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lunedì 29 dicembre 2014

Shooting: Arianna Ceccarelli Photography

Hello there! As I told you some days ago, I had a nice time in Rome. I took some amazing photographs with Arianna Ceccarelli Photography in the Aqueducts Park, surrounded by 2.000 years old roman ruins. 
The location was simply suggestive: the park is located on the old Appia road archaeological area, a site every lover of ancient History (and not) should visit. The main structure is the "Aqua Claudia" aqueduct, started by emperor Caligola and completed by his uncle and successor Claudio around 52 a.D., which was the main source of water of imperial Rome. Aqua Claudia was known for its pure water, second to Aqua Marcia only. 

Roman

Roman Matron

Era

You can imagine how happy I was to be there: I was in Rome, in a Roman archaeological park, dressed like a matron. But it's not the only outfit I brought that day. We took some gothic shots as well, using the sunset fading light.

Gothic


Gothic


Raven Heart

Some backstage shots: 




Links:
Arianna Ceccarelli Photography

Thanks to Lele Photography and Martina Costa for the backstage photos! 


lunedì 3 febbraio 2014

Roman dress "Gaia"

Hello guys, the end of the month is near and I'm passing these cold winter days sewing a new roman dress.
I found at the local market a beautiful remnant of deep green fabric in synthetic fibres (I think it's polyester) large enough for a dress, and so I bought it with another camouflage fabric. To be honest I wasn't thinking to another roman dress but when I saw the fabric I couldn't resist!

Roman Dress "Gaia" photo DSCF0281_zpsb07b4c26.png
The fabric
To sew this dress you'll need: 
- Fabric 
- Thread 
- Scissor
- A sewing machine, but you can avoid it if you want a more historical look. 

The fabric is soft as silk and the green is simply luscious! I didn't use a pattern so I put the fabric on the floor and I drew by hand the figure of shoulders with a chalk, after measuring my own shoulders. I have a one shoulder tunic already but for this one I wanted something different: I took my inspiration from the Spartacus TV series and I found in the character of  Gaia a nice reference: her dress has a deep V neckline and it's made of light green silk with golden embroidery, and the shape of the cloth seems quite historical.

Gaia
My dress will look like this on the shoulders but the neckline will be less evident and I'll wear a blue tunic as underwear since my fabric is quite see-through. 

The construction of the dress is really simple, so if you're a beginner seamstress like me you won't find it hard. So, after drawing the straps with the chalk I started sewing the hems by hand, finishing them with the sewing machine later for a better look. Then I sewed both sides together and put it on: I'm used to sew clothes a little bit bigger than my real size so I'll have to adjust the dress on my hips in a second moment. 

 photo DSCF0283_zps46531324.png
Particular of the seam
To decorate the shoulders I applied by hand two silver buttons with Medusa's effigy (I'm in love with them!)

Roman Dress "Gaia" photo DSCF0291_zps67d03a09.png
The buttons. 
Keep in mind: don't throw away scraps! You can always use them as ribbons or as decorations for your hair if they're big enough :) I'll use mine for the typical roman hairstyle I use during historical fairs. 
I noticed the dresses displayed in Spartacus have many layers of different fabrics but I find this style more fantasy than roman, even if women from upper classes wore dresses made of rich materials and with vivid colours. I hand stitched a hair comb to keep the veil on my head (don't forget this step if you don't want to lose it when you move, my suggestion is to make a braid and then put the hair comb there - a fake braid is good too). 

Total amount: less than 10€, if you're lucky it's a very low budget project!  

