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mercoledì 25 luglio 2012

Versatile Blogger Awards!



Con estremo piacere vi annuncio di aver ricevuto il mio primo premio "Versatile Blogger"! Ringrazio di cuore la mia amica mua e modella Giulia Orsogna (visitate il suo blog dedicato al mondo della cosmesi e della bellezza http://giuliaorsognamakeupartist.blogspot.it) per avermelo concesso *_*

Il premio prevede che io vi elenchi 7 aneddoti casuali su di me, quindi non perdiamo tempo e cominciamo subito ;)

1. Adoro i gatti, soprattutto quelli completamente bianchi oppure rossi.
2. Il mio piatto preferito sono gli spaghetti, che siano normali, integrali o di riso. Ne mangerei a tonnellate!
3. Il trucco cui non posso assolutamente rinunciare è l'eye liner nero.
4. Mi sono laureata in Storia Romana, ma sin dall'infanzia ho sempre amato il Medioevo.
5. Da bambina, volevo diventare veterinaria.
6. Ho scritto un romanzo fantasy a 18 anni.
7. Adoro Maria Callas.

E ora veniamo alla parte due, ovvero assegnare questo premio ai blogger che seguo regolarmente!

1. http://soniarossamua.blogspot.com/
2. http://criesinthedarkart.blogspot.com/
3. http://gomitoloscornershop.blogspot.com/
4. http://stregoneriaveneta.blogspot.com/
5. http://lexacrush.blogspot.com/
6. http://chefsoso.blogspot.com/
7. http://imperiumwebradio.blogspot.com/
8. http://zannadelmammuth.blogspot.com/
9. http://goth-to.blogspot.com/
10. http://lario3.blogspot.com/

martedì 13 dicembre 2011

Imperium Webradio

E da oggi parte l'avventura con la mia webradio... dal titolo "casualmente" evocativo, Imperium Webradio ;)

Cultura, cronaca, attualità, storia e musica. Tutto in un programma! Webradio fondata da SoSo e Danielle, con l'intento di unire: Storia, Attualità, Cronaca e METAL, tutto in 60 minuti di trasmissione. I nostri improvvisati dj vi aspetteranno il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17.00 alle 18.00 con temi sempre nuovi da discutere. Se avete una band e volete farvi pubblicità, contattateci!

venerdì 2 dicembre 2011

Recensione Falconer - Grime VS Grandeur

Eccovi una nuova recensione sempre per Webradio Mammuth. 

Che dire…”Grime VS Grandeur” rappresenta la quarta prova per il quintetto svedese noto ai più per le sue melodie medioevali mischiate al power con un tocco di heavy ma, soprattutto, per la militanza del chitarrista Weinerhall nei Mythotyn (RIP) anni orsono. C’è poco da dire a proposito di questo disco: un flop totale. La mancanza del precedente singer Mathias Blad si avverte e non poco, sebbene il sostituto Kristoffer Göbel non se la sia cavata male nel disco precedente “The Sceptre of Deception” (che vi consiglio se amate la storia svedese!). 


Ma andiamo a capire il perché di questo insuccesso. Prima di tutto, i fan non hanno mai apprezzato l’abbandono di Blad, sebbene egli l’abbia lasciata per seguire il suo primo amore, i musical. Secondo, il genere in questo album è cambiato verso una sottospecie di power/heavy/hard rock, con melodie quasi alla Judas Priest (sentire “Jack The Ripper” per credere). Terzo, i pezzi mancano di mordente, e all’uscita non ha giovato il videoclip di “Cross Emotional Skies”, che oltre ad essere brutto dal punto di vista tecnico è alquanto ridicolo e privo di storia. 


Resta che, tuttavia, “Cross Emotional Skies” è la opening track e il brano migliore del disco. Le chitarre sono mosce e ripetitive, sebbene il tocco di Weinerhall sia sempre buono. Insomma, un brutto passo per una band che, fino all’uscita precedente, era invece molto apprezzata per l’innovazione e le linee di chitarra. Il che spiega, guarda caso, il ritorno di Blad alla voce negli album successivi. 


