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sabato 11 febbraio 2012

Recensione album Evanescence "Evanescence"

Ed ecco qui una nuova recensione per gli amici di Webradio Mammuth! Sono stata poco presente ultimamente su entrambi i blog, vedrò di farmi perdonare :)

A quattro anni di distanza dal precedente “The open door”, gli statunitensi Evanescence tornano sulle scene con un nuovo album dal titolo omonimo. Capitanati dalla bella e brava Amy Lee, i nostri propongono il loro gothic-rock rinforzati da una nuova line - up (sono poco noti i motivi che hanno portato l’allontanamento dalla band di quasi tutti i membri della formazione originaria). Il disco, che vede 12 tracce proprio come “Fallen”, si apre con l’orecchiabile “What you want”, accompagnata da un video musicale che ha registrato moltissime visualizzazioni sul loro canale Youtube: ciò che vediamo è una Amy Lee in forma, grintosa e vocalmente eccellente.

Dal punto di vista delle tracce, l’album non propone niente di nuovo. Sempre presente il pianoforte suonato dalla singer e le sue lead vocals, come nei precedenti lavori; molto belle le parti sovra incise nel brano “The change”. Non poteva mancare neppure un pezzo dai toni più romantici, “My heart is broken”. Cosa subito salta all’orecchio dell’ascoltatore è la maggiore partecipazione della sezione ritmica ai brani, con una chitarra molto più protagonista rispetto al passato (e la band non potrà che trarne guadagno). Si potrebbe dire che, finalmente, ora gli Evanescence sono una band a tutti gli effetti, non la band di Amy Lee.

Insomma, si tratta di un lavoro ottimo dal punto di vista della resa sonora e dell’esecuzione. La band appare compatta e rafforzata dalla nuova formazione. Forse un po’ di pausa ci voleva proprio. La pecca di questo lavoro è, forse, l’insistenza nel riproporre il genere che li ha resi famosi e la mancanza di pezzi “d’impatto” come “Going Under” o il notissimo “Bring me to life”.

Voto: 7/10



domenica 22 gennaio 2012

Female metal compilation pt.2

E' finalmente uscita la "Female metal compilation pt.2" di MondoMetal! A differenza della precedente, questa dedica la sua attenzione alle band con voci più liriche e melodiche, ovviamente sempre femminili.

In copertina, come sempre, la sottoscritta :)




Tracklist:

1: Alchem - The Black Angel of Good
2: Anubi's Curse - Forsaken
3: Astral Sky - Lost in my World
4: Baby Beluga - Snake is an Idiot
5: Black Diamond - Funeral of a Suicide (Mourning for me)
6: Crysalys - When Sirens Sing
7: Dirty Danzig - Voodoo Death
8: DyNAbyte - Blinded by my Light
9: Edenice - My Destiny
10: Hybrid Resolution - Wait For Me
11: Labyrinthus Noctis - Apastron
12: Last Illusion - Blind
13: Mad Chickens - Ashes and Flowers
14: Masterforce - Masterforce
15: Ravenouse - Liar
16: Ravenscry - Nobody
17: Reasons Behind - 1000 Fading Lives
18: Solisia - Unrevealed Words
19: That Was Yesterday - Father
20: Viper Venom - Silence Speak
21: Whispers of Fate - Wasted World
22: Wormhole - Simon

lunedì 2 gennaio 2012

Female metal compilation parte 1

E' passato un po' di tempo dal mio ultimo post, non mi resta che augurarvi un felice 2012! Spero che abbiate trascorso un Natale tranquillo :)

Oggi mi dedico alla pubblicità reciproca, presentandovi una compilation metal che mi vede due volte protagonista, come modella e come cantante (vi ricordo che faccio parte degli Impaled Bitch). Sto parlando della "Female metal compilation pt.1", creata dallo staff di MondoMetal per promuovere le band con voce femminile. Dal 30 dicembre è disponibile online, in download completamente gratuito, la prima parte della compilation, dedicata al metal estremo. La seconda parte, disponibile dopo le feste, presenterà invece gruppi più melodici e tonalità liricheggianti. 
Indovinate chi ci sarà in copertina? ;)

Copertina della compilation
Banner dell'evento




Tracklist:



