giovedì 14 gennaio 2016

Recensione "Saga dei Tudor" di Philippa Gregory

Sì, lo so, questa saga meriterebbe una recensione apposita per ciascun libro. Sono tutti ottimi, di grande successo, narrati con passione e conoscenza del periodo storico. Certo, non sono libri di storiografia (e questo è bene tenerlo a mente), quindi non pretendono di dare una visione tout court del periodo storico che vanno a narrare. 
La saga di Philippa Gregory dedicata all'età Tudor copre il periodo della storia inglese che va dal regno di Enrico VII a quello di Elisabetta I, incentrandosi su Enrico VIII e - neanche dirlo - sulle sue mogli. Da questi libri è stato tratto il film con Natalie Portman, Eric Bana e Scarlett Johansson "L'altra donna del Re" e, di recente, la serie "Wolfhall", che tuttavia hanno suscitato qualche polemica per la scelta errata dei costumi e di alcune vicende narrate (se pensiamo anche alla serie "I Tudor" gli errori storici/sartoriali sono davvero notevoli); l'ordine cronologico dei volumi è leggermente diverso dall'ordine di uscita dei libri e ve lo riporto di seguito:

1. Caterina, la prima moglie (Caterina d'Aragona)
2. L'altra donna del Re (Anna Bolena)
3. L'eredità della regina (la sfortunata Anna di Clèves e Catherine Howard)
4. Il giullare della regina  (Mary Tudor e un'adolescente Elisabetta)
5. L'amante della regina vergine (un'ormai regina Elisabetta e il suo rapporto con Robert Dudley)
6. L'altra regina (Maria Stuarda)

Personalmente, avendo recuperato i vari volumi della saga solo lo scorso anno, ho potuto leggere i capitoli in ordine cronologico, seguendo così il filo storico degli eventi. Mancano - purtroppo - un volume dedicato a Jane Seymour, ma sono sicura che la Gregory provvederà in futuro. Le figure da lei raccontate sono spesso differenti dalla realtà storica, tra cui proprio Enrico VIII che, secondo le fonti, non era affatto un uomo incline ai rapporti extraconiugali. Nonostante ciò, la Gregory ha un'innegabile maestria nel narrare i dettagli della vita e dell'epoca, descrivendo la corte, gli abiti, gli accessori indossati, le strade e la vita del popolino. 

Uno dei volumi della saga
Qualche appunto personale: come già detto, questi sono romanzi e non manuali di Storia, dunque se volete approfondire di più il periodo vi consiglio di ricorrere a un testo accademico. I volumi che ho preferito sono stati quelli dedicati a Caterina e sua figlia, la sfortunata Maria, che non fu affatto quel mostro che spesso le fonti ci propongono: era cattolica, è vero, e fece molto per riportare la sua nazione alla vecchia religione, ma fu in fondo una donna molto provata dalla vita, che desiderava l'amore e dei figli; fu umiliata nella prima adolescenza quando il re conobbe Anna Bolena e lei fu costretta a separarsi dalla madre, servendo la piccola Elisabetta e vedendosi abbandonata dal padre. In seguito le cose migliorarono, ma la vita non le riservò un destino felice: il matrimonio con Filippo II fu infruttuoso e dato dalla convenienza, sebbene lei fosse profondamente legata al coniuge. La figura di Maria Stuart mi è apparsa molto verosimile, specialmente quando la Gregory rimarca le differenze tra lei e la cugina Elisabetta: Maria è ricordata per essere stata una donna di eccezionale bellezza, regale nei modi e nei lineamenti, di alta statura e da un incarnato perfetto, mentre Elisabetta fu invece sfigurata dal vaiolo e dalle fonti si evince che non fosse di modi aggraziati. 
Insomma, una saga che merita senz'altro una lettura se vi piace questo periodo della storia inglese ed europea sempre, tuttavia, con un occhio alla veridicità storica. 

Voto 8/10
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