiente circostante, rendendo le uova sterili e facendo morire le pulci adulte che saltano sull'animale. Tenete presente che la pulce adulta rappresenta una minima parte di quella esistente nell'ambiente, quindi più pulci adulte vedete sul gatto e più significa che ci sono uova in giro! Fate attenzione!
Inoltre, esse sono diventate sempre più resistenti ai trattamenti antiparassitari e potrebbe accadere che l'intervallo tra un'applicazione e l'altra si riduca a tre settimane anziché un mese (come accade con Furio).

Ora Furio è diventato un micetto di quasi 1,5kg, è stato ripulito dalle pulci sebbene ogni tanto gliene avvisti ancora qualcuna addosso, ma è un caso sporadico. Normalmente in due mesi dovreste cominciare a vedere dei miglioramenti, ma non abbassate mai la guardia e controllate il vostro micio con attenzione :) In commercio ci sono ottimi prodotti antiparassitari (molti veterinari consigliano lo Stronghold, che oltre a funzionare contro pulci e zecche agisce anche sui vermi intestinali ma ha un costo di 21€ per una sola pipetta) e molti accessori per contrastare il problema, come spazzole con setole in metallo per imprigionare le pulci e le loro uova. Io vi consiglio di controllare periodicamente il pelo del micio contropelo e sotto una buona luce se ha il pelo scuro e di applicare il Frontline-Stronghold o quello che più vi piace tutto l'anno, anche nei mesi invernali: le pulci potete portarle in casa anche voi quindi meglio prevenire no? :) Ne va anche della vostra salute, in casi particolari le pulci possono mordere anche voi rischiando di veicolare determinate malattie!

Per ulteriori info:






mercoledì 11 aprile 2012

Una laurea nel 2012: quanto vale?


Qualche giorno fa, vi ho lasciato un post sul precariato/disoccupazione che avete molto apprezzato, sia qui sia su FB, e vi ringrazio moltissimo :* E' facendoci sentire, mostrandoci uniti, che possiamo far udire la nostra voce, abbiamo il diritto di costruire le nostre vite, essere giovani non è una colpa! (Rubo clamorosamente uno slogan letto sul web pochi giorni addietro LOL).
Partiamo dal presupposto che, come ribadito più volte, i miei post tentano di staccarsi il più possibile da un'idea politica ben precisa, poiché ognuno è libero di appoggiare questo o quel partito. Il mio scopo è evidenziare i problemi di questo Paese che prescindono la posizione politica di ciascuno di noi, in modo da ottenere una visione d'insieme e non di parte. Si potrebbe dire che la sinistra ha introdotto la riforma Biagi (che ha portato, di fatto, il precariato in Italia, se vogliamo dirla in maniera semplicistica e superficiale), ma è anche vero che la destra non ha fatto molti sforzi per migliorare il mercato del lavoro. Ognuno, poi, giudica come preferisce, si sa che quando ci si addentra in questioni di politica si finisce per dar vita a discorsi senza fine. Veniamo al dunque.