Miglior traccia: Cross Emotional Skies 


Voto: 5/10 


Danielle Fiore 




Link:http://zannadelmammuth.blogspot.com/2011/12/falconer-grime-vs-grandeur.html?spref=fb

mercoledì 16 novembre 2011

Recensione del romanzo "Danubio Rosso" di Alessandro Defilippi

Riposto in homepage uno degli articoli che più avete letto ed apprezzato :)

Recensione "Danubio Rosso" di Alessandro Defilippi 

Mi è capitato sotto mano il romanzo di Alessandro Defilippi, intitolato "Danubio Rosso. L'alba dei barbari", edito  da Mondadori e facente parte di una saga curata dal noto Valerio Massimo Manfredi circa la storia di Roma. L'ho notato per la prima volta alla Fnac, troneggiante sullo scaffale delle offerte. Copertina accattivante, con questo barbaro adorno di pelliccia, scudo e spada imbrattata di sangue, alla stregua di un gruppo viking-metal. Detto ciò, il libro si presenta corposo, di circa 400 pagine articolate in diverse parti e aventi come sfondo l'invasione dei Goti del 376 d.C., quando questa massa di disperati si riversò, sospinta dagli Unni, lungo le rive del grande fiume, chiedendo cibo e terre. Argomento a me molto caro, l'invasione del 376 offre all'autore la possibilità di affrontare il difficile problema dell'integrazione barbarica nel mondo romano, poiché l'assimilazione dei barbari all'interno dell'impero fu tutt'altro che indolore. La scelta dell'imperatore Valente, scellerata per Ammiano Marcellino, si rivelò in effetti errata, poiché fu frutto, soprattutto, di una cattiva politica estera e di una pessima gestione della guerra: il conflitto contro i Goti sarà destinato a durare sei lunghi anni, sfociando nel disastro di Adrianopoli nel 378. Attraverso le gesta del protagonista Batraz, un sarmata, Defilippi ripercorre gli avvenimenti principali dall'arrivo sul Danubio alla battaglia di Adrianopoli, senza dimenticare eventi chiave come il banchetto fraudolento organizzato da Lupicino ai danni degli (ignari) Goti e la decisione di Valente di sferrare l'attacco senza attendere gli aiuti del nipote Graziano. Da segnalare anche la diserzione di Marco, soldato romano abbandonato dai propri connazionali alla prigionia tra i Goti di Fritigerno e deciso a rivendicare tale abbandono schierandosi dalla parte dei barbari. Il finale del romanzo è ahimè noto, con l'esercito romano sconfitto nella piana sabbiosa e arida di Adrianopoli, e l'imperatore deceduto senza che nessuno fosse a conoscenza del vero motivo del decesso (si pensa che Valente sia caduto da cavallo e ucciso come un soldato qualunque, mentre altre fonti sostengono sia stato portato, ferito, in un casolare di campagna poi incendiato dai Goti). 
La copertina del romanzo
Un'ottima prova per questo autore, che non fa mistero di essersi avvalso dell'aiuto, e dell'amicizia, di Alessandro Barbero, noto docente all'Università del Piemonte Orientale. L'unica nota è, forse, l'aver seguito più il cuore che la ragion di stato, nel senso che il fulcro del romanzo è chiaramente pendente a favore dei Goti (lo si capisce in particolar modo dal ritratto offerto di Fritigerno, descritto come un re giusto, e dalla figura di Marco. Valente appare come un burattino nelle mani del monaco Ertegul, forse il vero pianificatore delle sue scelte politiche), ma di certo non si può biasimare il buon autore. In situazioni come queste, ognuno è libero di schierarsi dalla parte che preferisce. Personalmente, ho sempre tenuto le difese dei Romani (e qui Ward-Perkins e le sue teorie mi hanno illuminato), ma è un altro discorso. Resta che questo è un romanzo consigliatissimo, di piacevole lettura, ottimo nei dialoghi. Dimenticavo: non poteva mancare la storia d'amore tra Batraz e la sfortunata Leimeie, donna coraggiosa e pronta a sacrificarsi per l'uomo che ama.

