mercoledì 24 luglio 2013

Le Vie Cave etrusche di Pitigliano

Un luogo poco conosciuto, di una civiltà scomparsa altrettanto poco conosciuta: gli Etruschi. Durante le mie trascorse vacanze in provincia di Grosseto ho potuto visitare le Vie Cave di Pitigliano, un luogo assolutamente magico...e non solo per le cave scavate nel tufo. Pitigliano vi riporterà indietro nel tempo, vi trasporterà in un'atmosfera fantasy, degna del miglior colossal americano. Le Vie Cave costituivano una via di comunicazione che collegava gli attuali comuni di Pitigliano, Sovana e Sorano, diventando una diramazione della via Clodia in età romana. 

Purtroppo la qualità delle mie foto non è delle migliori, all'epoca non possedevo ancora la Reflex e la compattina faceva i capricci. Ad ogni modo, in rete ci sono immagini suggestive ma la sensazione di tornare indietro a quasi 3000 anni fa, prima ancora dell'impero romano, è indescrivibile se pensiamo che  molto del mondo etrusco è ancora da scoprire e decifrare. 











giovedì 18 luglio 2013

18 luglio 64 d.C., l'incendio di Roma

Oggi ricorre l'anniversario di uno degli avvenimenti più noti della storia di Roma antica, l'incendio del 64 d.C. Ne avrete senz'altro sentito parlare almeno una volta, dalla televisione alla scuola, in quanto fu un evento d'immane portata che cambiò il volto della città per sempre. Le fiamme divamparono quasi senza sosta per nove giorni, complici il gran caldo estivo e la struttura degli edifici quasi interamente in legno. Da quel momento il volto di Roma cambiò, s'introdussero nuovi edifici in pietra e si stabilirono regole precise di costruzione con limiti anche d'altezza per tentare d'evitare un altro disastro.
E' Tacito nei suoi "Annales" a fornirci un resoconto dettagliato degli avvenimenti. 

A quel tempo era Nerone l'imperatore "in carica" e poiché egli era particolarmente noto ai più per le sue farneticazioni e, possiamo dire, manie di grandezza, i sospetti ricaddero subito su di lui. In effetti, Nerone aveva in mente di ampliare la sua dimora ma al momento dell'incendio era ad Anzio; si precipitò subito a Roma e aprì i monumenti del Campo Marzio agli sfollati, probabilmente per favorirsi il popolo. Tacito specifica che per quanto Nerone si stesse animando per farsi benvolere, voci insistenti asserivano d'averlo visto salire sul palco della sua domus a cantare di Troia in fiamme (Annales, XV, 38-3). In fondo, tutti conoscevano la passione morbosa di Nerone per il canto e le rappresentazioni.

Le circostanze dell'incendio apparvero subito poco chiare: Tacito scrive che "seguì un disastro, non si sa se dovuto al caso oppure al dolo del principe" (Annales, XV, 38-1) e pare che le stesse fiamme fossero volontariamente alimentate da dei figuri che sostenevano di obbedire a degli "ordini" imprecisati. Sembra che il focolaio si trovasse nel Circo Massimo, la zona delle botteghe, e che le fiamme si fossero propagate senza difficoltà approfittando delle strade anguste, delle case addossate le une alle altre. Dopo sei giorni di fuoco, le fiamme partirono dall'Esquilino, sembra dai giardini di Tigellino, prefetto del pretorio e amico di Nerone, il che avrebbe alimentato la diceria che Nerone stesse architettando la nascita di una nuova Roma. Nerone era, dunque, al centro delle accuse e della bufera. La ricostruzione nacque proprio a partire dalla domus aurea, l'enorme dimora che Nerone progettava, e che oggi sorge nelle vicinanze del Colosseo (chiamato così perché sorge dove doveva essere eretta la statua del colosso di Nerone...).

La storia è nota: per scagionarsi accusò i cristiani, che all'epoca erano una delle tante sette religiose che affollavano i vicoli di Roma;  dove regnava una libertà religiosa pressoché assoluta (purché si riconoscesse il Pantheron romano). I cristiani, tuttavia, già sotto Claudio avevano manifestato la propria insofferenza verso gli dèi pagani. Tacito scrive che essi sarebbero stati perseguitati non tanto per l'incendio, ma perché erano invisi all'opinione pubblica.