Oggi ho avuto modo di parlare con una cara conoscente a proposito di un posto di lavoro nella mia cittadina. Tenete presente che abito a meno di 10 metri da un grande centro commerciale, ci divide solo il cortile e una stradina, quindi "teoricamente" godrei di una posizione avvantaggiata rispetto ad aspiranti lavoratori che vengono da fuori. Mesi fa sostenni il colloquio per questa azienda con una dottoressa in chissà quale materia umanistica, credo psicologia, la quale mi ha riempito di domande anche personali, suscitando anche non poco risentimento, in quanto non vedo cosa c'entrino alcune questioni nei colloqui di lavoro. Ma è una mia modesta opinione. Fatto sta, che prima ha storto il naso di fronte alla mia età (definendomi "troppo giovane" per andare a lavorare), poi lamentandosi della mia prossima laurea ("Perché mai una laureata come lei dovrebbe venire a lavorare in un supermercato! Me lo dica! (cit.)"). Resta che dopo sei mesi ho avuto la risposta (negativa, ovviamente) dall'azienda, scoprendo con mio rammarico che al posto di noi locali erano stati assunti giovani di altre città (buon per loro! ^^).
Vi sto dicendo tutto questo per affrontare il controverso problema della laurea, o comunque di un titolo di studio elevato, al giorno d'oggi. La maggior parte delle agenzie ritiene la laurea un problema al fine di collocare una risorsa, poiché sostengono che le aziende sono alquanto timorose nell'assumere un laureato rispetto a un diplomato. Perché? Perché un laureato potrebbe richiedere un aumento retributivo pari al suo titolo di studi. Alcune sono anche arrivate a chiedere ai loro iscritti di poter "eliminare" il titolo di studi dal curriculum vitae per potergli facilitare l'inserimento.
Tornando a ciò che scrivevo prima, la mia conoscente mi ha riportato la risposta del titolare di quel famoso posto di lavoro, il quale mi ha liquidato senza neanche volermi conoscere o ricevere il CV con un "È troppo specializzata, non prendiamo in considerazione questo tipo di candidature".
È giusto o sbagliato? È giusto penalizzare in questo modo un giovane laureato che ha studiato e che fatica a trovare un'occupazione o è giusto, da parte delle agenzie interinali, tentare di facilitare il suo ingresso in una realtà sempre più complessa e selettiva?
A voi la sentenza.



venerdì 6 aprile 2012

Non vogliamo compassione, vogliamo essere capiti!



Qualche sera fa, ho assistito per caso a una nota trasmissione televisiva in onda sulla TV pubblica, condotta da un famoso presentatore aiutato da una comica pungente e irriverente. Ospite della serata era il direttore del quotidiano “Il Corriere della Sera”, Ferruccio de Bortoli.

Il discorso tra lui e il conduttore si è subito snodato su un tema “caldo” degli ultimi tempi, ovvero la riforma del lavoro e del fantomatico articolo 18. Tralasciando le simpatie o le antipatie che ognuno di noi può avere verso questi personaggi dell’odierno panorama culturale e non, resta che il signor de Bortoli ha subito individuato il nocciolo della questione. Fra tante frasi fatte, il giornalista non ha mancato di sottolineare come gli sforzi dell’attuale classe politica debbano dirigersi verso un mondo del lavoro che offra sbocchi ai giovani, a quella fascia under 35 più colpita dal fenomeno del precariato e della disoccupazione (e non solo quella purtroppo, n.d.a.), quella generazione che ha di fronte a sé un futuro grigio e privo di speranze. De Bortoli ammette che ciò che stiamo vivendo oggi non è più tanto una lotta di classe, quanto una lotta generazionale. E come darvi torto, signor de Bortoli? Il periodo che stiamo vivendo da un decennio a questa parte è stato scandito da un contrasto generazionale ormai insanabile, fatto, da un lato, da genitori poco inclini a comprendere i problemi di figli alle prese con contratti di lavoro a termine o a progetto, altrimenti detti “atipici”, magari con due lauree alle spalle e, dall’altro, da figli quasi gelosi di ciò che i genitori hanno ottenuto in passato. Parlo del posto fisso, dei privilegi, della possibilità di fare carriera, di aprirsi un mutuo, di fare dei figli.