Voto: 8/10

sabato 17 settembre 2011

Bellezze...moderne

Ieri sera navigavo su Facebook, quando nella pagina di un'amica ho visto la foto di una delle aspiranti Miss Italia 2011. Non sono avvezza a quel tipo di programmi (che reputo spazzatura), ma poiché la curiosità è donna, sono andata a cliccare. Lo spettacolo che si è aperto davanti ai miei occhi è stato quello di una ragazza appena ventenne (credo), capelli lisci, sorriso smagliante...e ossa terribilmente in vista. Ora,mi si conceda una digressione sull'argomento. Chiunque potrà notare che nell'ultimo secolo l'ideale estetico femminile è radicalmente cambiato, passando dall'incarnato roseo e pallido dei secoli precedenti (ebbene sì, come dimenticare gli ombrellini parasole delle donne vittoriane, le bianche mani tanto celebrate dai cantastorie medioevali, le profonde scollature color della neve delle signore settecentesche o il pesante strato di biacca delle matrone romane?) ad un colorito scuro, bruciato dal sole e ben spesso dalle dannose lampade dei centri estetici. Questo per quanto riguarda la pelle. Certo, l'abbronzatura non è affatto disgustosa da vedere rispetto ad un pallore "troppo" latteo e che ispira tutt'altro che salute, ma sembra che a nulla servano gli appelli degli specialisti nell'allarmare le donne e i bambini da un'esposizione prolungata al sole estivo. Per il fisico, dagli anni '50 del secolo scorso il discorso è ben peggiorato: dai fianchi generosi di miti immortali come la Monroe o la bellissima Hayworth siamo giunti, dopo un travagliato percorso, a fianchi quasi inesistenti, ossa del bacino in vista, costole sporgenti. Mi si potrà obiettare che "troppo grasso fa male", ma la mia non è per nulla un'esaltazione dell'abbondanza indiscriminata su fianchi e glutei, ma un'esaltazione del giusto, dell'equilibrio, della salute

Personalmente non amo personaggi come Dita Von Teese, ma il suo rilancio delle curve come arma della sensualità femminile è tutt'altro che da tralasciare (e dire che nel nostro paese ci sono donne che hanno iniziato questa ribalta già parecchi or sono, e sto parlando della bellissima Roxy Rose, la "burlesque woman" italiana che ho potuto ammirare all'opera lo scorso anno). Il problema è proprio questo: gli eccessi. Nel mondo odierno siamo abituati a bombardamenti mediatici di ogni tipo, che ci propongono ogni giorno eccessi che vanno dalle furiose litigate dei talk show agli "strazianti" servizi del telegiornale su uomini e/o donne obesi che chiedono aiuto per salvarsi la vita ad appelli di genitori che cercano di salvare le proprie figlie dal mito della magrezza eccessiva. Quante volte sentiamo o leggiamo di modelle appena 15enni morte d'anoressia? Molte, ma sembra che non bastino mai per destare l'attenzione su un problema reale, che non riguarda soltanto il mondo delle passerelle. Chi mi conosce sa come sono fatta, sa che non lesino mistero sulla mia taglia 46, sa che sono nel mondo della fotografia e dello spettacolo, e posso dirvi per certo che quello dei disturbi alimentari è un problema più diffuso di quanto sembri. Una figlia che fa la velina è certo un vanto, mi chiedo come possa esserlo una figlia sfruttata, vittima dei media, che oggi è esaltata e domani, quando magari metterà su qualche kg di "troppo", sarà gettata in un angolo, a favore della nuova arrivata. Fin qui, niente di nuovo. Si sa che il mondo dell'alta moda funziona così. Ma qui non si tratta solo di alta moda, si tratta di un ambiente underground, di una "guerra tra poveri": ho sentito più di una volta colleghe fotomodelle (e notate, parlo di fotomodelle al mio livello, ragazze non legate alle agenzie ma che, il più delle volte, si cercano i fotografi sui portali del web) asserire che "il giorno prima dello shooting, si mangia soltanto una mela, e per un'intera settimana niente pasta". (Se contate che posso mangiare per motivi di salute la pasta solo una volta alla settimana, potete immaginare come scattano i miei nervi di fronte a cose simili). 

Eccomi in versione pin-up per mano di Giulio Masoero



Direi che l'affermazione si commenta da sola. E non parliamo dei contest dove in palio non c'è nulla, dove tra poco devi pagare per partecipare, dove se sei una 44 sei grassa. Per cortesia, questo ragionamento lo accetto da un'agenzia (e già a stento), o da un noto brand di moda. Non dal primo locale che si mette in testa di fare una sfilata, facendo sfilare le amiche senza neppure retribuirle. Grasse sì, ma sceme no. Almeno non del tutto. Gelose? Neanche un po'. Nessuno dei miei partner si è mai lamentato della vita stretta e dei miei fianchi larghi, chi non apprezza o non ha apprezzato ha detto la sua (talvolta non senza provocare dolore, lo ammetto) e si è voltato dall'altra parte, ma vivo lo stesso. E così continuo la mia lotta, magari scattando meno ma sapendo che la mia salute va bene (o perlomeno, è nella norma) e che qualcuno, finalmente, comincia a togliersi le fette di prosciutto dagli occhi (chiedo scusa alla sensibilità dei vegani e dei vegetariani, ma l'esempio rendeva bene).


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I've always been fascinated by the style of early Edwardian era, with those lightweight blouses, fabrics, delicate laces and floating s...