martedì 15 novembre 2011

Qualcuno fermi Roberto Giacobbo!

Mi concentro stasera sulla figura del noto conduttore televisivo Roberto Giacobbo. Sì, esatto, quello di Voyager, che ci bombarda continuamente di uscite editoriali. Premessa: possiedo personalmente un suo libro (di gradevole lettura, pure) e ne ho letti molti altri in prestito, e non metto di certo in dubbio le sue conoscenze storiche o archeologiche ma, per favore, prima di andare in onda controlli ciò che dice.
Mi riferisco ad una puntata della sua trasmissione, che stavo seguendo un pò distrattamente (mi piace avere un sottofondo televisivo quando lavoro al découpage). Dopo l'ennesimo servizio, identico a tutti gli altri, sui templari e la benedetta cappella di Rosslyn in Scozia (con il ripetuto accenno a quella cavità sottorrenea sull'isola di Oak Island), annunciano il solito servizio sui gladiatori. Ovviamente, accantono il lavoro decorativo e comincio a seguire il tutto, mossa da un'innata passione personale verso le figure dei combattenti romani (vi lascio immaginare l'espressione gioiosa del mio fidanzato quando ha capito che avrei seguito interamente il servizio pronta a ribattere ogni minima affermazione, LOL).
E la mia reazione non tarda a giungere. Giacobbo, che si muoveva allegro tra le rovine di Pompei (che invidia!!!) annuncia l'imminente servizio su Spartaco. Inarco un sopracciglio, poiché si trattava della solita solfa (per carità, tanto di cappello a chi produce questi documentari perché sono la prima ad esserci cresciuta e se non fosse stato per loro difficilmente mi sarei avvicinata a questo mondo). Sia chiaro: non sono qui per sventolare al mondo che ho studiato e gli altri no, voglio semplicemente sottolineare la dubbia qualità di tali programmi definibili "culturali" e ovviamente per famiglie (e lo dice una cresciuta a pane e SuperQuark).
Dopo aver illustrato brevemente la storia di Spartaco, Giacobbo si lancia in uno dei suoi soliti flash datando la rivolta degli schiavi al 73 d.C. Parte il servizio, da parte mia il silenzio. Trascorrono i minuti, le frasi, le spiegazioni, ed io ancora in silenzio. Dopo circa 10 minuti, il risveglio: "CHE COSA HA DETTO?!".


Sì, stasera ho voglia di sdrammatizzare e farvi divertire. Riesumata da un coma voyageriano interrogo subito il povero e inerme fidanzato, chiedendo con insistenza: "ma hai sentito? ho sentito? avete sentito? ha detto dopo Cristo, vero?!". Figuriamoci lui, già scocciato e tutt'altro che storico (è un cuoco, se volete dare un'occhiata alle sue ricette visitate http://chefsoso.blogspot.com), risponde con un monosillabo: "Boh!".
Comincio allora a pormi mille interrogativi nella mia testa, domandandomi quale particolare non irrilevante avessi perso nelle appassionanti lezioni di storia romana, che cosa mi fossi persa leggendo e studiando i manuali, cosa non avessi capito in quasi 20 anni di documentari alle spalle a proposito di Spartaco. No perché, errare è pur sempre umano, anche se laureata capita ogni tanto di dimenticarmi qualche data (lo so, non dovrebbe succedere e mi arrabbio tantissimo quando accade, mea culpa!) quindi magari ero stata io a confondere le datazioni. Eppure, ero così convinta... Ero così sicura che Spartaco si collocasse in età repubblicana, la via Appia, i suoi compagni crocifissi da Crasso...Dai su, sono cose che avrò sentito almeno un milione di volte dalle elementari... Dubbi amletici. Il pensiero che corre ai miei docenti. "Ma allora non ho capito davvero un tubo di quello che hanno spiegato!", penso. Castello di carte che s'infrange, voi non potete capire per una storica che sconfitta personale sbagliare la data della rivolta di Spartaco. Mille quesiti.


Ecco il nostro eroe!
Il servizio prosegue, e il narratore finalmente esordisce con la giusta datazione, il 73 AVANTI Cristo. Il fidanzato mi guarda. Come direbbe un mio amico, compagno di università nonché storico prossimo alla laurea, "gigalol, immenso EPIC FAIL!". Il nostro Giacobbo aveva "leggermente" confuso il 73 avanti Cristo con il 73 dopo Cristo, che era tutta un'altra epoca (quella imperiale). "Ecco, hai visto?!", dico trionfante al mio povero cuoco, "Mi sembrava strano!". Per tutta risposta, mi becco un sopracciglio inarcato. Ma lo amo lo stesso, LOL. Poverino, lo capisco pure.
Resta che il nostro presentatore aveva traslato di un tantinello la datazione storica, giusto quel che serve per attaccarsi al Colosseo (la cui costruzione è ben posteriore a Spartaco, databile al 72 d.C. per opera di Vespasiano sullo spazio destinato alla statua del colosso di Nerone). Insomma, sempre 73 era, ma con giusto qualche imperatore di mezzo tralasciato e una morte, quella di Cesare, alla fine dei conti irrilevante per la storia di Roma. Giacobbo, Giacobbo, stai più attento la prossima volta ;) 

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