1: Nibelheim - Death o' Clock
2: Midian - Time to Die
3: Gozer - Stalker
4: Impaled Bitch - Revenge
5: Too Late - Italia's Next Mosh Model
6: I Will Kill You - Black Vendetta
7: Tystnaden - Hate
8: While Sun Ends - No Door Room
9: An Ocean Between Us - From Tears
10: Elarmir - Gloria Profundis
11: Old Legend - Katafalk
12: Gravelead - Bleed Hard For Me
13: Pursuing the End - Dawn of Expiation
14: School Nightmares - Our Society
15: Eliseum - Stolen Life
16: Triskelion - Burn in my Hell




martedì 13 dicembre 2011

Imperium Webradio

E da oggi parte l'avventura con la mia webradio... dal titolo "casualmente" evocativo, Imperium Webradio ;)

Cultura, cronaca, attualità, storia e musica. Tutto in un programma! Webradio fondata da SoSo e Danielle, con l'intento di unire: Storia, Attualità, Cronaca e METAL, tutto in 60 minuti di trasmissione. I nostri improvvisati dj vi aspetteranno il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17.00 alle 18.00 con temi sempre nuovi da discutere. Se avete una band e volete farvi pubblicità, contattateci!

lunedì 12 dicembre 2011

Recensione Ensiferum - "Ensiferum"




Ed eccoci qua con gli Ensiferum, band molto nota agli appassionati del genere viking metal. Provenienti dalla Finlandia come la maggior parte di questo genere, i ragazzi propongono una musica che passa dal folk al power, con qualche piccolo accenno di death in certi riff. Questo è il loro primo lavoro, uscito nel lontano 2001 e con il primo singer Jari Mäenpää (ora dedito completamente al suo progetto, i Wintersun) alla voce e alle chitarre. Ottima prestazione vocale e musicale, sebbene l’intro sembri un midi registrato direttamente da Guitar Pro ;)

Ma analizziamo il disco. La prima traccia “Hero in a dream” si presenta molto energica e con un’ottima linea vocale che segue alla perfezione le melodie della chitarra, ottimo anche il tappeto di doppio pedale di sottofondo. Seguono “Token of time”, dove il singer Jari sfodera anche la sua voce pulita (anche se, a parere di chi vi scrive, è molto meglio nelle parti in scream). Successivamente i nostri ci presentano due brani legati, “Old Man (Väinämöinen pt.I)” e “Little dreamer (Väinämöinen pt.II)”. Entrambi presentano toni malinconici, in “Old Man” vale la pena d’ascoltare l’ottimo riff iniziale ma il pezzo si smorza un poco nella parte vocale pulita, eseguita da Jari e da un coro che, forse, avrebbe reso di più se realizzato in una tonalità più alta, magari con un ausilio femminile. Stessa struttura anche nel brano successivo: il nostro singer ci propone parti scream alternate a parti pulite dalla tonalità profonda, sempre il solito coretto dietro. L’unica pecca è il suono di tastiera, ricordante un clavicembalo un po’ scordato.
La tracklist prosegue con “Windrider”, forse il pezzo più noto dell’album dai toni leggermente più cupi dei precedenti. Da segnalare l’intermezzo melodico di chitarra dal richiamo medioevale. Chiude in bellezza “Eternal wait”, l’unica ballata del disco, che presenta finalmente una voce femminile su melodie prettamente medioevaleggianti, ma anche qui il suono di tastiera disturba un po’ le orecchie.

Insomma, un ottimo debutto per questa band finnica ormai sulle scene da anni e  che ha visto cambi di line-up parecchio radicali (la mancanza di Jari alla voce è stata solo parzialmente colmata  con l’ingresso di Petri Lindroos) e che non ha potuto che confermare le proprie potenzialità nel corso degli album successivi. Resta che, forse, la parte meno convincente del disco è proprio quella tastiera onnipresente e che in certi tratti distoglie troppo l’attenzione dagli altri strumenti.