Anche altri storici quali Svetonio e Cassio Dione (e non solo loro), forniscono resoconti dell'incendio offuscando la figura di Nerone, attribuendo a lui la colpa del disastro. A noi contemporanei restano solo le fonti. Capire quale sia stato il ruolo di Nerone in tutta la faccenda è difficile, ricordiamoci inoltre che la sua figura è stata volutamente "macchiata" dalla propaganda cristiana nei secoli a venire, quasi per una sorta di pareggio dei conti.


martedì 16 luglio 2013

"Il tiranno di Roma" di Andrea Frediani

Torno alla carica con una recensione fresca fresca, dato che ho terminato il libro pochissimi giorni fa! Ho acquistato questo grazioso volumetto approfittando dell'iniziativa della casa editrice Newton Compton, che offre svariati titoli al prezzo di 0,99€ e che potete trovare tranquillamente al supermercato! Sono una grande fan di Andrea Frediani e quando ho visto il suo titolo disponibile, l'ho ovviamente acquistato. Il volume è di piccole dimensioni, senza copertina rigida, perfettamente tascabile e di lunghezza limitata (128 pagine). 


La trama si svolge nella Roma dell'82 a.C., nel pieno delle lotte civili tra Mario e Silla. Lo schiavo Crisso viene strappato dal lavoro contadino per entrare a far parte delle truppe del generale Mario, leader senza dubbio carismatico ma ormai in declino, complice anche l'età avanzata. Il giovane Crisso si mette subito in luce per le sue doti militari (dimenticandosi, forse, in maniera un po' frettolosa dello sterminio della sua famiglia compiuto proprio dai soldati di Mario...) e Mario ricambia il favore arruolandolo nel corpo dei Bardiei, promettendogli la libertà se avesse combattuto per Roma. Crisso, ovviamente, non se lo fa ripetere. Parallela si svolge la vicenda della protagonista femminile Giunilla, schiava al servizio del console Gaio Ottavio schierato dalla parte di Silla,  che in una spirale di eventi infausti (la perdita del potere e della moglie poi, dovuta all'epidemia che attanagliava la città) giunge a decretare la morte della fanciulla. Crisso e Giunilla s'incontrano così: il loro sentimento sboccia in mezzo alle stragi ordinate da Mario, di cui il suo padrone è vittima, al sangue e alla violenza. Violenza che durerà fino alle ultime pagine. Il finale è il vero colpo di scena: Mario muore senza donare la libertà a Crisso, salvandolo però da una morte certa. La sua sorte si ricollega, dunque, a quella dell'inizio del libro: la schiavitù. 

In conclusione, consiglio la lettura di questo libro sebbene l'abbia trovato inferiore al resto della produzione di Frediani per avvenimenti, colpi di scena, sentimenti. L'incontro tra Crisso e Giunilla appare un po' frettoloso e scontato, ma chi sono io per rovinare la magia della narrazione?

Voto: 7/10

Shooting: Princess of the Eternity

Some weeks ago I wanted to put my Arwen dress on again, so we spent a couple of minutes outside at noon to take some shots :) It was a very hot and sunny day, I was almost fainting inside that velvet dress but the result is simply awesome!
I know the tiara is not part of the character but it's a great gift and I think it fits well :)

Princess of the Eternity


The Light of Minas Tirith


There's always hope




lunedì 1 luglio 2013

Ricetta facile-facile: la torta ai cornflakes e cioccolato!

Inauguriamo questo mese di luglio con un post culinario, del tutto diverso dai miei soliti argomenti (la maggior parte del tempo che trascorro in cucina, lo trascorro pulendo e riordinando ma non cucinando...). Avevo in dispensa un pacco di cereali per la colazione aperto da un po', e che per svariati motivi non riuscivo a consumare; poiché l'idea del "buttalo, tanto ne compri un altro" non mi aggrada molto, ho deciso di cercare sul web qualche ricetta che comprendesse l'uso dei cereali. Ho trovato una torta molto facile e veloce da realizzare, ottima se dovete offrire una merenda agli amici.

Vi servirà soltanto:

- Farina (300 gr)
- Latte (100 ml)
- Burro (100 gr)
- Zucchero (200 gr)
- Tre uova
- Mezza bustina di lievito per dolci
- Cereali a piacere
- Crema spalmabile al cioccolato o nocciola

Iniziate nel solito modo, montando le uova e lo zucchero, aggiungendo poi il burro e il latte. Dopo aver aggiunto anche la farina e il lievito versate metà composto in una teglia (la mia è rotonda e non molto alta) e tenete la restante metà nella ciotola; in questa seconda metà andrete a versare la vostra crema al cioccolato/nocciola (vanno benissimo anche le versioni economiche della Nutella!), raggiungendo la quantità desiderata. Ricordate che troppo cioccolato può risultare nauseante. A questo punto, versate anche questa metà nella teglia e spalmate bene.
Aggiungete i cereali (potete anche aggiungere pepite di cioccolato fondente, perché no) e infornate il tutto per mezz'ora circa a 180°.







Et voilà, il vostro dolce è già pronto!
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