sabato 19 novembre 2011

Recensione "Il grande gladiatore" di Gordon Russell

Eccomi  nuovamente da voi a trattare argomenti storici. Chiedo scusa per quei post futili sugli abiti di Titanic :p
Come scritto nel titolo, oggi vorrei proporvi come lettura il libro "Il grande gladiatore" di Gordon Russell (nome d'arte di Vanna de Angelis e Dario Battaglia). L'ho acquistato qualche mese fa alla stazione, visto il prezzo contenuto e data la mancanza di una lettura alternativa. 
La storia si svolge in epoca imperiale, nella Roma dilaniata dalle lotte intestine successive alla morte di Nerone e l'assassinio del suo successore Galba. Era il cosiddetto "anno dei quattro imperatori". Otone, uno dei seguaci più fedeli di Galba e governatore della Lusitania, s'indignò per non essere stato scelto come successore dell'anziano imperatore, e fomentò la ribellione dei pretoriani, che lo nominarono imperatore. E' in questo periodo di tempo che il protagonista Valerio, un mite e abile medico di origini celtiche, si ritrova a vivere l'avventura più dura della sua vita: diventare gladiatore. Lui, che aveva sempre rifiutato le armi sebbene suo fratello Antonio Primo fosse un celebre condottiero, si ritroverà a seguire le orme dei legionari romani, finendo dritto nell'arena. 

Ecco la mia edizione
Valerio vive con il rimorso di non aver salvato dalle acque il suo migliore amico, quando da bambini giocavano lungo il fiume. Salix ne uscì miracolosamente illeso, ma Valerio non riuscì mai a togliersi di dosso quel senso di colpa. Crescendo, vide il proprio villaggio distrutto dai Romani e Salix portato via come prigioniero. Da quel momento, complice anche il suo amore per la bellissima sacerdotessa Velunda, la mente di Valerio è attraversata da pensieri, voci, sensazioni che lo conducono a combattere i suoi stessi fantasmi: per aiutare il gladiatore preferito di Vitellio (la figura che si contrappone ad Otone come nuovo imperatore), Tito, fuggito dall'arena, Valerio intraprenderà un lungo viaggio che lo porterà nient'altro che a Roma. Vitello uccide Velunda in un impeto di rabbia, e Valerio le promette in punto di morte che la vendicherà. Ma senza spargere sangue. Ritroverà Salix nell'arena, diventerà gladiatore senza però uccidere i suoi avversari. E provocando la rabbia di Vitellio.

Ho amato sin dal principio questo libro, di circa 430 pagine, letto nel giro di qualche settimana. Me lo conservavo per i viaggi in treno per non terminarlo a casa. La ricostruzione storica di Russell è stata impeccabile, soprattutto per i continui richiami alle battaglie del periodo, come la sanguinosa battaglia di Bedriacum dove le forze otononiane furono sconfitte. Otone si suicidò con onore trafiggendosi con la sua spada, e lasciando campo libero a Vitellio. Ma la gloria di quest'ultimo durò poco: Vespasiano era pronto a fare il suo ingresso in scena.

Voto: 9/10
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