Miglior traccia: Windrider
Voto: 8/10

domenica 4 dicembre 2011

Recensione "Once and Future King pt.I" di Gary Hughes


Dalla mente di Gary Hughes, già singer dei Ten, nasce questo concept album diviso in due parti e dedicato al mito di re Artù. “Once and future king pt.1” si presenta come un progetto ambizioso e perfettamente riuscito, caratterizzato da una produzione pressoché perfetta e da un cast di ottimi cantanti che hanno prestato le loro voci ai vari personaggi (Merlino, Morgana, Lancillotto e Ginevra). Ottimo art work curato nei minimi dettagli, in una confezione a cofanetto per la gioia dei collezionisti!

Le sonorità sono tipicamente hard rock, con melodie aperte dove non mancano le tastiere e le trombette. Favolosa la prestazione dei cantanti, soprattutto quella di Lana Lane (Ginevra) (!!!! Che voce, ragazzi!) e Danny Vaughn nella triste ballata “At the end of day”. Ottimo il groove di “Shapeshifter”, cantato dalla grintosa Irene Jansen che interpreta alla perfezione una Morgana fiera di sé. Gary Hughes appare nel ruolo di Artù in pezzi più malinconici, come “Lies”, epilogo del disco in cui il nostro eroe apprende il tradimento della regina con il suo combattente più fidato. Ma il pezzo che voglio segnalare è “The reason why”: melodie tipicamente hard rock con un tocco di medioevale, ottime le chitarre dal tocco pulito e preciso.

Insomma, un disco che gli amanti del genere apprezzeranno sicuramente e che vale la pena di ascoltare se siete amanti di questi temi epici e fantastici, anche se non eseguiti da gruppi power metal. L’esperienza di Hughes nella pulizia dei suoni e nella scelta dei musicisti, poi, ha fatto il resto.

Miglior traccia: The Reason Why
Voto: 9/10




venerdì 2 dicembre 2011

Recensione Falconer - Grime VS Grandeur

Eccovi una nuova recensione sempre per Webradio Mammuth. 

Che dire…”Grime VS Grandeur” rappresenta la quarta prova per il quintetto svedese noto ai più per le sue melodie medioevali mischiate al power con un tocco di heavy ma, soprattutto, per la militanza del chitarrista Weinerhall nei Mythotyn (RIP) anni orsono. C’è poco da dire a proposito di questo disco: un flop totale. La mancanza del precedente singer Mathias Blad si avverte e non poco, sebbene il sostituto Kristoffer Göbel non se la sia cavata male nel disco precedente “The Sceptre of Deception” (che vi consiglio se amate la storia svedese!). 


Ma andiamo a capire il perché di questo insuccesso. Prima di tutto, i fan non hanno mai apprezzato l’abbandono di Blad, sebbene egli l’abbia lasciata per seguire il suo primo amore, i musical. Secondo, il genere in questo album è cambiato verso una sottospecie di power/heavy/hard rock, con melodie quasi alla Judas Priest (sentire “Jack The Ripper” per credere). Terzo, i pezzi mancano di mordente, e all’uscita non ha giovato il videoclip di “Cross Emotional Skies”, che oltre ad essere brutto dal punto di vista tecnico è alquanto ridicolo e privo di storia. 


Resta che, tuttavia, “Cross Emotional Skies” è la opening track e il brano migliore del disco. Le chitarre sono mosce e ripetitive, sebbene il tocco di Weinerhall sia sempre buono. Insomma, un brutto passo per una band che, fino all’uscita precedente, era invece molto apprezzata per l’innovazione e le linee di chitarra. Il che spiega, guarda caso, il ritorno di Blad alla voce negli album successivi. 


Miglior traccia: Cross Emotional Skies 


Voto: 5/10 


Danielle Fiore 




Link:http://zannadelmammuth.blogspot.com/2011/12/falconer-grime-vs-grandeur.html?spref=fb

martedì 29 novembre 2011

Recensione Månegarm - Vargstenen

Va bene, sono un po' off-topic, ma questa è la mia prima recensione ufficiale uscita per Webradio Mammuth e voglio condividerla con voi. Conoscete questa band? No?! Male, ragazzi, molto male! ;)