Parliamoci chiaro. Chi vi scrive è una 25enne, una giovane sciocca che ancora crede che qualcosa, seppur piccola, possa far smuovere questo sistema. Una giovane che ancora sogna. Non di trovare un’occupazione nel settore degli studi, quello sarebbe troppo, ma di trovare quel piccolo impiego che permetta una vita dignitosa, indipendente,  un piccolo appartamento e qualche sfizio ogni tanto. Il problema di fondo, a mio modestissimo parere, è che non possiamo più paragonare il mondo del lavoro di quindici - venti anni fa a quello attuale. Ma un giovane, questo, lo sa benissimo. Oggigiorno, chi non è iscritto a un’agenzia interinale? Chi non trascorre giornate intere sui siti di lavoro a inviare curriculum in attesa di una risposta? Pochi, pochissimi fortunati. Per esperienza personale, posso assicurare che i genitori di oggi faticano davvero a capire le necessità di un figlio che, biologicamente parlando, è ormai adulto ma che per motivi lavorativi e economici, deve restare sotto il tetto paterno, spesso stretto. Ho vissuto per due anni fuori casa, tornare indietro non è stato per niente facile. E non lo è tuttora. Vane sono spesso le parole che esprimono questo senso di oppressione e di impotenza (perché davvero, c’è ben poco da fare se non aspettare una chiamata e sperare), perché spesso s’infrangono contro un muro che non vuole sentire e capire, un muro forte di trent’anni di contributi versati regolarmente, un muro che non ha mai conosciuto lo spauracchio della vita che scorre, degli anni che passano, del tempo passato inattivi, dei risparmi che finiscono e che non si riescono a integrare, dei sogni infranti. L’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Girovagando per il web, ho trovato questo articolo http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html, che ovviamente mi sono fiondata a leggere. È la storia, vera o presunta che sia, di un giovane precario, oggi 30enne, che dopo anni di disoccupazione e precariato ha scelto la via dell’estero. Il che, direte voi, non è una novità. Neanche la sua frustrazione, le sue ansie, le sue paure, il suo senso di impotenza verso una famiglia non comprensiva lo sono, ma qualcuno fa ancora finta di non sentire. Qui non si tratta di essere di destra o di sinistra, si tratta di un problema reale che attanaglia intere generazioni, costrette all’impotenza, alla frustrazione, a rendersi merce pur di lavorare quel mese, quanto basta per mettere da parte qualche soldino in attesa del “grande evento”. Cosa si intende per “grande evento”? Non un contratto fisso, ma un contratto anche solo di un anno, che non ci faccia arrivare con l’ansia alla fine del mese. Si denuncia sempre più la rinuncia a cercarsi una casa (d’altronde, guadagnando 600€ in un call center, come si fa a pagarne 300 d’affitto se siamo fortunati più tutte le spese?), i giovani lavoratori ritenuti quasi carta straccia. Fuori uno, avanti un altro. Tanto le imprese prendono le sovvenzioni con le nuove assunzioni. E allora, dov’è l’inghippo? Cosa si sta facendo realmente per cambiare le cose?

Gli articoli dei giornali battono sempre di più su questo tema, è impossibile credere che sia ancora tutto fermo a venti anni fa. Genitori, chi parla è una giovane precaria e da tempo disoccupata, perché o troppo qualificata o senza esperienza. Pure per fare la commessa. Posso assicurare che ciò che è scritto nell’articolo sopracitato è tutto vero. Ho sperimentato sulla mia stessa pelle quelle disavventure. Sono lontani i tempi del posto sicuro, ottenuto certo dopo un periodo di sacrifici, del matrimonio e dei figli immediati. Fatevene una ragione. E mettetevi una mano sul cuore. Ciò che i vostri figli vogliono, più che un aiuto economico, è una comprensione a livello emotivo e psicologico.


giovedì 29 marzo 2012

La Calabria e il suo (triste) presente...


Oggi vi scrivo per parlarvi di uno spettacolo a dir poco inglorioso di quella bellissima regione che è la Calabria.  Sapete benissimo che adoro alla follia le cittadine di Pizzo Calabro e Tropea, ma anche loro non sono immuni da una piaga che (purtroppo) il nostro territorio conosce bene: il degrado ambientale. Ho avuto modo di “testare” questa realtà l’estate scorsa a Pennello, una località vicina a Vibo Marina dichiarata nel 2010 uno dei luoghi più inquinati dell’area vibonese (divieto di balneazione emesso a maggio 2011, per altro non segnalato!), e oggi l’ho sperimentata nuovamente con la spiaggetta che accompagna la bellissima chiesa di Piedigrotta.
Andiamo con ordine. La chiesetta di Piedigrotta ha da tempo superato (dicono) i bronzi di Riace per numero di visitatori, ma a noi la visita si preannuncia già storta: dopo aver acquistato il biglietto, scopriamo con rammarico di aver speso inutilmente il denaro. Non c’era nessun custode, la chiesetta è aperta e a entrata libera. Si tratta di un monumento particolare, costruito nel XVII secolo da alcuni naufraghi napoletani sopravvissuti ad una tempesta in mare, durante la quale avevano fatto voto di erigere una cappella votiva se fossero sopravvissuti alle intemperie. Lo fecero, e il risultato è a dir poco stupefacente: il mare la sta lentamente erodendo (in alcuni tratti era un po’ allagata), i colori sono ormai sbiaditi ma le statuette stupiscono per il lavoro paziente degli scalpellini. Da segnalare un piccolo presepe e delle bellissime decorazioni con tematiche  navali sul soffitto. Purtroppo lo stato di conservazione comincia a divenire precario, e se siete claustrofobici potreste sentirvi male (io non lo sono, ma si avverte uno strano senso di oppressione). Merita comunque una visita magari di sera, quando è illuminata a dovere. 