Photo by Franco Russo



martedì 24 settembre 2013

Una giornata con la Nona Regio

La scorsa domenica ho avuto modo di partecipare a un evento tenutosi nella Cittadella di Alessandria, un luogo che non avevo mai visitato prima d'ora. Sono stata invitata dal gruppo storico romano-ligure Nona Regio a trascorrere con loro una giornata all'insegna della rievocazione storica, quella a 360 gradi: ho partecipato al II raduno multiepocale organizzato dall'associazione locale Aleramica, con un periodo che andava dell'età romana (Nona Regio, appunto) all'età contemporanea. 
A dire il vero avevo già partecipato due volte a un evento simile (ero rievocatrice storica, anni fa) ma mai in qualità di ospite. L'esperienza è stata magnifica e non posso che ringraziare, ancora una volta, la Nona Regio e Walter Siccardi per aver invitato me e consorte a trascorrere un'intera giornata a loro fianco. 
Ma veniamo agli argomenti più femminili ;) Ero un po' dubbiosa riguardo al mio outfit soprattutto a causa del tempo ma, alla fine, ho scelto una tunica rossa con un bordino dorato da abbinare alla stola arancione che ho cucito a mano poco tempo fa, in vista dell'evento. Molto probabilmente il chitone rosso avrebbe riscosso maggior successo per la sua accuratezza storica, ma la temperatura era davvero calda per indossare quel tipo di tessuto. Così mi sono presentata in veste meno filologica e più "fotografica", compensando il tutto con un'acconciatura a tema di cui ho parlato in precedenza proprio su questo blog, ma il risultato è stato apprezzato. Vestita come una sposa (il flammeum era il velo color arancione portato dalle spose romane) ho così accompagnato la Nona Regio anche nel corteo a chiusura della manifestazione, con mio sommo giubilo ;)
E ora passiamo alle fotografie della giornata, sicuramente vi daranno meglio loro l'idea di ciò che abbiamo visto e sentito!








Per maggiori informazioni: 


lunedì 5 dicembre 2011

Recensione Ex Deo - "Romulus"

Gli Ex Deo sono nati nel 2008 da un’idea di Maurizio Iacono, che il più di voi conoscerà in quanto già singer dei canadesi Kataklysm. Freschi di un’esibizione al Gods of Metal dello scorso anno nel primo pomeriggio (e come invidiare Maurizio stretto nella sua lorica di cuoio!), gli Ex Deo presentano un death metal vigoroso i cui brani sono tutti ispirati al mito di Roma antica. Lo testimoniano i testi, colmi di riferimenti ai momenti salienti della storia romana quali la battaglia di Azio, la vittoria di Alesia sui Galli e la celebre XIII legione, che accompagnò Cesare in Gallia e che per prima valicò il Rubicone dando vita alla guerra civile. L’album si presenta potente e ottimo nella sua produzione (JF Dagenais, già chitarrista dei Kataklysm), con ben 11 pezzi di tracklist per un’ora di ascolto. Ottime anche le grafiche, dai colori caldi e che conducono subito alla mente le insegne romane. Ma, purtroppo, il marchio dei Kataklysm è fin troppo presente a nostro dire. 

Le canzoni si presentano simili alla ben più nota creatura di Iacono & co., e per quanto ci siano apparizioni degne di nota (segnaliamo Nergal dei Behemoth in “Storm The Gates Of Alesia” nel ruolo di Giulio Cesare), i brani mancano di mordente. L’album risulta pesantuccio all’ascolto complice anche la durata, le linee vocali troppo simili a quelle dei Kataklysm, sebbene l’idea di rendere gloria a Roma sia stata una ventata d’aria fresca per quanto non originale, dopo anni di uscite dedicate agli antichi egizi (Nile), ai vichinghi (tutto il filone viking-folk) o al paganesimo in generale. Ottimo inizio con la title track, “Romulus”, dedicata al fondatore di questa civiltà millenaria. Insomma, un lavoro che poteva rivelarsi eccellente ma che non ha convinto nella stesura dei pezzi. Segnaliamo, tuttavia, che la band è attualmente in studio per la realizzazione del nuovo album. Titolo previsto: “Caligula”. 

Miglior traccia: Romulus 
Voto: 6,5/10

Danielle Fiore

Link all'articolo: http://zannadelmammuth.blogspot.com/2011/12/ex-deo-romulus.html?spref=fb


mercoledì 16 novembre 2011

Recensione del romanzo "Danubio Rosso" di Alessandro Defilippi

Riposto in homepage uno degli articoli che più avete letto ed apprezzato :)