Mi accingo a recensire una delle più note band del 
panorama viking metal, gli svedesi Månegarm. Attivi sulle scene da almeno dieci anni, il gruppo scandinavo è reduce dalla sua primissima apparizione ad un festival italiano, il Fosch Fest tenutosi a Bagnatica (BG) lo scorso luglio e che ha attirato tantissimi fan non solo per loro, ma anche per i finnici Korpiklaani. “Vargstenen” è uscito nel 2007, ed è uno dei miei album preferiti. Non solo per le dinamiche molto vicine al death metal, ma anche per i bellissimi intermezzi melodici ed epici.
L’ascolto inizia subito forte con l’intro e la veloce “Ur själslig död”, in cui il cantante e batterista Erik Grawsiö alterna un cantato growl ad un melodico accattivante. Da segnalare anche il bell’intermezzo con voce femminile, molto dolce e cristallino. Il terzo brano, “En fallen Vader”, inizia ritmato come il precedente, e in un certo senso presenta la stessa struttura: più o meno a metà del pezzo, il quintetto svedese propone un intermezzo più calmo, cantato in melodico da Grawsiö. Segnalo il suo vocalizzo nella parte finale di questa parte, che si lega alla melodia del violino eseguita da Janne Liljeqvist.


Molto carine anche le due ballad di questo album, “Det gamle talar” e “Vargbrodern talar”, molto corte ma sicuramente d’effetto essendo completamente melodiche. Ma il brano migliore resta la title track, “Vargstenen”, un pezzo che inizia potente e veloce con tanto di doppia cassa, per poi stopparsi dopo pochi minuti per assumere tonalità più calme e riprendere, subito dopo, la stessa velocità iniziale. Il pezzo si presenta estremamente epico nei suoi contenuti (Vargstenen significa “la pietra del lupo”, e lo si capisce soprattutto dalla copertina dell’album). Da segnalare il finale, in cui i Månegarm riescono ad assumere connotati folk senza, però, introdurre strumenti quali fisarmoniche o tastiere. L’elemento di forza resta il passaggio della voce dal growl/scream al pulito, sempre aggressivo, e il coro cantato da tutta la band in chiusura della canzone. Brividi.


Di tutto altro stile, invece, la canzone successiva, intitolata “Vedergällningens tid”. Dai toni decisamente più allegri di “Vargstenen”, il pezzo si presenta più breve e segnalo l’ottima capacità del singer di adattarsi alle melodie vocali sostenute, in certi punti, prettamente dal violino. Chiude il disco la ballad “Eld”, cantata in coppia con una voce femminile dalla tonalità molto alta, che riesce a coprire perfettamente il timbro caldo e aggressivo di Erik.


Un disco aggressivo per quanto epico nei contenuti e nelle melodie pulite, sebbene la struttura un po’ troppo simile nei vari brani potrebbe sminuirne l’intensità. Ottimo anche l’uso parsimonioso della voce femminile , che avrebbe conferito al lavoro quel qualcosa di “già sentito” se fosse stata inserita ulteriormente. Un’ottima prova per questi svedesi, che speriamo di rivedere al più presto dalle nostre parti.



Miglior traccia: Vargstenen
Voto: 8/10 

Danielle Fiore 



Link alla webzine: Zanna Del Mammuth
 

lunedì 19 settembre 2011

Mi presento...

Eccomi qua!
Benvenuti nel mio spazio!
Sono Danielle Fiore, ho 25 anni e sono torinese. Nella vita sono laureata in storia romana e poso come fotomodella dal lontano 2008. Ho recitato come attrice in teatro per oltre 11 anni, approdando poi al canto lirico e, infine, al mondo del metal in cui sono attualmente impegnata nelle band Historica e Impaled Bitch.
Adoro i gatti tutto ciò che concerne l'arte, soprattutto quella fai-da-te come il découpage.

Ampio spazio è dedicato in questo blog al tema della storiografia, la mia più grande passione, senza però dimenticare la fotografia e la musica. 
Il blog è stato organizzato per darvi una lettura il più semplice possibile, con le varie pagine in alto e i contatti sulla destra (non dimenticate di dare un'occhiata al mio slide show e al mio photostream di Flickr ;)!)
Fatte queste premesse, non mi resta che augurarvi buona permanenza!


Post in evidenza

Edwardian skirt and blouse, circa 1900-1905

I've always been fascinated by the style of early Edwardian era, with those lightweight blouses, fabrics, delicate laces and floating s...