Piedigrotta

Ma veniamo alla parte dolente. La chiesa si affaccia sul mare, il che contribuisce al suo fascino. Il problema è che lo stato della spiaggia è vergognoso! Quella che ho ammirato è una vera discarica a cielo aperto, affacciata su acque cristalline dove, purtroppo, si erge la bandiera rossa.






Bottiglie di plastica, polistirolo, spugne, confezioni di veleno per topi e insetticidi, resti di ciabatte, alghe, carcasse di animali, buste di plastica: questo è ciò che abbiamo avuto modo di vedere e immortalare nelle nostre fotografie.  È questo ciò che vogliamo lasciare ai nostri figli? Sembrerà una frase fatta, ma come disse Severgnini tempo fa su una rivista, dobbiamo metterci in testa che il futuro siamo noi, il miglioramento è possibile ma deve partire da noi e non dalla frase “che ci volete fare, siamo italiani”. Cambiare è possibile, evitare scempi come questo è possibile. Pizzo, la Calabria, ma tutti gli altri luoghi colpiti da questo degrado (spesso provocato da turisti maleducati o da cittadini con poco senso civico e ambientale) possono essere recuperati, e devono essere tutelati. Consiglierei a tutti una passeggiata in questi luoghi anziché riempirsi la testa con show televisivi dal dubbio valore. Quelle sono le spiagge su cui sbarcò Murat. Spero che, almeno lui, ne abbia conservato un ricordo migliore.

martedì 7 febbraio 2012

Febbraio 2012: il punto.

Ciao a tutti! E con questo post, inauguro anche il mese di febbraio!
Che dire... colgo l'occasione per ringraziare TUTTI voi che avete letto e visitato il blog nel corso di questi mesi! Se sono arrivata a 4.600 e oltre visualizzazioni, è solo merito VOSTRO!
Quando ho aperto il blog, a ottobre, pensavo che nessuno mi avrebbe considerato. Parlare di libri (e storia), in effetti, in primis mi ha reso poco. Ho iniziato allora ad aggiungere qualche foto, e qualcosa si è mosso. Il risultato migliore, tuttavia, l'ho avuto con articoli che MAI avrei pensato suscitassero la vostra curiosità: non sono una blogger di moda e di attualità, certe opinioni preferisco tenerle per me, ma sono lieta della vostra risposta, delle vostre domande, dei vostri clic :)

Spero che continuiate a seguirmi anche in questo nuovo anno, che abbiate voglia di leggere e commentare i miei post e, perché no, suggerirmi qualche argomento che vorreste veder trattato!

Simon's Cat
Grazie a tutti e... Buon blog!

martedì 13 dicembre 2011

Imperium Webradio

E da oggi parte l'avventura con la mia webradio... dal titolo "casualmente" evocativo, Imperium Webradio ;)

Cultura, cronaca, attualità, storia e musica. Tutto in un programma! Webradio fondata da SoSo e Danielle, con l'intento di unire: Storia, Attualità, Cronaca e METAL, tutto in 60 minuti di trasmissione. I nostri improvvisati dj vi aspetteranno il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17.00 alle 18.00 con temi sempre nuovi da discutere. Se avete una band e volete farvi pubblicità, contattateci!

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