Recensione "Danubio Rosso" di Alessandro Defilippi 

Mi è capitato sotto mano il romanzo di Alessandro Defilippi, intitolato "Danubio Rosso. L'alba dei barbari", edito  da Mondadori e facente parte di una saga curata dal noto Valerio Massimo Manfredi circa la storia di Roma. L'ho notato per la prima volta alla Fnac, troneggiante sullo scaffale delle offerte. Copertina accattivante, con questo barbaro adorno di pelliccia, scudo e spada imbrattata di sangue, alla stregua di un gruppo viking-metal. Detto ciò, il libro si presenta corposo, di circa 400 pagine articolate in diverse parti e aventi come sfondo l'invasione dei Goti del 376 d.C., quando questa massa di disperati si riversò, sospinta dagli Unni, lungo le rive del grande fiume, chiedendo cibo e terre. Argomento a me molto caro, l'invasione del 376 offre all'autore la possibilità di affrontare il difficile problema dell'integrazione barbarica nel mondo romano, poiché l'assimilazione dei barbari all'interno dell'impero fu tutt'altro che indolore. La scelta dell'imperatore Valente, scellerata per Ammiano Marcellino, si rivelò in effetti errata, poiché fu frutto, soprattutto, di una cattiva politica estera e di una pessima gestione della guerra: il conflitto contro i Goti sarà destinato a durare sei lunghi anni, sfociando nel disastro di Adrianopoli nel 378. Attraverso le gesta del protagonista Batraz, un sarmata, Defilippi ripercorre gli avvenimenti principali dall'arrivo sul Danubio alla battaglia di Adrianopoli, senza dimenticare eventi chiave come il banchetto fraudolento organizzato da Lupicino ai danni degli (ignari) Goti e la decisione di Valente di sferrare l'attacco senza attendere gli aiuti del nipote Graziano. Da segnalare anche la diserzione di Marco, soldato romano abbandonato dai propri connazionali alla prigionia tra i Goti di Fritigerno e deciso a rivendicare tale abbandono schierandosi dalla parte dei barbari. Il finale del romanzo è ahimè noto, con l'esercito romano sconfitto nella piana sabbiosa e arida di Adrianopoli, e l'imperatore deceduto senza che nessuno fosse a conoscenza del vero motivo del decesso (si pensa che Valente sia caduto da cavallo e ucciso come un soldato qualunque, mentre altre fonti sostengono sia stato portato, ferito, in un casolare di campagna poi incendiato dai Goti). 
La copertina del romanzo
Un'ottima prova per questo autore, che non fa mistero di essersi avvalso dell'aiuto, e dell'amicizia, di Alessandro Barbero, noto docente all'Università del Piemonte Orientale. L'unica nota è, forse, l'aver seguito più il cuore che la ragion di stato, nel senso che il fulcro del romanzo è chiaramente pendente a favore dei Goti (lo si capisce in particolar modo dal ritratto offerto di Fritigerno, descritto come un re giusto, e dalla figura di Marco. Valente appare come un burattino nelle mani del monaco Ertegul, forse il vero pianificatore delle sue scelte politiche), ma di certo non si può biasimare il buon autore. In situazioni come queste, ognuno è libero di schierarsi dalla parte che preferisce. Personalmente, ho sempre tenuto le difese dei Romani (e qui Ward-Perkins e le sue teorie mi hanno illuminato), ma è un altro discorso. Resta che questo è un romanzo consigliatissimo, di piacevole lettura, ottimo nei dialoghi. Dimenticavo: non poteva mancare la storia d'amore tra Batraz e la sfortunata Leimeie, donna coraggiosa e pronta a sacrificarsi per l'uomo che ama.

Voto: 8/10

martedì 15 novembre 2011

Qualcuno fermi Roberto Giacobbo!

Mi concentro stasera sulla figura del noto conduttore televisivo Roberto Giacobbo. Sì, esatto, quello di Voyager, che ci bombarda continuamente di uscite editoriali. Premessa: possiedo personalmente un suo libro (di gradevole lettura, pure) e ne ho letti molti altri in prestito, e non metto di certo in dubbio le sue conoscenze storiche o archeologiche ma, per favore, prima di andare in onda controlli ciò che dice.
Mi riferisco ad una puntata della sua trasmissione, che stavo seguendo un pò distrattamente (mi piace avere un sottofondo televisivo quando lavoro al découpage). Dopo l'ennesimo servizio, identico a tutti gli altri, sui templari e la benedetta cappella di Rosslyn in Scozia (con il ripetuto accenno a quella cavità sottorrenea sull'isola di Oak Island), annunciano il solito servizio sui gladiatori. Ovviamente, accantono il lavoro decorativo e comincio a seguire il tutto, mossa da un'innata passione personale verso le figure dei combattenti romani (vi lascio immaginare l'espressione gioiosa del mio fidanzato quando ha capito che avrei seguito interamente il servizio pronta a ribattere ogni minima affermazione, LOL).
E la mia reazione non tarda a giungere. Giacobbo, che si muoveva allegro tra le rovine di Pompei (che invidia!!!) annuncia l'imminente servizio su Spartaco. Inarco un sopracciglio, poiché si trattava della solita solfa (per carità, tanto di cappello a chi produce questi documentari perché sono la prima ad esserci cresciuta e se non fosse stato per loro difficilmente mi sarei avvicinata a questo mondo). Sia chiaro: non sono qui per sventolare al mondo che ho studiato e gli altri no, voglio semplicemente sottolineare la dubbia qualità di tali programmi definibili "culturali" e ovviamente per famiglie (e lo dice una cresciuta a pane e SuperQuark).
Dopo aver illustrato brevemente la storia di Spartaco, Giacobbo si lancia in uno dei suoi soliti flash datando la rivolta degli schiavi al 73 d.C. Parte il servizio, da parte mia il silenzio. Trascorrono i minuti, le frasi, le spiegazioni, ed io ancora in silenzio. Dopo circa 10 minuti, il risveglio: "CHE COSA HA DETTO?!".


Sì, stasera ho voglia di sdrammatizzare e farvi divertire. Riesumata da un coma voyageriano interrogo subito il povero e inerme fidanzato, chiedendo con insistenza: "ma hai sentito? ho sentito? avete sentito? ha detto dopo Cristo, vero?!". Figuriamoci lui, già scocciato e tutt'altro che storico (è un cuoco, se volete dare un'occhiata alle sue ricette visitate http://chefsoso.blogspot.com), risponde con un monosillabo: "Boh!".
Comincio allora a pormi mille interrogativi nella mia testa, domandandomi quale particolare non irrilevante avessi perso nelle appassionanti lezioni di storia romana, che cosa mi fossi persa leggendo e studiando i manuali, cosa non avessi capito in quasi 20 anni di documentari alle spalle a proposito di Spartaco. No perché, errare è pur sempre umano, anche se laureata capita ogni tanto di dimenticarmi qualche data (lo so, non dovrebbe succedere e mi arrabbio tantissimo quando accade, mea culpa!) quindi magari ero stata io a confondere le datazioni. Eppure, ero così convinta... Ero così sicura che Spartaco si collocasse in età repubblicana, la via Appia, i suoi compagni crocifissi da Crasso...Dai su, sono cose che avrò sentito almeno un milione di volte dalle elementari... Dubbi amletici. Il pensiero che corre ai miei docenti. "Ma allora non ho capito davvero un tubo di quello che hanno spiegato!", penso. Castello di carte che s'infrange, voi non potete capire per una storica che sconfitta personale sbagliare la data della rivolta di Spartaco. Mille quesiti.


Ecco il nostro eroe!
Il servizio prosegue, e il narratore finalmente esordisce con la giusta datazione, il 73 AVANTI Cristo. Il fidanzato mi guarda. Come direbbe un mio amico, compagno di università nonché storico prossimo alla laurea, "gigalol, immenso EPIC FAIL!". Il nostro Giacobbo aveva "leggermente" confuso il 73 avanti Cristo con il 73 dopo Cristo, che era tutta un'altra epoca (quella imperiale). "Ecco, hai visto?!", dico trionfante al mio povero cuoco, "Mi sembrava strano!". Per tutta risposta, mi becco un sopracciglio inarcato. Ma lo amo lo stesso, LOL. Poverino, lo capisco pure.
Resta che il nostro presentatore aveva traslato di un tantinello la datazione storica, giusto quel che serve per attaccarsi al Colosseo (la cui costruzione è ben posteriore a Spartaco, databile al 72 d.C. per opera di Vespasiano sullo spazio destinato alla statua del colosso di Nerone). Insomma, sempre 73 era, ma con giusto qualche imperatore di mezzo tralasciato e una morte, quella di Cesare, alla fine dei conti irrilevante per la storia di Roma. Giacobbo, Giacobbo, stai più attento la prossima volta ;) 

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I've always been fascinated by the style of early Edwardian era, with those lightweight blouses, fabrics, delicate laces and floating s...